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Famiglia numerosa, antidoto naturale alle crisi di speranza, anche in tempo di...

Famiglia numerosa, antidoto naturale alle crisi di speranza, anche in tempo di pandemia

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Quando in famiglia ci sono più figli, non c’è tempo per perdersi d’animo: ecco con che spirito affrontano la pandemia le famiglie “maxi

La pandemia continua ad attanagliare l’Italia, sebbene iniziamo – nostro malgrado –
a conviverci con più naturalezza. Le misure restrittive in alcune zone sono attenuate mentre in altre, purtroppo, sono state addirittura rafforzate.

Vediamo allora come vivono le famiglie questa difficile situazione storica e sociale, dove non si sa cosa accadrà l’indomani, se le scuole saranno chiuse o aperte, se si potrà continuare a lavorare, se si potrà tornare a rivedere parenti e amici come fino a un anno fa. In particolare, chiediamo alle famiglie numerose come affrontino l’attuale situazione pandemica, parlando con il presidente di Anfn, Mario Sberna.

Come vive la famiglia numerosa questi tempi difficili, di grande instabilità sociale?

La stabilità, l’unità e la solidarietà sono caratteristiche particolarmente accentuate nelle famiglie numerose: di fronte alle difficoltà, si è più forti rispetto ai nuclei ridotti.
La percentuale di separazioni e divorzi nelle famiglie numerose, dati alla mano, non
arriva a un decimo delle altre famiglie. I figli tolgono dalle distrazioni, dalla superficialità, dai cattivi pensieri e sono l’humus più fertile per continuare a coltivare l’amore coniugale. Tuttavia è un dato di fatto che viviamo tempi di grande rottura dell’istituto familiare. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti d’America, meno della metà delle famiglie è composta da persone sposate; in Francia, più del 50% delle nuove nascite avviene fuori dal matrimonio. In Italia, sebbene su scala minore, la mappa della famiglia mostra una tendenza verso l’informalità, col fenomeno delle convivenze.
L’instabilità familiare provoca tuttavia instabilità sociale: non è un dibattito aperto,
è un fatto.
In Italia la Legge non incentiva né sostiene fiscalmente, tributariamente, nei servizi,
il matrimonio e la famiglia. Anzi, al contrario: incentiva l’instabilità. Gli indici elevati
di frammentazione familiare, negli USA come in Francia come in Italia, stanno però pregiudicando la crescita serena dei bambini. Non sono giudice di nessuno; ma l’esperienza dice di un legame tra le manifestazioni antisociali di numerosi adolescenti e lo sfaldamento delle relazioni tra i loro genitori. L’assenza di vincoli affettivi saldi e sicuri genera nei bambini introspezione, freddezza, paura, violenza.
Un bambino ha bisogno, per crescere sereno, di una mamma e un papà e che siano sempre quel papà e sempre quella mamma. E allo Stato compete perciò rafforzare e
non indebolire il matrimonio”.

Fonte: interris.it  di Mariangela Musolino *

* nostra associata è anche la curatrice della pagina regionale dell’Umbria.