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A chi interessa la famiglia oggi?

A chi interessa la famiglia oggi?

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Pare una domanda inutile o scontata; ma osservando alcuni accadimenti recenti pare più che lecito porsi questo interrogativo. Basta porre lo sguardo su quanto è accaduto ed è stato riportato sulla carta stampata lo scorso mese di settembre. I fatti sono eloquenti.

7 settembre: dall’apparato giudiziario nostrano, a Pordenone un padre viene costretto a versare mensilmente somme di danaro predefinite per mantenere la figlia di 26 anni che bivacca all’università con ritmo lento e scarsi risultati: prima 500, poi 350 euro al mese dovranno essere garantiti poiché la figlia ha fatto causa a suo padre. Non sappiamo quanto il divorzio dei genitori abbia pesato sulle difficoltà di una figlia così fortemente determinata. Se il diritto allo studio speriamo sia ormai un valore acquisito dalla maggior parte degli studenti, il buon senso rispetto ad un sano equilibrio tra dovere, responsabilità e riconoscimento delle proprie attitudini forse diventa merce rara che non riusciamo più a gestire all’interno della famiglia e deleghiamo alla giustizia statale.

21 settembre. In Brianza una 40enne single si ama così tanto da volersi “sposare” con se stessa ed organizza una cerimonia alla quale vuole dare risalto mediatico (e ci riesce bene), con tanto di abito bianco, rinfresco per 70 invitati e viaggio di nozze: un budget da 10.000 euro. C’è da chiedersi se riuscirà a restare fedele o se in casa ci sarà un dialogo approfondito e sincero … Il quotidiano Repubblica ha parlato di “vero e proprio matrimonio”: la fantasia schizofrenica non ha limiti. Intanto i matrimoni (civili e religiosi) continuano a calare.

23 settembre. E’ partito anche in Italia il bus arancione di CitizenGO e Generazione Famiglia che vuole sensibilizzare i genitori sui temi educativi e sui pericoli derivanti dalla propaganda LGBT. Il bus riporta sulle fiancate la cosa più ovvia del mondo: “I bambini sono maschi, le bambine sono femmine”; eppure, da molti quotidiani l’iniziativa è stata bollata come “omofobica” o “follia del Family day”, il Comune di Firenze ha ritenuto che il progetto abbia un “chiaro intento discriminatorio” e c’è stato anche il tentativo di interrompere la campagna: si cerca forse di impedire alla famiglie di esprimere ciò che vivono?

Il 28 settembre è stata ricordata in alcune città della penisola la giornata dell’aborto libero e sicuro, indetta da alcune organizzazioni, poiché questo dev’essere considerato un diritto, non invece – quale oggettivamente è – l’omicidio del più innocente tra gli innocenti. In nome di non si sa cosa, vorrebbero anche limitare o abolire il diritto all’obiezione di coscienza, che è invece un vero diritto soggettivo. Il Corriere della sera, qualche pagina dopo lamentava come sia diventato difficile abortire per carenza di medici disponibili e definisce l’ottenimento di questa prestazione “un calvario”, dimenticandosi purtroppo che il calvario, quello vero, lo subisce la creatura nel grembo di sua madre. Il diritto alla vita: valore dimenticato e sostituito dalla pena di morte per chi non può nemmeno avere un avvocato a sua difesa.

29 settembre, a 50 anni dal famoso brano omonimo di Lucio Battisti, si è chiusa a Roma la terza Conferenza sulla Famiglia, dopo ben 7 anni dalla precedente. A rischio fino a due mesi prima, organizzata a fatica, con poca apertura alle istanze della società civile, la Conferenza ha avuto ancora meno risalto nei media, forse perché a fronte di diverse proposte, anche scientificamente ben argomentate non sono emerse decisioni significative. La politica pare non avere raccolto abbastanza da questo evento per dimostrare che davvero alla famiglia ci tiene e che le politiche sensate family friendly si possono fare senza cadere nell’assistenzialismo, rispettando ad esempio il principio di equità, a partire da quella fiscale. Forse la politica era troppo assorta a ricordare le parole di quella canzone “seduto in quel caffè, io non pensavo a te …”.

Cosa possiamo trarne? Una giustizia balorda, un surrogato del matrimonio per soddisfare le spinte narcisiste, la libertà di pensiero che viene scambiata per offesa a chi vuole falsare la natura, la negazione della tutela della vita, la famiglia che non merita di essere posta al centro dell’agenda politica: ecco come, passo dopo passo, da diversi fronti sta avanzando un movimento che non perde occasione per agire in modo deciso e chiaro contro la famiglia, la difesa della vita, il matrimonio tra uomo e donna.

Papa Francesco, da sempre a difesa della vita e della famiglia, non sbagliava quando in Georgia, l’1.10.2016 ebbe a dire: “Il matrimonio è la cosa più bella che Dio ha creato. (…) Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio. Oggi ci sono colonizzazioni ideologiche che distruggono, ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee.”

Siamo chiamati come cristiani, come cittadini e come genitori a seguire le indicazioni del pontefice: è una fatica che vale la tutela dei nostri figli, ovvero il futuro della società.

Cinzia e G. Marco Campeotto
coord. Anfn provincia di Udine

Rivignano, 18 ottobre 2017