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Daniele ed Ellen Malfatti: “La famiglia è cresciuta nel tempo. E noi...

Daniele ed Ellen Malfatti: “La famiglia è cresciuta nel tempo. E noi con essa”

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«Quando qualcuno mi chiede perché io e mia moglie abbiamo scelto di avere quattro figli, la mia risposta è sempre la stessa: “L’Inps ci ha informato che in base ai complessi calcoli da loro effettuati, c’è bisogno di due lavoratori attivi per ogni pensionato, perciò per consentire sia a me che a mia moglie di andarci, non c’era altra via!”». Scherza, ma non troppo Daniele Malfatti, il testimonial scelto dal nostro portale per la nostra rubrica settimanale.
Lui, 47 anni, infermiere, una passione per il cinema, la scrittura e la corsa, è dal 2004 sposo con una collega, Ellen Serafini, 46 anni, una passione per il volley ed il bricolage.
Siamo a Laives (Bolzano), in Alto Adige. Nel loro nido Daniele ed Ellen stanno crescendo insieme ai loro quattro figli: Anna, 19 anni, studentessa in un liceo, aspira a diventare, un giorno, prof. Lukas, il secondogenito, studia in un istituto tecnico («Il mio sogno nel cassetto? Diventare un calciatore»). Raphael, 11 anni, alunno di scuola primaria, è appassionato di calcio, giochi di ruolo e geopolitica. L’ultimo nato è Alexander, anche lui alle elementari: appassionato di musica, è un pianista in erba.
«Difficile spiegare a chi ci sta intorno cosa significa essere genitori di una famiglia numerosa. Ci sono cose che si possono spiegare, ma molte altre devono essere vissute per essere comprese» dice Daniele. «Più che il significato dell’essere famiglia numerosa, è però interessante indagare cosa comporti esserlo. Comporta anzitutto insegnare ai propri figli fin da piccoli che il mondo non gira attorno a loro. Che esistono gli altri, che le attenzioni dei genitori sono più preziose di quello che si pensa comunemente, e che l’amore è condivisione. Nel nostro vissuto quotidiano, se si vuole usufruire di qualcosa bisogna accordarsi con gli altri. L’accordo difficilmente accontenta tutti, ma per lo meno non scontenta nessuno».
E per voi genitori?
«Per noi genitori è una sfida – dice Ellen – Continua e costante. Lo è l’organizzazione quotidiana, l’incastrare gli elementi come fossero pezzi di un gigantesco puzzle, sfruttare le risorse a disposizione al massimo del loro potenziale. Inoltre è sfidante realizzare come ogni figlio cresca e reagisca in maniera diversa, indipendentemente dal fatto di averli educati nella medesima maniera.
A pensarci bene però questo è proprio l’ aspetto più affascinante dell’intera faccenda: nel nostro caso quattro modi diversi di ragionare, di porsi di fronte alle sfide della vita, di reagire alle avversità, che diventano sei aggiungendo al computo l’esempio di noi genitori».
Ed è questa chiassosa diversità ad animare le cene della famiglia altoatesina: «Assecondare il pensiero per il quale l’ordine si può trovare nel disordine, che l’organizzazione caotica e imperfetta agli occhi di qualcuno, può essere intonata e perfetta armonia per qualcun altro. È il sentire un concerto di sei campane di misura e foggia diverse. Educarsi a riconoscere una melodia dove altri percepiscono solo rumore».


Rinnoviamo l’invito a tutte le famiglie associate: raccontateci cosa significa per voi essere una famiglia numerosa e come è iniziato il vostro percorso con l’associazione.
Partecipate: ogni storia conta, perché dietro i numeri ci sono volti, sogni e una meraviglia che merita di essere raccontata. Trovate maggiori indicazioni in  Casa, caos & meraviglia – Al via la raccolta di testimonianze