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#Ognifigliovale: l’appello di Mario Sberna al presidente del consiglio Giuseppe Conte

#Ognifigliovale: l’appello di Mario Sberna al presidente del consiglio Giuseppe Conte

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Mario Sberna presidente di Anfn, l’associazione che raduna le famiglie numerose in Italia –racconta Andrea Bernardini su Avvenire di oggi – parla con un filo di voce grazie ad un collegamento on-line dalla camera della sua abitazione, a Brescia, nel quartiere La Famiglia, dove vive in isolamento forzato dopo aver superato, con grande fatica, l’infezione da Covid-19.
Racconta dei terribili momenti in cui, in ospedale, ha potuto disporre solo in extremis dell’ossigeno «altrimenti non sarei oggi qui a parlarvene».
Piange quando ricorda gli associati che, in questi giorni, ci hanno lasciato. Tanti nonni, ma anche diversi papà: come Franco Dabrazzi, tessera n. 3 di Anfn, 66 anni, papà di sei figli, bresciano. O Giancarlo Piccoli, piacentino, papà di sette figli: a pranzo aveva spento le candeline per il suo 53° compleanno, a notte l’ambulanza l’ha portato di corsa in ospedale perché faticava a respirare e da allora i suoi non lo hanno più visto.
Ma quando entriamo in tema di politiche familiari, Mario Sberna recupera energie. E torna ad arrabbiarsi. «A metà aprile – rammenta – il governo dovrebbe varare un decreto con cui, tra le altre cose, introdurre un assegno straordinario per i figli. Si parla di una erogazione mensile di 160 euro a figlio per quelle coppie con un Isee inferiore a 7mila euro. Importo destinato a ridursi a 120 euro al mese a figlio nel caso di famiglie con Isee tra i 7 mila e 1 euro ed entro i 40mila euro, fino a 80 euro al mese a figlio nel caso di famiglie con Isee oltre i 40mila euro. Bene. Epperò dell’assegno beneficeranno solo le coppie i cui figli sono under’14. Semplicemente assurdo».

Per questo, questa mattina, ha scritto al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte e ai titolari di Mef Roberto Gualtieri e dei ministeri del Lavoro Roberto Gualtieri, del Lavoro Nunzia Catalfo e della Famiglia Elena Bonetti perché l’assegno unico sia esteso a tutti i figli a carico. Sberna cita uno studio effettuato dalla Associazione Nazionale Famiglie Numerose, e confermato anche da Federconsumatori, secondo cui ogni figlio fino a 14 anni comporta un impegno finanziario di circa 10.000 euro l’anno. Un figlio di 18 anni costa in media 12.000 euro l’anno, con punte ben superiori nel caso di frequenza all’università fuori sede.
In questo contesto – si legge nella missiva – la limitazione dell’assegno penalizza in particolare le famiglie con 3 e più figli, proprio quelle che l’ISTAT, prima dell’emergenza, definiva a maggior rischio di povertà. E che oggi, con la purtroppo ormai imminente crisi economica in corso, diventeranno drammaticamente sempre più povere.
«È per questo – l’appello del presidente Anfn Mario Sberna – che vi chiediamo con forza e con urgenza di intervenire in fase di elaborazione del decreto-legge, introducendo un correttivo che preveda l’estensione dell’assegno a tutti i figli a carico, almeno per le famiglie con 3 e più figli. Queste famiglie sono peraltro talmente poche, che il costo sarebbe limitato: basterebbe utilizzare parte delle risorse rappresentate dai 3,5mld. di contributi degli assegni famigliari, che l’INPS destina ad altri capitoli di spesa. Chiediamo semplicemente equità, il rispetto dell’art. 31 della Costituzione, e, soprattutto, giustizia. Non desideriamo uno Stato che preveda figli di serie A e figli di serie B. Perché ogni figlio vale».

di Alfio Spitaleri