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L’analisi. Il Piano nazionale per la famiglia, umile e realista. Ora va...

L’analisi. Il Piano nazionale per la famiglia, umile e realista. Ora va realizzato

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Presentato il mese scorso nel silenzio generale mette in fila 14 azioni urgenti ma un po’ vaghe nella loro attuazione concreta. Al centro il potenziamento dei Centri per la famiglia

All’inizio di maggio è stato pubblicato, nel silenzio quasi generale – e con una certa prudenza anche da parte dei suoi estensori – il nuovo Piano nazionale per la famiglia 2025– 2027, predisposto dal Dipartimento per le politiche della famiglia. Che un governo vari un piano dedicato alla famiglia dovrebbe, di per sé, attirare l’attenzione della stampa, soprattutto alla luce della situazione demografica del Paese.

I dati parlano chiaro: la famiglia tipo in Italia conta oggi appena 2,2 componenti. Il tasso di fertilità ha toccato nel 2024 un nuovo minimo storico: 1,18 figli per donna. Gli ultraottantenni sono ormai più numerosi dei bambini sotto i 10 anni. I matrimoni sono scesi a 3,1 ogni mille abitanti, e solo il 41% è celebrato con rito religioso. L’età media al primo figlio è di 35,8 anni per i padri e 31,7 per le madri. Non va meglio all’estero. Il calo delle nascite riguarda quasi tutti i Paesi sviluppati, e ormai coinvolge anche molte economie emergenti. Turchia, Iran, Russia, Brasile e Thailandia registrano oggi livelli di fertilità inferiori alla soglia di sostituzione. Perfino l’India, storicamente considerata un Paese ad alta natalità, è destinata a scendere sotto tale soglia nel corso dell’anno. Molti Paesi occidentali affrontano questo problema da almeno una generazione.

 

Continua leggere l’articolo completo su avvenire.it di Matteo Rizzolli