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Report audizione informale presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati

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Questa mattina presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, si sono tenute audizioni informali nell’ambito dell’esame del disegno di legge C. 2561 Governo, recante “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, alle quali hanno partecipato rappresentanti di: Associazione Nazionale Famiglie Numerose (Anfn), Movimento Italiano Genitori (Moige) e Associazione delle Famiglie (Afi)

La nostra associazione era rappresentata da Alfredo Caltabiano collegato in streaming e Paolo Moroni in presenza.

In premessa è opportuno ricordare che il Family Act è un disegno di legge che ingloba il precedente PdL Lepri – Delrio sulla istituzione dell’assegno universale e aggiunge allo stesso altri provvedimenti a favore delle famiglie e quindi, per opportuna conoscenza comune, i punti di intervento sono così specificati:

– Istituzione assegno universale (delega al Governo da attuare entro 12 mesi)
– Sostegno alla educazione con contributi per frequenze nido/infanzia, viaggi istruzione, sport, arte, musica, apprendimento lingue estere (delega al Governo da attuare entro 12 mesi)
– Attuazione dei congedi parentali e di paternità (delega al Governo da attuare entro 24 mesi)
– Incentivazione e tutela del lavoro femminile (delega al Governo da attuare entro 24 mesi)
– Sostegno alla istruzione dei figli nei percorsi universitari (delega al Governo da attuare entro 24 mesi).

Su tutto dovrebbe agire l’indicatore Isee  (che sappiamo essere non proprio equo, anzi…)

Per Anfn apre l’intervento Alfredo Caltabiano proprio su questo punto, sottolineando l’iniquità della scala di equivalenza sulla quale si sviluppo l’indicatore Isee, chiedendo il superamento dell’Isee o in alternativa l’introduzione di un correttivo – il c.d. fattore famiglia – che riconosca l’effettivo perso sui carichi familiari.

Successivamente espone i limiti relativi alla riduzione dell’importo dell’assegno universale nell’età compresa tra i 18 e 21 anni, rimarcando come questo limite va poi in contrapposizione alle finalità del disegno di legge che, in premessa, prevede che gli interventi del Governo devono essere diretti a sostenere la natalità con un apporto economico protratto fino a quando i figli avranno acquisito l’indipendenza economica dalla famiglia d’origine.

Altro rischio sottolineato è che l’applicazione della nuova normativa porti in sostanza meno soldi nella tasche delle famiglie specialmente quelle numerose e quindi è indispensabile un meccanismo correttivo che intervenga al verificarsi di dette situazioni.

Da ultimo, visto che tutto cozza con la “fatidica” copertura di spesa, chiede l’introduzione graduale a partire dalle famiglie con 3 o più figli.

Successivamente interviene Paolo Moroni che espone delle simulazioni effettuate sulla base delle nuove disposizioni e che – posto un valore di riferimento dell’assegno universale e relative maggiorazioni -evidenziano come il differenziale è sempre negativo in presenza di lavoro dipendente (ricordiamo che tra le varie misure per reperimento fondi ci sarà l’abrogazione degli assegni familiari) e parzialmente positivo in presenza di redditi derivanti da lavoro autonomo (per i quali non era e non è prevista l’erogazione degli assegni familiari). Negativo per tutti al superamento dei 18 anni dei figli, e negativo in particolare per le famiglie numerose. Quindi si evidenzia la necessità si valutare bene la consistenza dell’assegno universale in quantità e durata, come esposto in precedenza da Alfredo.

Anfn si rende disponibile a collaborare al calcolo delle simulazioni, una volta determinato il valore effettivo che assumerà l’assegno universale.

Proseguendo l’intervento Paolo Moroni sottolinea come nel testo del disegno di legge è previsto (purtroppo) che l’assegno universale possa essere concesso sia in erogazione mensile di denaro, sia in forma di credito di imposta da recuperare nella dichiarazione dei redditi. Su questo punto dice che l’erogazione deve assolutamente avvenire in forma di erogazione di denaro altrimenti ci sarà un crollo delle entrate nette delle famiglie (quando arrivi a recuperare nella dichiarazione dei redditi qualcuno potrebbe essere già morto).

Infine suggerisce che potrebbe essere il momento buono profittando del “recovery fund” per il quale spetta al Governo dare le priorità di intervento e quindi rappresenta “una scelta ben precisa”.

Successivamente sia Alfredo che Paolo intervengono su alcune domande poste in aula anche in riferimento alla “famosa” capacità contributiva e alla introduzione di un coefficiente familiare come già era stato espresso dal Ministro Gualtieri ad inizio anno, prima del manifestarsi della pandemia.

In definitiva abbiamo espresso il nostro favore alla introduzione dell’assegno universale purché efficace, cioè che aumentino i soldi per le famiglie e non il contrario; positive anche le altre misure per le quali però “il serbatoio di attingimento delle risorse” è il medesimo con tutti i rischi conseguenti….

E’ stata portata agli atti della Camera la relazione di Anfn che si allega: Osservazioni disegno di legge C. 2561 Associazione Nazionale Famiglie Numerose

Alfredo Caltabiano
Paolo Moroni