L’ 11 febbraio, presso il Comitato Europeo delle Regioni ,si è tenuto il 5° congresso del network europeo di comuni family friendly organizzato da ELFAC e intitolato ” free to stay, family and cohesion policies for territorial development “, liberi di restare: politiche familiari e di coesione per lo sviluppo del territorio “. Presentato inoltre il progetto del network europeo delle aziende “amiche della famiglia”, con un’azienda italiana (Plastik SPA) in prima linea.
L’evento, moderato da Raúl Sánchez, Segretario Generale ELFAC, si è aperto con una profonda riflessione di Kinga Joó, vicepresidente ELFAC e rappresentante del Comitato Europeo Socio economico ECOSOC, che ha evidenziato come, nel contesto attuale in cui molte famiglie sono costrette a lasciare la propria casa non per scelta, ma per necessità economica o mancanza di alloggi, la “libertà di restare” (“freedom to stay”) debba essere prioritaria all’interno delle politiche europee.
Il tema, introdotto dal primo ministro Enrico Letta nel suo rapporto “More than a market” (più di un mercato) è stato ripreso dal vicepresidente esecutivo per la coesione e le riforme della Commissione UE Raffaele Fitto, il quale, tramite videomessaggio, ha sottolineato l’urgenza di agire sull’emergenza abitativa sia a livello nazionale, sia a quello locale.
Regina Maroncelli, Vicepresidente della Confederazione famiglie numerose ha quindi ribadito che la necessità di mettere la famiglia al centro dell’agenda europea, per “investire in ciò che conta davvero” per il nostro futuro.
Luciano Malfer (Fondazione Bruno Kessler) ha quindi analizzato le sfide poste dalle transizioni demografica, digitale e ambientale. Malfer ha suggerito il passaggio a un modello di Welfare 3.0, con un approccio olistico che renda i territori più resilienti contro la desertificazione sociale.
Il prof. Michał Michalski, presidente dell’istituto polacco degli studi sociali e della famiglia (Polonia) ha infine descritto la famiglia come un vero “airbag economico” e sociale, fondamentale per la stabilità delle comunità e persino per la prevenzione della criminalità, definendo le famiglie numerose come il modello sociale più sostenibile.
Direttrice delle partnership e degli affari pubblici presso la fondazione spagnola MásFamilia, Mercedes Hernández ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra imprese e autorità locali. La fondazione, presente in Europa, Sud America e Africa, con più di 20 anni di esperienza e più di 1000 organizzazioni certificate, è attiva anche a livello municipale, prestando i propri servizi per una corretta diagnosi dell’equilibrio casa-lavoro a livello municipale e provinciale.
Agli interventi della mattina sono seguiti la consegna dei diplomi ai nuovi comuni che sono entrati a far parte del network europeo e sono stati firmati i protocolli di intesa ELFAC e Fundacion Másfamilia (Spagna) e la Fondazione Bruno Kessler (Italia).
Nella seconda parte della giornata sono state presentate le buone practiche portate avanti da municipalità provenienti da tutta Europa: Belgio, Polonia, Italia, Portogallo, Spagna e Romania).
Ma la grande novità della giornata è stata la presentazione del Network europeo delle aziende family-friendly, con la testimonianza della prima impresa entrata a farne parte, la bergamasca Plastik SPA. Rappresentata a Bruxelles dalla team manager Anna Cattaneo e dalla responsabile delle risorse umane Alessia Pezzotta. La realtà di Plastik dimostra che il welfare aziendale family-friendly ha un impatto positivo sia sui lavoratori, sia sull’azienda stessa. Azienda familiare nata nel 1961, Plastik oggi porta avanti un fitto programma di sostegno alla famiglia, che si manifesta in misure come: voucher spendibili in materiale scolastico offerti come benefit ai dipendenti, rimborso delle spese dedicate alle attività di intrattenimento estive per i figli dei dipendenti, donazione di una box regalo per ogni lavoratore diventato neo-genitore, bonus matrimonio per ogni dipendente che si sposa, eventi aziendali aperti alle famiglie, supporto al benessere del lavoratore e della sua famiglia, flessibilità dell’orario lavorativo (con contratti ibridi e possibilità di gestire il proprio orario in base alle necessità dettate dalla routine familiare), assistenza nei processi burocratici relativi alla tassazione e alla dichiarazione dei redditi e politiche aziendali inclusive (come ad esempio assistenza nel rientro sul posto di lavoro post-maternità e paga egualitaria per lavoratori e lavoratrici). Plastik SPA afferma che: “le aziende che investono nel welfare familiare non vedono solo una riduzione nello stress dei propri dipendenti e negli indici di dimissioni, ma godono anche di un aumento nella propria produttività”.
