A volte siamo così: famiglie immobili a guardare la tv sul divano, sorde e mute mentre incombe su di noi un gigantesco tsunami, un’onda enorme di cultura di morte sta per abbattersi su di noi famiglie, che ci professiamo aperte ma spesso chiuse nel nostro sempre più piccolo mondo, illuse di salvare rapporti e relazioni solo perché abbiamo vissuto un bel passato, di poter educare i nostri figli, magari l’unico, perché crediamo di avere dei valori da dare.
Pensiamo di essere famiglie libere di educare i propri figli, ma lo siamo veramente? Crediamo di lavorare per poter vivere ma spesso è il contrario, vogliamo un futuro migliore ma pretendiamo che ce lo diano altri, diciamo di essere famiglie: fondamenta della società ma non vogliamo costruirci sopra nulla, vogliamo batterci e spenderci per i nostri figli, ma stiamo combattendo perché i giovani abbiano la libertà di potersi sposare? La libertà di farsi una famiglia? La libertà di potersi costruire una casa? La libertà di generare dei figli? Di poterne almeno mantenerne uno!
Tutte libertà negate, che tolgono il sorriso dai loro volti, che negano speranza al loro futuro, dai loro occhi spesso escono domande, di difficile risposta.
Chiedono aiuto, e implorano “ Famiglia si te stessa “!!!
Che aspettiamo? Non possiamo più giustificarci dicendo “..ma noi, che ci possiamo fare?..”. Non possiamo più delegare ad una classe politica le nostre richieste ed esigenze; non hanno voluto, non vogliono e non possono comprendere.
Anche coloro che potrebbero esserci più vicino, come gli amministratori locali, che confessano il loro non agire, nascondendosi e giustificandosi dietro le non-scelte dei governi; spesso, senza coraggio, con la bocca piena di promettenti parole ma bloccati nei fatti da ideologie sorpassate, da schieramenti politici e da bilanci molto economici e poco etici.
Quasi sempre la famiglia non viene promossa, non viene nemmeno sostenuta, addirittura viene ignorata, purtroppo è spesso penalizzata, se non sminuita e derisa.
Occorre, ora, un impegno diretto delle famiglie, esse hanno le competenze e le capacità per autorappresentarsi, per poter essere il “soggetto” sociale più importante, non siamo solo la somma di singoli individui, siamo molto di più, siamo la fonte della società, perché è dalla famiglia che la società è originata.
E’ una priorità, è necessario esserne convinti per portare alla decadente società, una cultura di vita, mai come ora così tanto necessaria.
Luigi Picchi
Associazione Nazionale Famiglie Numerose
Sez. Reggio Emilia







