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Ecco le proposte dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose

Ecco le proposte dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose

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Pochi ma corretti interventi fiscali permetterebbero di aiutare le mamme e i papà a mettere al mondo più bambini

“In Italia i politici si sono dimenticati della famiglia che rappresenta la più grande ricchezza per un paese”. Definizione netta ma corretta delle politiche familiari nel Belpaese. A darla è Vincenzo Aquino, responsabile dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose per l’Umbria.

Insieme al referente per le politiche familiari, Paolo Moronila, hanno redatto una lista di punti che la politica dovrebbe approfindire. “La denatalità avrà sempre di più una grande ripercussione sulle pensioni e sul sociale – spiega a ilGiornale.it Aquino – perché non ci saranno più giovani per garantire il ‘ciclo vitale'”.

Quoziente familiare e dintorni
Il quoziente familiare è un correttivo destinato a garantire la migliore equità possibile alla imposizione fiscale. Di fatto se ne è solo parlato nel tempo ma sostanzialmente non ha trovato concreta applicazione. Invece servirebbe per ridurre il carico fiscale delle famiglie numerose, riconoscendo lo sforzo fatto per educare e crescere i bambini.

Carico fiscale
Le famiglie italiane e in modo particolare quelle numerose, soffrono da sempre un carico fiscale pesante nonostante la presenza di detrazioni di imposta; il calcolo della tassazione avviene infatti applicando aliquote progressive sul reddito lordo, per poi abbattere l’imposta lorda calcolata, mediante un complesso sistema di detrazioni fiscali che portano al raggiungimento dell’imposta netta da pagare. Primo punto critico (mai affrontato da nessun governo): affinché un soggetto possa essere considerato “a carico” di colui che nell’ambito familiare percepisce redditi e che quindi possa beneficiare delle detrazioni di imposta per ciò spettanti, non deve percepire nell’anno solare un importo lordo superiore ad Euro 2.841. Da evidenziare che questo limite è fermo da 20 anni, quindi dal 1995 anno in cui ebbe l’ultimo adeguamento al rialzo determinandone l’importo in Lire 5.500.000 che con l’introduzione dell’Euro fu trasformato nell’importo ancora in vigore. Di certo il potere di acquisto attuale non è paragonabile a quello di 20 anni fa. Ne consegue che se un figlio dovesse svolgesse nel periodo estivo una breve esperienza lavorativa, uscirebbe dal carico familiare facendo riversare al capofamiglia le detrazioni di imposta percepite.
Proposta: Bisognerebbe quindi elevare la soglia almeno al valore attuale dell’importo applicato per l’anno 1995.

Secondo punto critico: bonus degli 80 Euro. E’ applicabile solo ai redditi fino a 24.000 Euro (e in misura ridotta da 24 a 26.000 Euro) indipendentemente dalla composizione del nucleo familiare. Un capofamiglia che avesse un reddito anche di poco superiore ai 26.000 e che avesse più figli a carico, non potrebbe beneficare di detto bonus. Poi si applica solo ai lavoratori dipendenti ed escludendo quindi i lavoratori autonomi o titolari di imprese, cre di fatto una discriminazione di trattamento fiscale (come ce ne sono tante).
Proposta: Occorre elevare la soglia limite di reddito di 5.000 euro per ogni figlio oltre il secondo.

Assegno al nucleo familiare (A.N.F.)
Sono calcolati in base a tabelle elaborate secondo le diverse composizioni dei nuclei familiari (la più utilizzata è la tabella 11). Primo punto critico: cessazione dell’assegno. Spetta fino al compimento del 18° anno di età o fino al compimento del 21° anno per i nuclei familiari con almeno quattro figli tutti di età inferiore ai 26 anni (previa autorizzazione dell’INPS).
Proposta: Elevare l’età di corresponsione in ordine ai cilci di studio intrapresi. Secondo punto criticoo: criterio di formazione dell’assegno da corrispondere. Secondo la tabella più utilizzata, in presenza di un nucleo familiare di cinque persone (padre, madre e tre figli), con un reddito annuo di Euro 20.000 circa, spetta un assegno di € 330/mese; allo stesso nucleo ma con un reddito di Euro 40.000 circa, spetta un assegno di Euro 160/mese. Risulta evidente la disparità di trattamento.
Proposta: Riformulare ex novo tutte le tabelle dei limiti di reddito e composizione dei nuclei familiari, decurtando sostanzialmente gli importo destinati ai redditi più alti in favore dei redditi più bassi.

I.S.E.E.
L’Indicatore Situazione Economica Equivalente è stato, fin dalla sua origine, lo strumento pensato per applicare il quoziente familiare; tiene conto oltre che dei redditi, anche delle somme disponibili, titoli, proprietà immobiliari ecc.. Prima criticità: nuovo modello. Evidenzia una elaborazione molto complessa rispetto alla precedente metodologia. Ancora non si è in possesso dei dati ufficiali relativi alla applicazione del nuovo modello. Seconda criticità: lontananza temporale dalla situazione attuale. L’applicazione di sconti, riduzioni di tariffe e tutto quanto collegato al modello ISEE, avviene in un tempo di gran lunga successivo alla rappresentazione (fotografia economico patrimoniale della famiglia) elaborata nel modello stesso.
Proposta: Ridormulare un modello semplificato da aggiornare in corso di anno ed utilizzabile immediatamente secondo le mutate situazioni reddituali. Tale aggiornamento potrebbe avvenire anche direttamente sul web in auto-dichiarazione.

Tariffe per la mobilità pubblica
Possono essere previste localmente, agevolazioni in materia di abbonamenti per studenti, secondo l’indicatore ISEE. A parte questo, per le famiglie numerose non conviene in nessun caso la mobilità mediante trasporto pubblico. Nonostante treni ed autobus viaggino spesso con tantissimi posti disponibili, non si è mai pensato di attuare tariffe fortemente vantaggiose per i nuclei familiari. Conseguenza di ciò è che la famiglia numerosa viaggia sempre in forma autonoma mediante automezzi di elevata capienza (e costo).
Proposta: I figli viaggiano gratis con i genitori paganti. Lo stesso vale per cultura, musei, cinema e sport.

Imposte, tasse e servizi
In ordine alla composizione del nucleo familiare e alle sue necessità fisiologiche, non è pensabile che una famiglia numerosa risieda in un appartamento di 80 mq. Necessariamente deve possedere o dovrà possedere (in acquisto o locazione) una casa di dimensioni notevoli e quindi con tutti gli oneri connessi a proprio carico quali per esempio “TARI” ma anche “IMU” (se non verrà soppressa).
Proposta: Determinare un rapporto superficie/componenti nucleo familiare per rapportare tariffe ed imposte secondo le effettive esigenze (per esempio appartamento di 80 mq per 4 persone = appartamento/casa di 160 mq per 8 persone). stesso discorso per l’automobile: una famiglia numerosa necessita di un mezzo di trasporto che non può essere rappresentato da una piccola utilitaria, ma di un mezzo grande e di elevata potenza (e tasse).

Fonte: ilgiornale.it di Giuseppe De Lorenzo