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“La storia siamo noi”

“La storia siamo noi”

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Di ritorno dalla Parafarmacia sotto casa, incontro un gruppetto di ragazzi – 4 o 5 al massimo, uno vicino all’altro – ragazzi del quartiere, molto educati, ma senza mascherina.
Mi guardano ed un po’ si vergognano – di non averla – ed uno di loro si rivolge all’altro: “Guardate che nel centro commerciale c’è il vigilante” e allora si distanziano e se la mettono, la mascherina.
Quanta tristezza! C’è bisogno di essere controllati e multati, per obbedire ad una norma creata per debellare un virus? Dai nostri balconi urliamo che il 2021 sarà diverso, ma cosa può migliorare, se sottovalutiamo ogni particolare e facciamo cosa ci pare?
Non è chiaro se sia meglio tenerli chiusi – questi licei – ma assurdamente i giovani son più obbedienti (e sicuri) nelle aule, che fuori, per le strade.
Sto diventando vecchio e, se guardo indietro, negli anni 60 e 70 rincorrevamo ideali – alcuni giusti, altri sbagliati – ma avevamo comunque una consapevolezza di quanto stavamo vivendo.
Adesso, invece, perfino i politici, perfino i genitori – contraddittori e disuniti – danno un brutto esempio, anche in senso civico, affrontando questa pandemia: ecco perché – poi – i nostri figli – storditi, disorientati – fanno quel che li pare, per le strade.
E invece, paradossalmente, questo è il momento “ideale per avere ideali”, il tempo giusto per salvare gli anziani che sempre più stanno morendo: che bello sarebbe, se i Presidi annunciassero e dimostrassero – dati alla mano – che i giovani hanno un ruolo importante, decisivo.
Che bello sarebbe se, proprio a scuola, qualche “sopravvissuto” (guarito ed in totale sicurezza) andasse a raccontare cosa ha vissuto, cosa ha sopportato.
Giovani, in questo 2021, voi potete davvero archiviarlo, questo bruttissimo momento e ve lo garantisco – la vita me lo ha insegnato, confermato – che aveva ragione quel cantante famoso ai tempi miei…. “La storia siamo noi”.

di Mauro Bertocchini – Su Planu