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Capoterra: intervista a Iole Salis mamma numerosa e assessore alla famiglia

Capoterra: intervista a Iole Salis mamma numerosa e assessore alla famiglia

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Iole e Antonello

Iole Salis insieme al marito Antonello Cotza fanno parte della grande famiglia ANFN. Dallo scorso mese di luglio Iole ricopre l’incarico di Assessore alle politiche sociali e alla famiglia del Comune di Capoterra. Madre di sei figli, insegnante di religione, impegnata da tanto tempo nel volontariato, ha sviluppato una particolare sensibilità verso i problemi sociali con una particolare attenzione verso le fasce più deboli e bisognose. D’altronde Capoterra presenta diverse emergenze come la disoccupazione giovanile, il problema degli esodati, l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati che costituiscono una porzione rilevante della popolazione, sino ad arrivare alle fragilità delle famiglie con reddito al di sotto della soglia di povertà. Per noi di ANFN la nomina di Iole è stata quindi un segnale positivo lanciato dall’amministrazione comunale che ha voluto investire su una figura credibile per un territorio che ha bisogno di una grande iniezione di fiducia. Gli ultimi dati ISTAT impietosamente rivelano tra l’altro come la popolazione di Capoterra stia progressivamente invecchiando (in percentuale per ogni 12 persone sopra i 65 anni soltanto 10 sono sotto i 14 anni). La denatalità è la punta di un iceberg, sintomo della situazione di precarietà che vivono i giovani. Una recente indagine condotta su scala nazionale dall’istituto Toniolo, rivela come i giovani considerino la famiglia un traguardo importante della propria vita e come oltre il 60% di essi desideri avere almeno 2 figli. I dati di realtà indicano invece la grande fatica nel generare progetti a lungo termine con l’impossibilità di avere un reddito fisso disponibile, di pagare l’affitto o accedere al mutuo per metter su casa. Per questo motivo in tantissimi e sempre più spesso decidono di andare a cercare fortuna altrove o di rimanere nelle case di origine con i propri genitori.

D.: Come ti senti in questa fase iniziale del tuo mandato e cosa intendi fare per cercare di invertire questa tendenza?

R.: è difficile arrivare ad avere una visuale completa, a 360 gradi, di una realtà varia e complessa come quella di Capoterra con i suoi 23.000 abitanti. È difficile ma allo stesso tempo arricchente, sperimentare ogni giorno sfaccettature diverse, problemi urgenti da risolvere. Io non sono un politico di professione, e fino a poco tempo fa la politica era lontana dalla mia vita. Sono prima di tutto una mamma e una sposa, una persona che vive nella propria pelle i problemi di tante famiglie: da quello economico di cercare di arrivare alla fine del mese, sino alle difficoltà nell’educazione dei figli. Quando mi è stato proposto questo incarico, che ho accettato un po’ a scatola chiusa, ho confidato in Dio, sostanzialmente perché non credo che niente succeda a caso ma tutto abbia un senso. Ho iniziato quindi fin dai primi giorni a cercare di comprendere i meccanismi di funzionamento dell’assessorato. Ma soprattutto mi sono resa disponibile verso tutti quelli che desideravano parlare con me, ascoltando le loro storie e cercando di portare speranza. Partendo da questo dialogo, nel rispetto della dignità di ogni persona in qualsiasi situazione, ritengo prioritariamente importante realizzare un sistema di tassazione comunale più equo che tenga maggiormente in considerazione il reddito disponibile soprattutto in virtù dei carichi familiari.

D.: Già ma uno dei problemi più spinosi è rappresentato da quei nuclei in cui è assente, a causa della disoccupazione, qualsiasi fonte di reddito.

R.: Infatti in molti chiedono un lavoro. Senza lavoro viene lesa la dignità della persona che si sente distrutta per non poter garantire un futuro a sé e ai propri figli. Una povertà sempre in aumento, vi sono diversi nuclei familiari sotto la soglia di povertà con ISEE che non arrivano ai 3000 euro. Nuclei nei quali non si riesce a far fronte ai bisogni primari come mangiare, pagare le bollette o comprare i libri. A questo si aggiunge l’emergenza abitativa, perchè non tutti vivono in una casa adeguata e dignitosa. Devo dire che l’amministrazione comunale si è attivata e negli anni sono state studiate diverse linee di intervento per contrastare le situazioni di povertà estrema. Tra queste le più importanti sono le misure adottate per incanalare le risorse derivanti dalle leggi di settore come quelle di sostegno al reddito e agli affitti, agli anziani e ai malati. Ma c’è ancora tanto da fare e ci si ritrova, oltre che con la crisi incombente, con la perdita di punti di riferimento e in queste condizioni diventa difficile implementare politiche di sviluppo. Sono convinta che il territorio possieda delle grandi potenzialità e notevoli risorse: i boschi, il mare la differenza morfologica del territorio che potrebbe incentivare il turismo… Ma negli anni queste risorse sono state dimenticate un po’ da tutti.

D.: Questa mancanza di prospettiva nei giovani porta spesso ad una sorta di compensazione con l’utilizzo di alcool e droghe per evadere dalla realtà.

R.: È l’emergenza educativa che ha origine soprattutto dall’impoverimento morale. Ma sono convinta che tutelando e promuovendo la famiglia ci potrà essere anche un miglioramento di prospettiva anche per le giovani generazioni. Sappiamo che la famiglia quando viene messa nella condizione di svolgere il suo ruolo sociale, si crea intorno ad essa una rete di servizi che la sostenga, diventa una risorsa in grado di dare vita ad una società migliore, più giusta perchè più umana. Per questo l’impegno della politica soprattutto a livello locale deve essere quello di tutelare la famiglia e questo è nel programma dell’amministrazione comunale.