Good practices e comuni: l’esempio dei comuni italiani
A parlare invece di esperienze di comuni family-friendly italiani, sono intervenuti rappresentanti dei centri di Alghero (SS), Foligno (PG) e Berbenno Valle Imagna (BG).
Il comune di Alghero, rappresentato dall’assessora al benessere della persona, delle famiglie e della comunità Maria Grazia Salaris e dal manager per il territorio e le politiche familiari Mauro Ledda si presenta come città impegnata nello sviluppo e nel sostegno di politiche a favore della famiglia. La città è protagonista di un patto di collaborazione firmato con la città rumena di Bacău.
Collaborazione nata a seguito della partecipazione delle due città come ospitanti del Better Future Festival (ad Alghero nel 2024 e a Bacău nel 2025), Bacău e Alghero oggi si dichiarano pronte ad impegnarsi per una collaborazione continua e produttiva, che possa fare la differenza grazie a un metodo di lavoro che si basa su progetti congiunti, la condivisione di best practices e scambi di personale.
A seguire, Foligno ha presentato le proprie politiche a sostegno della famiglia. Lorenzo Schiarea, assessore alle politiche familiari, ha spiegato come il comune si impegni in 6 aree strategiche: l’area dell’housing, quella dell’accoglienza della nuova vita (il comune prepara un baby box e una baby card per ogni nuovo nato), la cultura (con la Foligno Card per accedere gratuitamente ai musei del territorio, una biblioteca per bambini e un bonus cultura), il sostegno economico e l’inclusione (con una sport card, procedimenti di affido e contributo economico alle famiglie numerose), la creazione di un ufficio comunale dedicato apposta alle politiche familiari e come ultimo l’organizzazione dell’evento del Festival della Vita di Foligno.
Ultimo comune a parlare è stato Berbenno in Valle Imagna, che ha portato a Bruxelles la testimonianza di un piccolo comune di montagna che deve far fronte a problemi quali lospopolamento e l’invecchiamento demografico. Il vicesindaco Elisa Bolis e il consigliere delegato alle politiche sociali Diego Mosca hanno sottolineato come mettere la famiglia al centro sia fondamentale per combattere l’inverno demografico. L’età media del pese ha raggiunto in pochissimi anni quota 46 e i nati nel 2024 sono stati solo 10. A questa grave crisi l’amministrazione comunale ha risposto con politiche mirate, quali la formazione di una Consulta delle Famiglie, il sostegno ai centri estivi per i bambini e il progetto “Valley Job”, che si occupa di mostrare alle giovani coppie che la vita in montagna è possibile e preferibile, per incentivare le nuove generazioni a restare.
Un’Europa unita nel sostegno della famiglia
A conclusione dell’incontro il presidente onorario e fondatore di ELFAC László Márki ha espresso il proprio compiacimento nel constatare come ELFAC stia crescendo e al suo interno stiano crescendo anche le collaborazioni internazionali. Prendendo ad esempio il gemellaggio Alghero-Bacău, Márki ha invitato i presenti a credere nelle amicizie che si stanno formando tra paesi europei, per creare un’Europa sempre più salda e unita nel rispetto e nel sostegno della famiglia. E della pace.
Linda Banfi








