• it
Ricordo e preghiera per Taya, morta di parto

Ricordo e preghiera per Taya, morta di parto

92 views
Condividi

Ieri è accaduto un fatto molto triste.

Taya, la moglie marocchina del mio amico Mustapha è deceduta mentre dalla alla luce al loro 4° figlio. Sembrava si avvicinassero ad uno dei giorni più belli della loro vita ed invece è accaduto un fatto tragico a seguito di complicazioni e probabilmente errori sulla modalità di parto (sta già indagando la magistratura) e Taya se ne è andata, lasciando a Mustaphà ed ai tre fratelli l’ultima sua creatura con la vita ancora incerta.

Conosco Mustaphà dal 1991, tempo in cui svolgevo il servizio civile per la Caritas occupandomi di integrazione di giovani stranieri (magrebini, centrafricani ed asiatici); lui era in Italia già da qualche anno, sistemato com’era allora possibile presso il Comune, ed avendo studiato – nel suo paese era diventato ingegnere elettronico – mi aiutò assai nel comunicare con questi ragazzi. Nei miei migliori ricordi ci sono bellissimi momenti di convivialità le specialità culinarie e festose abitudini di tutto il mondo e momenti di preghiera assieme, integrando 4 religioni diverse.

Gli anni sono passati e Mustapha ha incontrato varie vicissitudini soprattutto per il lavoro in quanto avrebbe voluto far qualcosa in linea con gli studi conseguiti in Marocco, ma questo sappiamo che in Italia è molto difficile e difficile è stato per lui trovare una definitiva occupazione. Per questo ha dovuto cambiare tanti lavori alternandoli con periodi di aspettativa, esponendosi anche all’etichetta di “disoccupato”, qual’è purtroppo ora in questo tempo così difficile per tanti. Nella sua vita di straniero ha trovato altre strettoie, talvolta non comprese dagli italiani “normali” ma ha sempre trovato la forza e la lucidità per tirare avanti. Con le fatiche che potete immaginare ha lottato per integrarsi è ci è riuscito, aprendo la strada per tanti stranieri che sono venuti dopo di lui ed ora raccolgono il frutto di tanti sacrifici.

Era sua intenzione, anche per la sua convinzione religiosa, unirsi in matrimonio ed avere una famiglia con figli. Nel tempo ci era riuscito: aveva trovato una brava donna del suo paese e prima un figlio, poi 2, 3 e adesso il quarto, un uomo, sua moglie e la sua famiglia in festa !
Il primo figlio, che ha bei voti ed è ben avviato alle scuole superiori, ha la stessa età del mio primogenito, giocano insieme a calcio da 9 anni; spesso quando ho difficoltà nella gestione dei miei tempi, Mustapha è autista per entrambi, raramente capita a me di fare altrettanto; lui è sempre disponibile, anche a proporsi ed io sono contento di affidargli mio figlio.
Taya, la sua sposa era una donna molto buona col marito e scrupolosa nel seguire i figli a scuola, si notava che con discrezione era un punto di riferimento per le altre straniere, ma sapeva dialogare anche con le italiane. La gestione della famiglia era impegnativa, ma Taya lavorava, regolarmente assunta, in un’azienda di pulizie e da lei traspariva scrupolo misto ad orgoglio quando la si vedeva impegnata nei locali dell’Ausl o del Comune. Portava con eleganza la divisa del lavoro, quasi proiettata ad un modo di vestire ed atteggiarsi che potesse migliorare ancora la sua integrazione, per lei e soprattutto per i suoi figli. Ispirava fiducia al punto che un paio di anni fa, quando ebbi bisogno di un aiuto per accudire mia madre malata, mi rivolsi proprio a lei chiedendo se mi aiutava a trovare una persona brava, non una qualsiasi, ma una come lei; mi presentò Habiba ed ora posso dire che meglio non avrei potuto trovare.

Ora Taya non c’è più, Mustapha è disperato, i bambini …. non oso pensare a quanto possano soffrire e al terribile futuro che li attende: una vita senza mamma !!!
Una vita che se ne va, altre vite stravolte, immerse nell’incertezza e nella paura di non farcela; anche se la piccola comunità musulmana si sta stringendo attorno a loro e le istituzioni si stanno dando un bel daffare, nessun potrà supplire all’amore che Taya avrebbe continuare a donare gratuitamente con gioia a suo marito ed ai suoi figli; Mustaphà è molto agitato avendo visto la donna della sua vita andarsene sotto i propri occhi, teme di non avere una giustizia terrena, se mai questa esistesse, soprattutto per gli stranieri, per i buoni e per i deboli, quelli che restano sempre a credito di giustizia; Mustaphà ora ha bisogno più che mai di lavorare, per il permesso di soggiorno che tra qualche tempo scadrà …. (una laurea, vent’anni di precariato nonostante la famiglia, una legge per gli stranieri che dovrebbe proteggere chi ha buone intenzioni … chissà …) ma soprattutto per i suoi figli che dovrà allevare senza l’aiuto della loro madre …. confidando nell’aiuto degli amici, quelli veri, e nella misericordia del suo Dio.

Carissimi con il cuore in mano Vi chiedo una preghiera di suffragio per Taya e di sostegno per la sua famiglia o, se volete, un pensiero di profonda solidarietà per questi miei amici stranieri e musulmani colpiti da una disgrazia talmente grande che credo riusciranno a superare solo con la forza della Fede in una Vita che non finisce mai, una nuova esistenza che accomuna e ricongiunge le persone senza divisioni di razza, di nazionalità, di condizione sociale.

Grazie !

Stefano, Alessandra e
Famiglia Lipparini

Scarica allegati:
Morta di parto .pdf