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#ognifigliovale / Lo studio Anfn: in adolescenza un figlio ha più esigenze e la famiglia si assume un carico maggiore

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#ognifigliovale. Anfn, l’associazione che raduna e dà voce alle famiglie numerose in Italia, accoglie con favore la misura allo studio del Governo – ed anticipata dal ministro per la famiglia Elena Bonetti – di un assegno straordinario per le coppie con figli, duramente segnate dall’emergenza Covid-19. Ma si dice perplessa sulla scelta di limitare l’assegno agli ‘under 14.

Secondo uno studio elaborato dall’osservatorio politico di Anfn e realizzato su un campione rappresentativo di famiglie italiane ogni figlio costa in media tra gli 8.300 euro ed i 10.130 euro nei primi 14 anni di vita, eccezion fatta per i primi tre, dove tra baby sitter, nido, alimentazione dedicata e accessori per la crescita il costo sale fino a circa 13.300 euro.

Lo studio analizza 25 voci. 18 (che definiscono la cifra media degli 8300 euro) sono definiti costi di impianto: dal cibo ai vestiti, dai consumi di acqua a quelli di energia elettrica o del gas, dalla Tari ai trasporti pubblici, dalla telefonia alla manutenzione o all’affitto dell’abitazione. «Alcune delle spese – precisa Alessandro Soprana, coordinatore dello studio – sono certamente in comune ma è di tutta evidenza che al crescere del numero dei componenti familiari le esigenze di spazi e i consumi aumentano».

Altre 7 (che fanno schizzare la cifra a 10.130 euro) incidono sulla qualità della vita – dalle ferie ai compleanni, dallo sport al barbiere (o parrucchiera) dai libri al cinema e teatro.

La frequenza delle scuole superiori, i primi passi di autonomia, le cresciute esigenze – secondo l’osservatorio politico Anfn, fanno lievitare i costi di mantenimento del figlio, che oggi, in molti casi resta a carico dei genitori per molti anni.

Nel caso della frequenza universitaria – e in particolare dell’iscrizione ad una facoltà fuori dalla propria città di residenza – i costi lievitano tra i 5.300 e i 6000 euro l’anno, attestandosi intorno a 16.251 euro.

Questi figli di cui si fa carico la famiglia esistono per lo Stato?».

#ognifigliovale è il titolo della campagna social che Anfn intende, in questi giorni, lanciare. «Quando abbiamo raccontato ai nostri figli adolescenti o giovani quello che bolle in pentola – hanno raccontato nei giorni scorsi ad Avvenire Mauro e Filomena Ledda, di Alghero, tra i promotori del network nazionale dei comuni amici della famiglia – si è manifestato in loro un moto di repulsione. Si sono messi in rete con molti coetanei in tutta Italia e, insieme, stanno dando vita a una civile forma di protesta».

«I limiti che si vuole imporre all’assegno familiare – commenta Alfredo Caltabiano, referente di Anfn in seno al Forum delle associazioni familiari – suona come discriminatorio nei confronti di molte famiglie con tre e più figli (nati nel tempo ed alcuni dei quali già in avanti con gli anni) cui invece quel sussidio poteva, in qualche modo servire. Le stesse famiglie che l’Istat, prima ancora dell’emergenza sanitaria, definiva a maggior rischio di povertà. E che oggi, usciti a pezzi da questa crisi, diventeranno drammaticamente sempre più povere».

Il direttore dell’osservatorio politico di Anfn Carlo Dionedi: «Chiediamo semplicemente equità, il rispetto dell’articolo 31 della Costituzione. Non desideriamo uno Stato che preveda figli di serie A e figli di serie B. Perché ogni figlio vale».

di Alfio Spitaleri