Venti anni di Anfn. Quelli della prima ora: la testimonianza della famiglia Avesani

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    Un viaggio nel tempo per ricostruire le origini di una storia d’amore che ha coinvolto (e in alcuni casi sconvolto) la vita di molte coppie. È quella che, da alcuni giorni, sta portando avanti il nostro portale.
    Tra i tanti testimoni non poteva mancare Giovanni (detto Joe) Avesani, marito di Raffaella, padre di 9 figli, tessera associativa 278, avvocato, referente dell’Unità affari legali di Anfn.
    Anche per Joe e Raffaella «galeotto» fu un articolo giornalistico, in questo caso apparso su «Famiglia Cristiana».
    «Appena letto questo trafiletto, scrissi una mail a Mario Sberna, chiedendo di iscriverci (allora avevamo 8 figli) e dando la mia disponibilità a collaborare. Cinque minuti dopo la risposta di Mario: ero nominato responsabile degli affari legali.
    Partecipammo all’assemblea di Roma 2005 e ci innamorammo dell’associazione».
    Partecipai ai consigli nazionali «perché si doveva modificare lo statuto per poterci iscrivere nel registro delle APS e partecipammo nel settembre 2006 all’assemblea di Ferrara dove vedemmo Andrea Botti (allora consigliere nazionale) con in braccio un bimbo di qualche mese che avevano preso in affido. Questo fatto ci colpì e probabilmente inconsciamente qualcosa si mosse dentro di noi, perché un mese dopo venimmo a conoscenza che un bambino cerebroleso al 100%, giaceva abbandonato in ospedale perché nessuno lo voleva prendere né in affido, né in adozione. Ci venne in mente Andrea Botti e dopo esserci messi qualche giorno in preghiera, anche notturna, decidemmo di prenderlo in affido.
    E questo nonostante Raffaella avesse avuto il terrore di avere un figlio disabile ed io fossi stato lontano mille miglia dall’idea di accogliere un bambino in affido o in adozione.
    Confermammo la decisione un venerdì alle assistenti sociali e il lunedì successivo c’era già il decreto di affido del Tribunale per i minorenni. Francesco divenne quindi il nostro nono figlio, un dono immenso soprattutto per tre figli più piccoli che avevano 9, 8 e 6 anni».
    Nel frattempo i coniugi Avesani erano stati eletti nel consiglio nazionale «Francesco divenne la mascotte dell’associazione e con lui partecipammo a tutti gli eventi. Quando l’abbiamo preso, il neurochirurgo che l’aveva salvato (un luminare ateo) ci disse che Francesco (che non mangiava per bocca, non vedeva ed era immobile) sarebbe sopravvissuto qualche settimana. È stato con noi 11 anni ed è salito in cielo nel 2017, pochi mesi dopo averlo adottato ufficialmente. Un dono immenso Francesco per noi, per la nostra Comunità e per l’associazione. Per i nostri figli che l’hanno amato e coccolato e servito un’esperienza preziosissima. Siamo certi che Francesco sia in parte causa della vocazione sacerdotale del nostro 6° figlio, Filippo, che il 7 settembre sarà ordinato presbitero. Tutto ciò grazie al Signore, alla Chiesa e a Anfn».