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“Casa della misericordia” a Padova, quando le famiglie numerose decidono di vivere...

“Casa della misericordia” a Padova, quando le famiglie numerose decidono di vivere insieme 

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Padova, quartiere di Sacro Cuore. Qui, in via Adige, un antico casolare è diventato una comunità di quattro giovani famiglie (più una). Un luogo dove si “vive” e si “fanno cose” insieme, in una società segnata da un crescente individualismo e isolamento.
Ricostruiamo questa storia d’amore insieme a Mauro Marangoni, 47 anni, responsabile finanziario in un’azienda, e Chiara Bolzonella, 46 anni, insegnante di religione in un istituto superiore di Padova. Sposi da 20 anni, Mauro e Chiara sono genitori di cinque figli: Giosuè (18), Pietro (16), Teresa (14), Martino (12) e Lorenzo (4).
«Profondamente segnati da tre anni di esperienza missionaria in Kenya – dove abbiamo vissuto dal 2011 al 2013 ed è nata la nostra terza figlia, Teresa – abbiamo condiviso con un’altra famiglia numerosa di nostri amici – Roberto e Barbara (anche loro con 5 figli) – il sogno di un progetto di vita comunitaria. Abbiamo, così, ristrutturato un antico casolare nella periferia di Padova per sperimentare un nuovo modo di “abitare” nella condivisione di alcuni spazi a disposizione di tutti, nel sostegno reciproco e mettendo in comune le risorse e i talenti di ciascuno».
Oggi il casolare, gestito dall’associazione Casa della Misericordia, è abitato da nove adulti – quattro coppie e una mamma sola con il figlio, accolta nella struttura – con i loro 17 figli.
Nel casolare trovano spazio anche un appartamento per l’accoglienza di chi vive in situazione di povertà e di emarginazione (ed è seguito dalla Caritas di Padova); un’area polivalente adibita a sala incontri per gruppi e associazioni, attività di promozione sociale e formativa su temi quali la famiglia e la promozione di nuovi stili di vita; una cappella, luogo intimo destinato alla preghiera, alla meditazione, al canto; un grande spazio verde, a disposizione di tutti. «La lavanderia è in comune, mentre nella grande sala ci ritroviamo tutti insieme la domenica per condividere i pasti». Insomma, «un co-housing un po’ speciale, dove i bambini si sentono fratelli e i grandi hanno imparato l’accoglienza, prima di tutto tra gli adulti».
La conclusione di Mauro e Chiara: «Già essere famiglia numerosa – come ben ci insegnate – è una forza … se poi si mettono insieme più famiglie numerose… ecco che il risultato non può che essere esplosivo».

Per chi vuole approfondire maggiormente questa esperienza: www.comunitabethesda.it

 

Rinnoviamo l’invito a tutte le famiglie associate: raccontateci cosa significa per voi essere una famiglia numerosa e come è iniziato il vostro percorso con l’associazione.
Partecipate: ogni storia conta, perché dietro i numeri ci sono volti, sogni e una meraviglia che merita di essere raccontata. Trovate maggiori indicazioni in  Casa, caos & meraviglia – Al via la raccolta di testimonianze