C’era una volta, in un piccolo paesello d’Inghilterra, all’ombra della possente e lucente Londra, una grande famiglia molto povera, che viveva in una baracca. Erano dodici figli: sette maschietti e cinque femminucce con i loro genitori.
La più grande dei fratelli, aveva appena compiuto i vent’anni, e la più piccola, la nostra graziosa protagonista, Sara, ne aveva a malapena sette. Poiché erano poveri, mangiavano e dormivano tutti in una sola stanza, l’unica della casa; il bagno era fuori.
Anche se vivevano nella povertà, e Sara lo sapeva, essa era felice e serena assieme ai suoi fratelli e i suoi adorati genitori; trasmetteva gioia e pace a tutta la famiglia.
Una sera d’inverno, mentre i fiocchi gelidi e candidi della neve cadevano in un’atmosfera ovattata, i fratelli si misero a raccontare vecchie storie di Natale, di Gesù e i suoi genitori, i Tre Re Magi, San Nicola e numerose leggende. La piccola Sara si addormentò sulla sua sorellona cominciando a sognare.
Si ritrovò in un mondo fatto di guerra e distruzione, e tristezza. Orripilata e disgustata da quell’orribile visione, si mise a correre più veloce che poteva, tra la gente in pianto e i bambini caduti a terra feriti e periti. La neve schiaffeggiava le guance gelate e rosse della bambina impaurita. Si ritrovò nella grande piazza della città in fiamme; in essa vi era un immenso albero decorato da addobbi mai visti, belli e luccicanti. Sara non ne aveva mai visto uno così grande e imponente come quello che aveva di fronte. Tutti i bimbi ancora sopravvissuti, senza una madre o un padre a proteggerli, avevano accerchiato l’albero di Natale, facendo un girotondo e cantando una dolce e melodiosa canzone. Essi emanavano una luce abbagliante, che portava gioia e serenità a chiunque fosse passato lì vicino, anche se fosse stato triste e piangente per la perdita di uno dei cari, e questo bagliore diventava sempre più grande. La bimba si aggiunse al numeroso gruppo, imparando in poco tempo la deliziosa canzoncina. Desiderava che tutto il mondo fosse felice come lo era lei in quel momento, e che nessuno al mondo fosse povero o triste.
Si destò dal suo sogno di colpo, e non era più appoggiata a sua sorella nell’unica stanza della baracca, bensì, era comodamente stesa in un lettone morbido e confortevole della sua nuova casa. Impressionata, sbalordita e confusa si alzò dal letto e scese in cucina, scoprendo così, che il desiderio espresso nel sogno, diventò realtà.
Sara Andreani
Passignano s/T
(Perugia)
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