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In ricordo di Alì, ragazzo come tanti, ragazzo come pochi

In ricordo di Alì, ragazzo come tanti, ragazzo come pochi

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Giovani braccianti morti a Foggia: «Alì aveva lasciato Novara una settimana fa»

Il ricordo dell’amico Mamadou: «Lavorava come aiuto cuoco in un ristorante, ma aveva avuto qualche problema sui pagamenti, così aveva cercato lavoro altrove». Amava il calcio e militava nel team Africa United: «Non potevamo credere che ci fosse anche lui su quel furgone, in settimana ci troveremo per ricordarlo e fare una raccolta fondi da mandare alla sua famiglia in Mali»

Giovani braccianti morti a Foggia: «Alì aveva lasciato Novara una settimana fa». Soltanto 7 giorni prima del terribile incidente stradale, in cui hanno perso la vita quattro giovani braccianti africani. Alì Dembele, 23 anni, aveva trascorso gli ultimi 2 anni sotto la Cupola. «Lavorava come aiuto cuoco in un ristorante, ma aveva avuto qualche problema sui pagamenti e così aveva provato a cercare lavoro altrove – racconta l’amico Mamadou, molto provato dalla tragedia – Qualche settimana fa era andato a Parigi, dove un amico gli aveva offerto un appoggio, ma la ricerca non è andata come sperava e quindi era tornato a Novara. Poi il 28 luglio mi aveva telefonato, dicendo che doveva partire per Foggia, mi ha chiesto di guardargli gli orari del treno: è partito da Vercelli con un amico, insieme sono andati a Milano e hanno preso il treno per la Puglia. Aveva trovato lavoro nei campi». Pochi giorni dopo aver preso servizio è salito su quel furgone, su cui 8 giovani migranti viaggiavano stipati fra i pomodori appena raccolti, per pochi euro l’ora.

Alì e Mamadou si erano conosciuti nel 2016 fra i banchi della Cpa (la scuola d’italiano per adulti) ed entrambi giocavano a calcio nell’Africa United. «Abbiamo giocato l’ultima partita insieme a Vigevano – prosegue l’amico – Sabato scorso, quando sono tornato da un’altra partita, ho sentito dell’incidente al telegiornale e ho chiamato subito un amico. Continuavo a chiedergli dov’era Alì, ma lui non rispondeva, poi si è messo a piangere e mi ha detto che era morto in ospedale, dove era stato portato dopo l’incidente. Ho avvisato anche gli altri compagni di squadra, ma all’inizio non ci credevano che in quell’incidente era morto anche il nostro Alì». Purtroppo con il passare delle ore quella terribile verità ha trovato ulteriori conferme.

«Alì amava tanto il calcio – ricorda Mamadou – L’ultima volta che l’ho sentito gli ho detto che nell’ultima partita avevo segnato un gol e lui mi aveva detto che dovevo farne molti di più, gli piaceva scherzare e prendermi in giro. Era un ragazzo buono, che aiutava sempre gli altri». Anche il consigliere comunale Tino Zampogna lo aveva incontrato: «Era stato con noi ad aiutarci ad animare i bambini in occasione di un incontro con le famiglie numerose, si era spostato per lavoro. Una preghiera», scrive sul proprio profilo Facebook.

Il team calcistico degli Africa United è ancora molto scosso per quanto accaduto, ma prova a reagire con un’iniziativa per ricordare l’amico scomparso in modo concreto: «Nei prossimi giorni ci troveremo per una riunione – conclude Mamadou commosso – Pregheremo per Alì e faremo una piccola raccolta fondi da mandare alla sua famiglia, che vive in Mali».

Fonte: lavocedinovara.com  di Elena Ferrara