Oggi pomeriggio al Meeting di Rimini si è parlato di politiche family friendly e di welfare aziendale, con Silvia Cipelli, coordinatrice Anfn di Piacenza, Matteo Orlandini, consulente del Ministro per la Famiglia, ed Emanuele Massagli, presidente della Fondazione Ezio Tarantelli.
Al centro del confronto, la certificazione Family Friendly e la possibilità di costruire un modello di welfare aziendale capace di mettere davvero la famiglia al centro, non come semplice destinataria di agevolazioni, ma come una risorsa per l’azienda e per l’intera società.Per Anfn, però, il welfare non dovrebbe limitarsi alle politiche di conciliazione tra famiglia e lavoro dopo la nascita dei figli. Una vera politica family friendly dovrebbe partire ancora prima e contribuire a creare le condizioni affinché una persona possa scegliere di diventare genitore senza essere costretta a mettere in secondo piano il proprio percorso lavorativo.
Significa quindi costruire ambienti di lavoro nei quali maternità e paternità non siano percepite come un ostacolo, ma riconosciute come parte della vita delle persone. E significa anche interrogarsi su come l’impresa possa contribuire concretamente a contrastare la denatalità, creando condizioni favorevoli alla formazione e alla crescita delle famiglie.
Le famiglie numerose, in questo senso, rappresentano un osservatorio privilegiato: più figli significano maggiori responsabilità, ma anche una grande ricchezza di competenze, relazioni e capitale sociale. Per questo è importante che anche le imprese diventino protagoniste di una nuova cultura della famiglia e della natalità.
Un confronto importante per continuare a costruire un welfare “tutto intero”, capace di accompagnare la persona prima, durante e dopo la scelta di diventare genitore e di mettere insieme lavoro, impresa e famiglia.
Perché essere davvero family friendly non significa soltanto aiutare chi ha già dei figli, ma anche creare le condizioni perché avere figli sia una scelta possibile, anche per chi lavora.









