Ci sono problemi che si vedono solo quando una famiglia li vive concretamente. Uno di questi riguarda la mobilità delle famiglie particolarmente numerose, in particolare quelle con più di sette figli.
Per una famiglia composta da due genitori e otto figli, infatti, un normale veicolo a nove posti non è più sufficiente. Serve un mezzo più grande, un pulmino o minibus da almeno dieci posti. Ma proprio qui nasce il problema: superata la soglia dei nove posti complessivi, compreso il conducente, cambiano le regole. Non si tratta più di una normale autovettura familiare, ma di un veicolo soggetto a una disciplina diversa, con ricadute sull’immatricolazione, sulla circolazione e anche sulla patente necessaria per guidarlo.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti indica infatti che la patente B consente di guidare autoveicoli destinati al trasporto di non più di otto persone oltre al conducente, mentre per mezzi destinati al trasporto di un numero superiore di persone entrano in gioco categorie diverse, come la patente D1 o D. (Ministero Trasporti).
Per molte famiglie questo non è un dettaglio tecnico, ma un ostacolo reale. Significa non riuscire a spostarsi tutti insieme, non poter programmare serenamente una vacanza, una visita ai parenti, un viaggio per motivi familiari, sportivi, educativi o associativi. In alcuni casi significa dover viaggiare con due mezzi, con costi maggiori, difficoltà organizzative e minore sicurezza. In altri casi, semplicemente, significa rinunciare.
Come Associazione Nazionale Famiglie Numerose abbiamo ricevuto segnalazioni concrete da famiglie che si trovano in questa situazione: famiglie con otto figli, impossibilitate a utilizzare un mezzo a nove posti perché non sufficiente per l’intero nucleo, e costrette a cercare soluzioni più grandi, scontrandosi però con ostacoli burocratici e interpretativi. In una delle segnalazioni ricevute, la famiglia evidenziava di essere da tempo in attesa della possibilità di immatricolare un furgone a 15 posti per uso privato, proprio per poter viaggiare insieme e in sicurezza.
Per questo Anfn ha formalmente interessato il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, mettendo per conoscenza anche il Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità. Nella richiesta abbiamo evidenziato come il problema riguardi famiglie particolarmente numerose, anche composte da dieci o più componenti, che hanno una chiara e documentabile esigenza di disporre di un mezzo idoneo agli spostamenti dell’intero nucleo familiare.
In particolare, abbiamo chiesto un riesame dell’interpretazione del concetto di “collettività” ai fini dell’immatricolazione dei minibus. La normativa e le circolari applicative richiamano infatti la possibilità di riconoscere come collettività un insieme di persone unite da un vincolo stabile e da un interesse comune. Appare quindi difficile comprendere perché una famiglia numerosa, che rappresenta per sua natura un vincolo stabile, permanente e orientato a finalità comuni, debba essere esclusa da questa possibilità.
La richiesta di Anfn è semplice e di buon senso: consentire anche alle famiglie numerose, quando ne ricorrono le condizioni, di poter immatricolare e utilizzare un minibus per uso privato familiare, senza dover affrontare percorsi incerti, difformi da territorio a territorio o affidati alla sola buona volontà dei singoli uffici.
Non chiediamo un privilegio. Chiediamo che una famiglia possa muoversi insieme, legalmente e in sicurezza. Chiediamo che la normativa tenga conto anche di quelle famiglie che, proprio perché hanno accolto tanti figli, si trovano ad avere bisogni specifici che non possono essere ignorati.
In un Paese che dichiara di voler sostenere la natalità e riconoscere il valore sociale della famiglia, anche questi aspetti concreti contano. La mobilità non è un tema secondario: riguarda la scuola, il lavoro, le attività sportive, la vita sociale, le vacanze, le relazioni familiari. Riguarda, in una parola, la possibilità di vivere pienamente la propria vita familiare.
Auspichiamo quindi che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche con il coinvolgimento del Ministero della Famiglia, possa finalmente chiarire e risolvere questo problema, individuando una procedura semplice, uniforme e accessibile per le famiglie numerose che hanno bisogno di un mezzo adeguato alla propria composizione.
Perché nessuna famiglia dovrebbe essere penalizzata solo perché ha accolto più figli.








