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ll Wall Street Journal: «L’inverno demografico? Presto interesserà tutto il mondo». L’intervista di Alfredo Caltabiano al Sir

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E tra 40 anni la popolazione globale comincerà a scendere

L’inverno demografico? Adesso punge l’Italia e l’Europa, ma presto sarà avvertito in tutto il mondo. È quanto riporta una inchiesta del Wall Street Journal pubblicata lo scorso 13 maggio. «Quasi ovunque il tasso di fertilità femminile sta diminuendo» si legge nel giornale. Un baby-bust che ha avuto un’accelerazione imprevista. Cogliendo molti di sorpresa.
«Sette anni fa – ricostruisce Alfredo Caltabiano, intervistato da Gigliola Alfaro per l’agenzia Sir – le Nazioni Unite avevano stimato che la popolazione mondiale sarebbe salita dai 7,6 miliardi di abitanti di allora agli 11,2 miliardi del 2100. Una previsione che oggi appare, probabilmente, già obsoleta, come rivela l’inchiesta del Wall Street Journal: l’Institute for healt metrics and evaluation dell’Università di Washington ritiene che la popolazione mondiale raggiungerà il suo picco nel 2061 – quando gli abitanti della terra potrebbero essere 9,5 miliardi (e non oltre 11) – per poi iniziare a diminuire. Sarebbe la quarta volta nella storia…
Il quotidiano economico-finanziario Usa riporta un commento di Jesus Fernandez-Villaverde, economista specializzato in demografia all’Università della Pennsylvania: “l’inverno demografico sta arrivando ormai ovunque”». «Negli anni Sessanta del secolo scorso – osserva Caltabiano – la nascita di un figlio era salutata come un lieto evento per tutta la famiglia allargata – papà, mamma, nonni, zii, cugini – che avrebbe potuto, così, contare su due braccia in più per il lavoro dei campi. Oggi non è più così. Far famiglia fa problema, ed infatti il numero dei single ha raggiunto livelli fino a poco tempo fa inimmaginabili. Chi opta per la convivenza o il matrimonio – civile o religioso – non sempre poi decide di generare un figlio. E anche quando lo fa, arriva a questa decisione, in genere, ad un età già matura, ed allora è, poi, difficile generare un secondo o un terzo figlio. Figuriamoci un quarto o un quinto. Ginecologi ed andrologi, poi, ci dicono, che negli ultimi decenni si è registrato un calo della fertilità, maschile o femminile: non sempre le coppie non fanno figli perché non li vogliono, a volte non li fanno perché non riescono ad averli».
Cosa è successo dunque? «Si è fatta strada l’idea che generare o non generare un figlio sia una decisione che appartiene esclusivamente alla coppia. Certo, appartiene alla libertà della coppia. Ma, nei fatti, chi decide di aprirsi alla vita, consapevolmente o meno, concorre al bene comune». «Oggi, forse, si pensa meno ai campi da coltivare. Ma il calo della natalità si riproduce in un rapido invecchiamento della popolazione (in Italia l’età media dei residenti è di 47 anni).
Se presto diventeremo un Paese di vecchi, chi potrà più occuparsi di noi? È a rischio il welfare del nostro Paese, dell’Europa, del mondo».
A questo link l’intervista completa del Sir al presidente nazionale Anfn Alfredo Caltabiano.