La stima di un ricercatore della Lumsa. Caltabiano (Anfn): «Per questo la nascita di un figlio rappresenta spesso una delle maggiori cause di povertà»
«Crescere un figlio? Costa ai suoi genitori quanto una casa di medie dimensioni di Roma o Milano». Ne è convinto Matteo Rizzolli, romano, papà di sei figli, docente di Economia politica all’università Lumsa. «Secondo la Banca d’Italia – ricostruisce Rizzolli – una coppia di genitori spende, per il proprio figlio, in media, 640 euro al mese (quasi 8mila euro l’anno). Ma è una stima parziale, perché tiene conto solo dei costi diretti: il cibo, i vestiti, la scuola, i trasporti, lo sport. Un mio studente magistrale, Gianmaria Ferretti, lo scorso anno ha provato a sommare a queste voci anche i costi invisibili: il lavoro di cura non pagato, la carriera rallentata se non interrotta, e quindi il reddito perso, soprattutto dalle madri. Arrivando ad una stima ben diversa: un figlio “erode” dalle disponibilità economiche dei genitori (tra spese reali, opportunità mancate e mancati introiti) una cifra superiore ai 24mila euro l’anno. Per diciotto anni. Se fate il conto: quasi 440mila euro per portare un figlio all’indipendenza. Che poi, a 18 anni, indipendenti non lo si è quasi mai».
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