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Storia di Anna

Storia di Anna

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E’ vero, un figlio “costa”, ma le difficoltà economiche si possono affrontare con l’aiuto di tanti. Anche per questo, per il diritto ad avere i figli che desideriamo, perché l’avere figli non sia un lusso per pochi , si batte la nostra associazione.
Grazie ad Anna, nome fittizio per una storia vera, per averci regalato la sua testimonianza.

TESTIMONIANZA DI ANNA

Siamo nel febbraio del 2003, io e mio marito scopriamo di aspettare un bimbo, il terzo. Io allora avevo 32 anni, e avevamo due figli già grandi.
La nostra situazione economica non era delle migliori: avevamo due lavori modesti, non arrivavamo a guadagnare 1.500 Euro al mese in due, con un affitto di 600, poi c’erano le bollette… perciò dall’1 al 15 del mese facevamo fatica a comprare il pane ed il latte per i bambini. Ai nostri figli non potevamo concedere mai nulla.
Inoltre quando io ho detto al lavoro che ero incinta, la proprietaria mi ha detto: ”Io ti ho assunta perché avevi figli già grandi, non mi aspettavo questa gravidanza, ora voglio da te una lettera di dimissioni!”
Il pensiero a quel punto è stato quello di eliminare l’ulteriore “problema” con l’aborto.
Entrambi però non avremmo mai voluto farlo. Quando siamo andati all’Ospedale di Carpi abbiamo spiegato ai dottori che i nostri problemi principali erano economici; loro ci hanno detto di non preoccuparci per questo: loro ci avrebbero seguito per l’aspetto medico, per gli altri problemi ci hanno invitato a rivolgerci agli indirizzi del volantino che ci hanno dato.
Nel frattempo avevamo già fissato la data per l’aborto.
Abbiamo telefonato all’associazione “Comunità Papa Giovanni XXIII”. Sono venuti a casa nostra, abbiamo parlato, ci hanno dato un supporto psicologico; poi si sono impegnati a darci un contributo mensile (150 Euro) per un anno dalla nascita del bambino. Con loro è nato un bel rapporto di amicizia, ci vedevamo ogni mese e anche ora continuiamo a frequentarci.
A quel punto abbiamo deciso di portare avanti la gravidanza.
L’ospedale ha coperto tutte le spese delle visite mensili durante la gravidanza. Siamo poi andati al Centro per le famiglie, dove abbiamo imparato che avevamo diritto all’assegno per il terzo figlio: abbiamo fatto la richiesta e ci è stato concesso.
Io sono andata dai sindacati e ho denunciato quello che mi era successo al lavoro; però ormai la situazione al lavoro si era fatta tesa, perciò ho deciso di andarmene, ma coi sindacati abbiamo almeno concordato coi padroni di trasformare le dimissioni in licenziamento, in modo da ottenere anche l’indennità di disoccupazione.
A settembre è nato il bambino, ed è stato accolto con grande felicità da tutti, sia da noi che da tutti i parenti.
Dopo la nascita il contributo dell’associazione Papa Giovanni XXIII ci ha permesso di sopportare meglio le spese di latte e pannolini. Abbiamo ricevuto anche altri aiuti dall’associazione, soprattutto vestiti; anche la Parrocchia di Carpi che frequentiamo ci ha aiutato.
In primavera ho chiesto di poter iscrivere mio figlio al nido, per poter ricominciare a lavorare. Siamo andati dai servizi sociali, dove ci hanno dato un aiuto esonerandoci dal pagamento della retta. Così a settembre mio figlio ha iniziato il nido, e io ho potuto cominciare a fare un po’ di lavoretti per poter guadagnare qualcosa in più.
Ora mio figlio ha tre anni e mezzo, è un bimbo tranquillo e simpatico, e in questi anni mi ha dato tantissima gioia e soddisfazioni.

Carpi, 2 marzo 2007
Anna