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Santo Natale 2025: l’augurio di frate Stefano

Santo Natale 2025: l’augurio di frate Stefano

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Carissimi amici di “Famiglie Numerose”
con il rito della chiusura della Porta Santa della Basilica di San Pietro da parte di Papa Leone XIV, si chiuderà nel giorno della solennità della Epifania del Signore, il 6 di gennaio del 2026, anche il Grande Giubileo Ordinario 2025 “Peregrinantes in spem – Pellegrini di speranza”.
Se termina l’Anno Santo, però, non deve terminare, ma proseguire, il nostro pellegrinaggio terreno, scortati e sorretti dalla virtù teologale della Speranza, che quest’anno abbiamo imparato ad apprezzare e ad amare maggiormente.
Incoraggiati e sostenuti dalla Speranza, nel pellegrinaggio della nostra vita verso Cristo Gesù, che ci è venuto incontro nel Suo Natale e che ritornerà nella Sua gloria alla fine dei tempi, può esserci certamente compagno di viaggio anche San Francesco d’Assisi: modello di “pellegrino di speranza” anche per noi, per i nostri giorni ed il nostro complesso e difficile tempo.
Terminato, infatti, l’“Anno Santo” della Speranza, il giorno dieci di gennaio si apriranno le celebrazione per ricordare l’VIII centenario del “Transitus” di San Francesco, cioè del suo “passaggio” da questa vita al cielo, che avvenne nei pressi della Porziuncola, la così tanto da lui amata “Piccola porzione di terra” dedicata alla Madonna degli Angeli, la sera del 3 di ottobre del 1226: in tal modo, la virtù della Speranza cristiana, incarnata nella vita del Santo di Assisi e portata alla pienezza con il suo incontro con “sorella morte” e la sua nascita al cielo, ci accompagnerà anche per tutto il corso dell’anno 2026.
Poco meno di tre anni prima di morire, Francesco ha voluto “rivivere” la scena del Natale a Greccio, per poter vedere con i propri occhi e poter toccare con mano la povertà e l’umiltà della nascita del Figlio di Dio che da ricco che era, si fece povero per noi e la nostra salvezza.
Ciò non solo diede avvio alla tradizione del Presepio, che prosegue in tutto il mondo sino ai nostri giorni, ma riaccese nel popolo semplice la speranza e la fede in un Dio che, entrato nella storia, si è reso visibile ad ogni uomo e donna per esserci accanto.
Con il Presepio di Greccio, rendendo la nascita del Salvatore un evento storico ed “umano”, con un bue, un asino e del fieno, San Francesco ha riportato l’attenzione sulla povertà della mangiatoia, sulla umiltà del nostro Dio e del Suo Figlio Incarnato, della Sua Purissima Madre e di San Giuseppe: ed è questa la vera fonte della Speranza per i più semplici e gli umili, perché’ Dio si è fatto vicino, realmente vicino, per portarci una salvezza che è reale, storica ed a portata di mano di tutti.
E quanto è necessario anche per il nostro tempo, per l’uomo e la donna di oggi questo messaggio di Speranza!
Accompagni la Speranza, che scaturisce da Betlemme, da Greccio e dal Natale, tutti i nostri passi che compiremo lungo l’anno 2026!
San Francesco faccia imbattere anche noi con la Fonte della Speranza, Gesù Cristo, che ora giace, umile, in una mangiatoia: ma che i Pastori, i Magi già adorano e che gli Angeli già osannano cantando ed invocando pace e salvezza al mondo intero!
Tantissimi auguri, assieme alla mia preghiera
Invernizzi frate Stefano