Meeting 2026: Figli, fisco e futuro: riscrivere le regole dell’equità familiare

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    Al Meeting di Rimini un confronto su uno dei temi che da quasi vent’anni è al centro dell’impegno di Anfn: costruire politiche fiscali e sociali realmente a misura di famiglia e capaci di riconoscere il valore dei figli.
    All’incontro “Figli, fisco e futuro: riscrivere le regole dell’equità familiare” sono intervenuti Alfredo Caltabiano, presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, Paolo Moroni, componente dell’Osservatorio nazionale sull’Assegno unico e universale, e Sabrina Sagace, presidente dell’associazione Una Buona Idea-FaVoR.
    Un confronto che ha riportato al centro una domanda fondamentale: le regole attuali riconoscono davvero il peso e il valore della famiglia e dei figli?
    Nel suo intervento, Alfredo Caltabiano ha affrontato in particolare il tema dell’Isee e del Fattore Famiglia Comunale, partendo da una posizione che Anfn sostiene da anni: l’Isee, nato come strumento per individuare le situazioni di bisogno e contrastare la povertà, presenta importanti criticità quando viene utilizzato per determinare le politiche familiari. Le famiglie numerose, infatti, sono spesso penalizzate da un sistema che non riesce a rappresentare adeguatamente i reali carichi familiari e il costo della crescita dei figli.
    Da qui l’esperienza positiva del Fattore Famiglia Comunale, già adottato da diversi Comuni come correttivo dell’Isee: uno strumento più flessibile, che permette di considerare maggiormente la composizione del nucleo e il numero dei figli. Per Anfn, però, si tratta di una risposta locale a una questione che richiede una riforma nazionale strutturale.
    Paolo Moroni ha invece approfondito il tema della fiscalità e dell’Assegno Unico, mettendo in evidenza le criticità di un sistema che dovrebbe sostenere le famiglie e riconoscere il loro ruolo sociale, ma che presenta ancora elementi di iniquità, soprattutto quando cresce il numero dei figli.
    Per Anfn il principio è chiaro: i figli non possono essere considerati semplicemente come un costo da compensare attraverso bonus o prestazioni assistenziali. Sono una componente fondamentale della società e un investimento per il futuro del Paese. Per questo le politiche fiscali e familiari devono riconoscere concretamente i carichi derivanti dalla presenza dei figli e accompagnare le famiglie lungo tutto il loro percorso.
    La famiglia numerosa, in questo senso, è una vera cartina di tornasole delle politiche familiari: ciò che funziona per una famiglia con molti figli tende a funzionare per tutte le famiglie, mentre le distorsioni del sistema emergono con maggiore evidenza proprio quando aumentano i carichi familiari. Un confronto importante, quindi, non solo per discutere di Isee, fisco e Assegno Unico, ma per rilanciare una questione più ampia: come riscrivere le regole dell’equità familiare affinché avere figli non rappresenti una penalizzazione economica e sociale, ma sia riconosciuto come un valore e un investimento per l’intera comunità.
    Sabrina Sagace ha portato al confronto la particolare prospettiva delle famiglie vedove e degli orfani, mostrando come le regole fiscali e del welfare possano produrre vere e proprie ingiustizie proprio nei momenti di maggiore fragilità. Un contributo che aiuta ad allargare lo sguardo: l’equità familiare deve essere garantita a tutte le famiglie e deve tenere conto delle diverse situazioni che possono attraversarle, senza trasformare la perdita di un genitore in una ulteriore penalizzazione economica e fiscale.
    In conclusione tutti tre relatori, seppure da prospettive diverse, riconducono il discorso a un principio comune, il fisco e il welfare devono riconoscere realmente la presenza e il carico dei figli, non limitarsi a classificare le famiglie sulla base del solo reddito.