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Lettera alla vicepresidente designata alla commissione demografia: più impegno per una politica family friendly

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Anfn e Elfac firmano la lettera, designata alla vicepresidenza della Commissione alla Democrazia e Demografia dell’Unione Europea, per una agenda family friendly.

Promossa su iniziativa dell’associazione internazionale Iffd, la lettera è stata firmata da 59 associazioni di 24 Stati Ue in rappresentanza di oltre un milione di famiglie europee.
Sarà inviata anche ai deputati del Parlamento Europeo e nazionali perché ne sottoscrivano i contenuti. 
Dubravka Šuica, membro dell’unione Democratica croata dal 1990, sindaco di Dubrovnik dal 2001 al 2009, è parlamentare europeo dall’ingresso della Croazia nell’Unione Europea dove milita nel gruppo dei popolari europei.
Nella lettera, le associazioni familiari, tra cui, oltre a Anfn e Elfac, Iffd, Youth World Alliance, Fafce e il Forum delle Associazioni familiari, sottolineano di considerare fondamentale la possibilità da parte dei genitori di decidere in piena libertà il numero dei figli, se restare a casa per accudirli per tutto il tempo necessario oppure tornare al più presto al lavoro.
Centrale quindi il tema della conciliazione, a partire dalla recente Direttiva Ue e la raccomandazione dell’assemblea delle Nazioni Unite perché venga promossa a livello nazionale la conciliazione come “strumento di benessere dei bambini, raggiungimento della parità di genere e il rafforzamento del ruolo della donna nella società.” 
Il raggiungimento degli obiettivi globali dell’Agenda ONU per il 2030, in particolare al punto 5 (raggiungimento della parità di genere) e 8 (lavoro dignitoso e crescita economica) passano dal benessere dei lavoratori: anche le aziende, si sottolinea nella missiva, sono chiamate a mettere in campo azioni per migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori con famiglia. 
Alla Vice presidente, le associazioni chiedono quindi un impegno forte per ottenere maggiori investimenti per politiche che rispondano alle necessità delle famiglie, l’impegno perchè l’Unione Europea assuma un ruolo e una responsabilità favorire insieme ad aziende e governi la costruzione di un ambiente sempre più favorevole ai bambini. 
Necessario un cambio di mentalità: non solo congedo “maternità” ma “congedo parentale”, per rafforzare la figura paterna e il suo coinvolgimento nella vita e nel benessere dei figli, non solo investimenti in infrastrutture per famiglie, ma più investimenti nelle persone perché trovino il modo e il tempo di vivere la famiglia, non solo famiglia come scelta privata, ma soggetto corresponsabile insieme a stato e aziende, non solo misure per ridurre lo stress che la società impone ai genitori, ma politiche per creare un ambiente family friendly.
Per questo cambio culturale, aggiungono i firmatari, il piano d’azione della Commissione dovrebbe comprendere più ricerca e studi relativi alle politiche demografiche e familiari, riprendere la piattaforma Ue “investing in children “(investire sui ragazzi), creare fondi per le politiche familiari, anche a livello regionale, individuare e sensibilizzare le aziende già pronte a sviluppare politiche innovative pro family, favorire la relazione tra l’associazionismo familiare e l’apparato politico legislativo.
Partendo dalla implementazione della Direttiva Ue sulla conciliazione, attraverso misure che favoriscano l’accesso al congedo e il rientro lavorativo. Ma soprattutto, assicurare che ogni valutazione relativa alle misure messe in campo dall’Ue prenda in considerazione l’impatto della legislazione comunitaria sulla famiglia e sulla demografia. 
Le associazioni, conclude la lettera, sono pronte a dare una mano: ora è il momento che la politica passi dalle dichiarazioni ai fatti.