• it
I giovani protagonisti al Better Future Festival

I giovani protagonisti al Better Future Festival

49 views
Condividi

Si è concluso con la presentazione del Manifesto dei Giovani l’ultimo appuntamento del Better Future Festival”, il progetto di gemellaggio tra città del Network europeo dei Comuni Family Friendly realizzato da Elfac – Confederazione europea delle famiglie numerose- con il contributo dei fondi Europei del bando CERV, (Citizens, Equality, Rights and Value- cittadini, eguaglianza, diritti e valori).

L’evento si è tenuto il 25 settembre a Bruxelles, presso il Parlamento europeo, in concomitanza con la presentazione della Confederazione Europea delle Famiglie numerose, un’iniziativa ospitata dall’eurodeputato FdI-ECR Paolo Inselvini, co-presidente dell’Intergruppo Demografia.
Dopo avere presentato la realtà delle famiglie numerose in Europa e sottolineato le difficoltà specifiche che incontrano i nuclei numerosi, sono state le città aderenti al progetto Cerv a raccontare il percorso svolto e le buone pratiche in corso. Quindi è stato il momento di Debra e Jacopo, due giovani di famiglia numerosa Anfn che con Alghero hanno incontrato i giovani dei comuni gemellati, realizzando il manifesto “l’Europa che vogliamo”.
“È stato un percorso intenso e arricchente che ci ha permesso di riflettere su questioni cruciali per l’Europa di oggi e di domani: la famiglia, l’inclusione, la sostenibilità, la solidarietà e, soprattutto, il ruolo dei giovani come veri agenti di cambiamento- hanno dichiarato i ragazzi Anfn- Se c’è un filo conduttore che accomuna tutte le esperienze che abbiamo condiviso è proprio questo: i giovani non sono spettatori, ma co-creatori del futuro dell’Europa.”
Il messaggio che arriva dai ragazzi è forte e chiaro e merita di essere preso in considerazione: “Noi giovani non chiediamo solo di essere ascoltati. Chiediamo di essere messi in grado di agire. Vogliamo scuole che insegnino non solo conoscenze, ma anche empatia, cittadinanza e partecipazione.  Vogliamo città che ci offrano spazi per crescere, sperimentare e costruire comunità. Vogliamo un’Europa che non abbia paura di investire nel futuro, perché investire nei giovani significa investire nella resilienza democratica, economica e sociale del nostro continente.”
A seguire pubblichiamo il testo del manifesto, sintesi del lavoro compiuto durante le 4 tappe del Festival itinerante “per un futuro migliore”, finanziato dalla Commissione Europea coni bando Cerv.

 

MANIFESTO “L’Europa che vogliamo”

Negli ultimi mesi abbiamo avuto l’opportunità di partecipare a una serie di incontri e workshop promossi dal Better Future Festival in diverse città europee, insieme a giovani
provenienti da Italia, Spagna, Polonia, Romania, ma anche Ungheria e Lituania.  È stato un percorso intenso e arricchente che ci ha permesso di riflettere su temi cruciali per l’Europa di oggi e di domani: la famiglia, l’inclusione, la sostenibilità, la solidarietà e, soprattutto, il ruolo dei giovani come veri e propri agenti di cambiamento.
C’è un filo conduttore che accomuna tutte le esperienze che abbiamo condiviso – dal Manifesto di Bacău al Panel dei Giovani di Creixell, dalla Dichiarazione dei Giovani al workshop “Greener Today for the Better Future” a Gdynia -: i giovani non sono spettatori, ma co-creatori del futuro dell’Europa.
Abbiamo discusso della famiglia come pietra angolare della coesione sociale, ma anche come spazio che deve essere ripensato attraverso nuove politiche educative, servizi più
accessibili e una cultura del sostegno reciproco.
Abbiamo affrontato i temi dell’inclusione, dell’uguaglianza e della necessità di abbattere le barriere fisiche e culturali, perché un’Europa frammentata non può essere veramente
unita.

Abbiamo discusso di lavoro, economia e dell’urgente necessità di politiche stabili che riducano le disuguaglianze e le disparità regionali.
Abbiamo guardato avanti: alla sostenibilità, al cambiamento climatico, all’uso etico delle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale come strumento da governare, non da subire.
È emersa una consapevolezza condivisa: la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente, ma anche la giustizia sociale, la salute mentale, la trasparenza politica e il diritto dei giovani di partecipare ai processi decisionali.

Noi giovani non chiediamo solo di essere ascoltati. Chiediamo di essere messi in grado di agire.
Vogliamo scuole che insegnino non solo conoscenze, ma anche empatia, cittadinanza e
partecipazione. Vogliamo città che ci offrano spazi per crescere, sperimentare e costruire
comunità.
Vogliamo un’Europa che non abbia paura di investire nel futuro, perché investire nei giovani significa investire nella resilienza democratica, economica e sociale del nostro
continente.
I giovani non vogliono rimanere spettatori, vogliono essere protagonisti del futuro
dell’Europa.

Pertanto chiediamo:

– Una partecipazione reale al processo decisionale.
Chiediamo la creazione di Consigli dei Giovani permanenti, sia a livello locale che
europeo, con funzioni consultive nei processi legislativi riguardanti la famiglia, l’istruzione,
l’ambiente e le nuove tecnologie. Proponiamo strumenti come gli “audit giovanili” dei servizi pubblici, valutazioni effettuate dai giovani sulla qualità delle scuole, dei trasporti e degli spazi urbani. In questo modo, la nostra esperienza potrebbe trattarsi in scelta politica.
– Una formazione civica e sociale più incisiva.
Vogliamo che le scuole e le università insegnino non solo materie accademiche, ma anche competenze di cittadinanza attiva: educazione allìempatia, uso critico delle informazioni e
sostenibilità ambientale.
– Innovazione guidata dai giovani.
Vogliamo sperimentare: chiediamo programmi di finanziamento europei semplificati per sostenere progetti verdi e digitali ideati dai giovani: orti urbani, giardini pensili, app per il
riciclaggio e piattaforme di mobilità sostenibile. Sul fronte tecnologico, proponiamo che l’UE istituisca laboratori sull’intelligenza artificiale incentrati sui giovani, dove questi ultimi
possano imparare a sviluppare e governare gli strumenti digitali, non con il timore di essere sostituiti, ma con la responsabilità di guidarli.
Questo Manifesto non è la fine di un percorso, ma l’inizio di un impegno: trasformare le idee in politiche concrete e le parole in azioni condivise.

Non chiediamo scorciatoie, ma strumenti; non risposte immediate, ma un pattogenerazionale basato sul dialogo e sulla responsabilità.

Firmato dai giovani di Alghero, Bacau, Creixelles, Gdynia.