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Regione Sicilia: Stop del commissario alle coppie di fatto, impugnata la Finanziaria: bloccati 500 mln

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In seguito al Comunicato stampa del Forum delle Associazioni Familiari della Sicilia di cui vi abbiamo dato notizia il 9 dicembre scorso e alla conseguente mobilitazione di diverse associazioni siciliane che hanno segnalato l’iniquo provvedimento approvato dalla giunta regionale Siciliana.

Il prefetto Carmelo Aronica ha impugnato diversi articoli della manovra economica approvata dall’Assemblea regionale tra cui il tanto atteso articolo della Finanziaria che estendeva alle coppie di fatto tutti i contributi e le agevolazioni concesse dalla Regione alle famiglie sposate. “L’art. 37 da adito a censura sotto il profilo della violazione degli artt. 3 e 81 della Costituzione – scrive il commissario – esso infatti estende tutte le agevolazioni, contribuzioni e benefici a qualsiasi titolo previsti dall’ordinamento regionale per la famiglia, alle coppie di fatto iscritte negli appositi registri delle unioni civili, istituiti dai comuni della Regione siciliana ed alle famiglie mono-parentali. Siffatta generalizzata estensione “tout court”, senza distinzione alcuna tra i singoli benefici e le ragioni e le finalità sottese ad ognuno di questi, si ritiene incompatibile con il principio di cui all’art. 3 della Costituzione che impone diversità di trattamento per situazioni diverse quali quelle della famiglia fondata sul matrimonio e delle unioni di fatto che trovano rispettivamente fondamento negli artt. 29 e 2 della Costituzione”.
Per Aronica la Costituzione “impone diversità di trattamento per situazioni diverse”. Non su tutto, insomma, coppie sposate e unioni di fatto possono essere sovrapposte.
Inoltre, secondo il prefetto, la norma è discriminatoria. : “Potrebbero infatti accedere alla piena parificazione con le famiglie tradizionali solo quelle iscritte in appositi registri istituiti dai comuni della Regione”. Non tutte, perché non tutti i Comuni li hanno istituiti: “Le coppie di fatto residenti in comuni privi di tali registri – osserva Aronica – sarebbero escluse da ogni possibilità di accedere ai benefici e alle provvidenze per una circostanza non dipendente dalla loro volontà, a prescindere dall’esistenza o meno del legame affettivo esistente”.
Tanto per gradire, inoltre, la norma non ha copertura finanziaria. L’articolo 37, “ampliando in maniera non definita e definibile a priori la platea dei destinatari delle provvidenze e benefici previsti dall’ordinamento regionale nonché dei diritti in materia sanitaria, potrebbe comportare nuovi oneri”, spiega Aronica. Nuove spese, insomma, che la Finanziaria non quantifica. E che quindi non sono ammissibili.
Maggiori dettagli al seguente link
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