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L’immagine della paternità in 100 film

L’immagine della paternità in 100 film

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Carissime famiglie
vi presentiamo un articolo redatto da FAMILY and MEDIA, alla luce della collaborazione intrapresa per unire le forze sui temi comuni, in particolare inerenti alla famiglia.
Buona lettura.

Anticipiamo l’introduzione di un libro di prossima pubblicazione, che raccoglie le recensioni di 100 film. Al centro di ogni racconto, la figura del padre o della paternità. Film da vedere in buona compagnia e in famiglia.

Essere un padre di famiglia con dei figli è una sfida che affascina da sempre il mondo accademico, la stampa e, ovviamente il cinema. La Rivoluzione industriale in primo luogo e la Rivoluzione sessuale poi, hanno modellato a poco a poco la società occidentale come la conosciamo oggi. La nostra visione rispetto all’immagine dell’uomo è cambiata e, in un certo senso, ha perso forza. Per secoli infatti l’uomo-padre è stato visto come un essere quasi mitico, leggendario ed instancabile che viveva solo per il lavoro, provvedeva a sua moglie e alla sua famiglia, cercando solo raramente, quando possibile, dei piccoli momenti di pausa, come racconta Martínez-Echevarría (Ripensare il lavoro,2004), passati consumando grandi quantità di tabacco, alcool ed in alcuni casi in compagnia di altre donne (senza generalizzare).Trascorreva la propria vita nel rispetto di tre principi che, nella saggezza popolare, costituiscono i pilastri della vita maschile: 1) lasciare i sentimenti a casa 2) avere un stomaco di ferro 3) avere una grande capacità di conciliare il sonno…tutto molto simile allo stile di Don Draper, protagonista del famoso telefilm Mad Men. Solo così l’uomo ha potuto affrontare le sfide quotidiane della nostra era, le dure necessità del mondo del lavoro, le guerre mondiali e la sua crisi, etc. Al giorno d’oggi invece vediamo con sempre maggiore regolarità un padre di famiglia accompagnare i propri figli al parco, cucinare a casa, e perfino dedicarsi alle faccende domestiche con una certa abilità. Tuttavia, si dedica ancora un tempo eccessivo al lavoro a scapito delle relazioni famigliari. Questo certamente non è il massimo, ma in fondo si trova una giustificazione nella motivazione che da tale condotta dipende il benessere economico dei nostri figli, la loro educazione, le loro possibilità di successo nel futuro.”Pochi temi hanno la forza, il carattere e la trascendenza tipica della figura della paternità. Tanto in generale come nella situazione presente”, afferma Rafael Alvira (Prefazione a R. Hurtado. La paternità nel pensiero di Karol Wojtyla). E, come abbiamo visto, l’immagine dell’uomo-padre è spesso fonte di rimpianti ai nostri giorni.

Il presente studio cerca di mettere sul tavolo il quesito posto da un gruppo di studiosi in diverse discipline: La presenza del padre di famiglia si deve ridurre ad essere una semplice “presenza materiale”? C’è il rischio di cominciare questa riflessione con delle odiose generalizzazioni che possono offuscare la nostra obiettività. Ci accontenteremo di segnalare che, almeno nel cinema, si può percepire un certo interesse di grandi registi e produttori per presentare l’immagine paterna come qualcosa di più di quella di un “semplice lavoratore.” I media stanno facendo una forte campagna pubblicitaria per convincere gli uomini sulla propria incapacità nel sapere amministrare le loro emozioni (M. Calvo, Maschilità rubata, 2011). L’uomo infatti deve cambiare e mettere al centro del proprio cuore la moglie ed i figli. Ma è possibile questo cambiamento culturale? Mi sembra che, al momento, il cinema ha fatto propria questa battaglia. Lo dimostrano l’analisi dell’immagine paterna in 100 film, che prendono in considerazione almeno uno di questi sette criteri di selezione:

1. Sono centrate sulla figura paterna di una famiglia naturale.

2. Presentano dimostrazioni chiare di eroicità da parte del padre (e della madre) nella vita familiare.

3. Rappresentazioni culturali di ordine religioso (cerimonie, matrimoni, gente che si fa il segno della croce, in altre parole, c’è la presenza del fenomeno religioso.)

4. Si riferiscono a fatti reali storici.

5. Diversità di generi cinematografici.

6. Evitano scene sessuali esplicite, di violenza, alcolismo, tossicodipendenza e tabachismo.

7. Evitano situazioni di infedeltà, divorzio, aborto.

Quello che è più interessante in questa analisi, è senza dubbio vedere come il protagonista principale svolga la propria funzione di padre di famiglia e in particolare: 1) il suo processo di maturazione 2) la sua capacità di prendersi cura di altre persone 3) la sua offerta di servizio nella costruzione del mondo. Vedremo come questi tre elementi costitutivi dello sviluppo di tutta la persona umana si trovano presenti in modi molto diversi nella caratterizzazione dei vari personaggi a volte insoliti come Superman, passando per Alex Murphy (Robocop) fino a Noé. L’obiettivo di questo libro è offrire un elenco di 100 film dedicati alla paternità che serva come guida alle famiglie per saper scegliere i migliori film da vedere. Secondo la mia opinione, selezionare film adeguati da vedere in compagnia o in famiglia non può limitarsi alla semplice segnalazione delle scene inopportune da non vedere (sessuali, situazioni familiari complicate, violenza e corruzione, etc.) La scelta infatti deve orientarsi su un criterio positivo e propositivo, basato su fini formativi uniti a quello del divertimento e della buona evasione.

L’immagine della paternità in 100 film
* Rafael Hurtado è professore nel Dipartimento di Lettere dell’Università Panamericana di Guadalajara, Messico