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Hai famiglia numerosa? Non ti “rilancio”

Hai famiglia numerosa? Non ti “rilancio”

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Se la stessa Ministra per la Famiglia Elena Bonetti si dice delusa e per alcuni aspetti inascoltata dai suoi stessi colleghi di Governo, significa che sul sostegno vero alle famiglie con figli in Italia siamo ancora a zero.

Vediamo in concreto il decreto-legge “Rilancio”: si raddoppia il bonus baby-sitter a 1.200 euro. E’ il minimo, visto che tutte le strutture educative sono chiuse.
Ma ancora una volta la condizione è che entrambi i genitori abbiano un’occupazione: così se una mamma ha 5-6 figli e magari tutti piccoli e ha scelto per questo di non lavorare fuori casa, e vuole un aiuto, se lo deve pagare. Quindi nessuno stipendio e nessun bonus. Al contrario, la mamma di un solo bambino e con un lavoro prende uno stipendio oltre al bonus di 1.200 euro. No comment.
In alternativa c’è il congedo parentale: sì, ma con stipendio dimezzato: un genitore di famiglia numerosa potrà solo dire “rifiuto l’offerta e vado avanti”…..
C’è poi il “bonus vacanze”: 150 euro per un single, 300 per 2 persone (coppia senza figli), 500 per tutti gli altri…. Che siano nuclei con 1 o 6 figli nessuna differenza!
E ancora: il bonus per gli autonomi anche questa volta non tiene conto dei carichi familiari.
E finisce tutto qui: solo piccoli bonus, per di più con evidenti discriminazioni a danno delle famiglie più numerose. Due articoli della Costituzione buttati nel cestino: l’articolo 31 e l’articolo 53. Eppure i membri del Governo dovrebbero conoscerli…..
Oltre a queste palesi iniquità, ci si chiede: anzitutto, chi ha tenuto e continua tuttora a tenere in piedi la società in questo tempo di pandemia e di chiusura delle attività, ma anche di asili e scuole? Chi si sta facendo carico della didattica a distanza che in una famiglia con più figli può diventare un incubo? La risposta è semplice semplice: le mamme!
E chi è che non riesce a dormire la notte perché ha l’attività ferma o è in cassa integrazione al 60% di stipendio, o peggio ancora ha perso il lavoro a causa della pandemia? La risposta è ancora semplice: i papà di tanti figli!
Ma questi “eroi dei nostri giorni” come li ha definiti il presidente della CEI Bassetti (che qui ringraziamo di cuore) per lo Stato non esistono e soprattutto non sono degni di alcun rilancio!
Eppure questo può essere davvero un momento storico da cogliere per lanciare vere politiche familiari strutturali: basta coi “bonus” paternalistici e iniqui!
Vogliamo copiare l’Europa? Cominciamo a copiare gli investimenti in politiche familiari, in tutela della maternità e della paternità, incentiviamo le nascite del 3°, del 4° e anche del 5° figlio.
Si paragona spesso la fase economica che ci attende al secondo dopoguerra: bene, qual’è il segno distintivo di quel periodo? Il boom delle nascite! Il mix di ripartenza delle attività produttive e della forte natalità è stato il carburante che ha fatto ripartire di slancio l’Italia, non dimentichiamolo.
La Ministra Bonetti aveva chiesto un assegno per ogni figlio under 14, non è stata ascoltata. Eppure l’Italia ha gli assegni familiari più bassi della UE e discrimina i lavoratori autonomi.
La misura proposta dalla Ministra ha dei limiti e richiederebbe modifiche, ma si può partire da lì. Ora questo decreto-legge deve passare al vaglio del Parlamento: chiediamo a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di rivedere le storture scritte ora forse in un momento di confusione e di fretta. E di ripartire dalle famiglie con figli: sono loro che pagheranno i debiti che lo Stato crea in questo momento,
Sono loro che pagheranno le pensioni in un futuro di sicure vacche magre. E se si vuol far ripartire davvero l’economia e arginare il crollo del PIL, c’è una sola vera strada, investire sulle famiglie con figli.
Forse i politici oggi guardano solo alle prossime elezioni e i bambini non votano, noi cerchiamo qualcuno che voglia rimanere nella Storia come un vero statista.
A chi ha questa ambizione noi diciamo: Anfn c’è, disposta a collaborare.

Carlo Dionedi
Direzione Politica Nazionale