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Festa regionale delle famiglie calabresi

Festa regionale delle famiglie calabresi

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Racconti di viaggio e incontri nel profondo sud, oggi.

… “sbrigati a scendere, siamo sotto casa tua”!

Erano le h 7,50 di domenica 26 giugno e l’appuntamento era stabilito per le 7,30. Bisogna partire per Paola, una cittadina situata nel nord della Calabria. Un bel giochetto di parole, il sud ha il nord, divertente? Mi precipito giù e in auto, dopo lo scambio dei saluti, una voce tonante, Tiberio: “dobbiamo passare a prendere Salvatore”…naturalmente, per la par condicio, a casa sua, è  giusto. Il ritardo sulla tabella di marcia si accumula. Bene, finalmente via per l’autostrada verso Paola. In auto in cinque persone, Antonio, il più giovane, dietro si stringe per stare al posto centrale fra i due anziani, io e Salvo. Un commento anonimo: “siamo una bella famiglia, di single e tutti ammogliati”, risata. Già cinque uomini, una “strana famiglia”, bisogna stare ai tempi.

Immaginate i preparativi delle famiglie per l’incontro, i figli di tutte le età, il necessario per il viaggio: “non dimenticarti l’acqua, il passeggino…e pure il bambino!”, e per il pranzo al sacco, del tipo: “le bottiglie di vino, quello buono, e il salame, la pasta al forno e…”.

In auto Antonio, tutto lui, prova a rallegrarci sull’ aspetto cibo: “fighioli, portai na’ corda i salami i casa e nu’ pezzo i lardo chi mu ressi me ziu, pipato assai”.  Traduzione per chi legge ed è del nord della Calabria: “amici, ho portato del salame fatto in casa e un trancio di lardo molto pepato che mi ha dato mio zio”.

Sigh! Tutte cose a cui debbo rinunciare…penso sconsolato, ma non rinuncio di certo ad incontrarmi con le altre famiglie della Calabria, per di più da San Francesco. Il Signore provvederà.

Da Reggio il tragitto è piuttosto lungo, ma con Tiberio al volante, senza esagerare, abbiamo una “marcia” in più. Ah, quasi dimenticavo, Gino stava seduto davanti, e con la cintura ben allacciata, spesso lungo il percorso ricercava con la mano di afferrare la maniglia sopra la portiera con movimenti quasi automatici, invano, non c’era. Ora è chiaro perché.

La giornata è splendida, giungiamo al Santuario quasi puntuali, un miracolo. Gran folla di pellegrini, processione in corso, intravediamo gli altri amici nell’ordinato trambusto del gran piazzale prospiciente il Santuario dedicato a San Francesco di Paola. I primi abbracci sono con Giuseppe e Raffaella Butturini, i Presidenti nazionali, e subito dopo con Antonello e Angela Crucitti, nostri concittadini ormai da molti anni trapiantati a Brescia, insieme al loro ultimo nato. Man mano incontriamo gli alfieri dell’ANFN: gli Anania, con numerosa prole al seguito provenienti da Catanzaro.

Il gruppo di Crotone capeggiati da Pasquale Mungari e gentile consorte con sei piccoli e bellissimi pargoli. I “locali” di Cosenza con Armando Catalano e famiglia, lui sì che è tradizionale. Ci sono mancati i coordinatori di Vibo Valentia, per motivi più che giustificabili. Sarà per la prossima occasione.

Gino ci richiama all’ordine, non quello degli architetti, “entriamo in chiesa?!”.

Qua è necessario, per chi non conosce la location, una panoramica. Il Santuario sorge su un’amena collina della cittadina di Paola di fronte al mare azzurro del basso Tirreno, sui luoghi dove S. Francesco detto poi di Paola, un giovanetto del 1400, ispirato da S. Francesco di Assisi, si ritirò per vivere la fede in preghiera e contemplazione. Senza risparmiarsi però nell’aiuto verso i bisognosi, poveri o ricchi che fossero.

I luoghi del suo eremitaggio sono delle grotte scavate nella collina, in profondità; stava nella luce fioca e tremolante delle lucerne, il suo giaciglio la nuda e fredda terra, il suo guanciale un sasso, il suo cibo terreno la carità che riceveva. Fondò un ordine monastico proprio ispirato alla regola francescana di Assisi, ma per distinguerlo e non essere d’ombra a quello di Assisi lo chiamò dei “Minimi”. Il suo curriculum vitae, come è d’uso oggi, è fatto di privazioni, astinenze, digiuni, tanto, tantissimo parlare con Dio (pregare), solitudini… e innumerevoli miracoli. La sua fama oltrepassò i confini regionali del tempo tanto che i papi di allora si interessarono di lui e il re di Francia Luigi XI° lo volle con sé, infatti morì a Tours il 2 aprile del 1507 a 91 anni. Erano tempi in cui sapevano discernere la presenza dello Spirito Santo.

Qui a Reggio Calabria è rimasto proverbiale il passaggio dello Stretto che S. Francesco fece a bordo del… suo mantello.

Dunque, eravamo rimasti che ci si apprestava ad entrare nel Santuario, già è il Giubileo della Misericordia, tutti belli ordinati passiamo per la Porta Santa. La Messa poi nella chiesa nuova, bellissima.

Nel pomeriggio, i bambini a giocare fra loro ma ben sorvegliati, ci si incontra per il momento assembleare. I Presidenti Butturini e Raffaella stimolano e moderano gli interventi con due proposte principali: Cosa ti aspetti dall’ ANFN?  E, cosa ti proponi per ANFN?

Tutti i coordinatori e delegati a turno esprimono liberamente i propri pareri, considerazioni, riflessioni e proposte. Anche Antonello dà una bella esperienza del suo volontariato nell’ ANFN in Lombardia, dove ne è divenuto coordinatore regionale, sempre dispensatore premuroso di raccomandazioni verso i nostri. L’ Associazione in Calabria è di molto cresciuta, localizzando la festa qui a Paola, in provincia di Cosenza, si è dato un ulteriore stimolo e riconoscimento alla politica di promozione dell’Associazione, che è ormai presente ed attiva in tutte le province calabresi. Ancora c’è da lavorare, ma le forze sono giovani e l’entusiasmo è alle stelle. C’è tanta voglia di fare, nonostante impegni e problemi.

E’ fatta, la festa è giunta al termine, ci si prepara per lasciarci augurandoci, abbracciandoci vicendevolmente, arrivederci. ANFN: una famiglia di famiglie.

Dal Santuario di San Francesco di Paola (CS),

Nino Drago