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Diario di una maestra numerosa: luglio tempo di cartoline

Diario di una maestra numerosa: luglio tempo di cartoline

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Luglio, mese di vacanze, di mare, di montagna, di viaggi. E di cartoline, per chi ancora se le ricorda in questo mondo tecnologico e digitale. Ne ho ricevuta una di quelle rare, che si può avere la fortuna di vedersi recapitare nella cassetta della posta una sola volta nella vita.
Arriva dalla Polonia, per la precisione da Swidnica, che, in tutta sincerità, non so bene dove sia, e, oltre a due particolarissimi francobolli, ovviamente mai visti prima, riporta una frase semplice semplice nella sua profondità: “Cara Barbara, saluti dalla bellissima Polonia e un abbraccio da Alessandro, Francesca e dai nonni polacchi”.
Tutto qui: è una cartolina, non una lettera. Ma è un tutto qui che riassume gli ultimi otto anni di una non piccola parte della mia vita. Due fratelli che ho visto crescere, che continuo a vedere crescere e a cui ho cercato e cerco di dare il mio contributo per farli diventare i nuovi cittadini del mondo. Francesca aveva cinque anni, una leggiadra farfallina bionda alta come un soldo di cacio che, quando mi abbracciava, in prima, arrivava a circondarmi a malapena all’altezza delle mie ginocchia. Alessandro, più grandino e in apparenza meno affettuoso, ma delicato e tenero come un fiore di cui prendersi amorevolmente cura. Fin qui tutto normale, un classico delle cartoline estive.
È quell’ultima parte “i nonni polacchi” la singolarità. Sì, perché tutti e quattro i nonni di questi fratellini (oltre ai genitori sempre presenti, collaborativi e intelligenti quel tanto che basta a mettere in pratica i consigli degli insegnanti garantendo così il successo scolastico dei figli), sono stati, con riguardo e discrezione, parte integrante del percorso di crescita dei loro nipoti. Distanti, eppure presenti addirittura ai saggi nella lontana era pre-covid, hanno contribuito, forse senza saperlo, alla scuola che prova a funzionare, alla scuola che cresce collaborando con la famiglia, alla scuola che si appoggia alla famiglia, sì, ci si appoggia, perché solo condividendo l’impegno si possono ottenere dei risultati non buoni da sfoggiare, ma duraturi anche se faticosi.
I nonni sono i pilastri della famiglia e sono quelli che, se spronano i bambini, otterranno senz’altro dei risultati perchè nessun nipote vuole fare brutta figura davanti a loro. L’estate è magica anche perché è il regno dei nonni che, senza fare uso di tanti paroloni moderni, propongono a questi bimbi stressati validi percorsi di vita, facendo apprezzare
la calma, la pacatezza, il vivere adagio, il giusto compromesso in una discussione e, incredibile ma vero, lo fanno mantenendo un contegno e senza cellulare sempre in mano. Li educano accogliendoli a qualunque ora del giorno, ospitandoli nella loro casa e disdicendo altri impegni se ne avevano, trasportandoli da una parte all’altra con 40° all’ombra, appassionandoli ai giochi di carte, al cibo sostenibile che, semplicemente, significa cucinare ciò che si mangia e non comprarlo pronto e, incredibile ma vero, ad apparecchiare la tavola con i piatti di ceramica e non di plastica. Con la nonna, nientepopodimeno, si può giocare a calcio mettendo in porta proprio lei. Con il nonno si esce a comperare il pane e ci scappa anche un pezzettino di focaccia, si innaffiano i fiori, l’orto e ci si incanta davanti alla zucchina che ieri era minuscola e oggi è pronta per essere raccolta e trifolata. Con i nonni è tutto concreto e immediato: quello che noi, a scuola, dopo ore e ore di programmazione, partoriamo come Progetto sostenibilità ambientale, Progetto sana alimentazione, Progetto qui e Progetto là, con i nonni è tangibile e immediato. Per carità, guai se noi a scuola non lo facessimo, ma i nonni se la sbrigano prima: puliscono la casa con bicarbonato e aceto, spengono le luci se non sono necessarie, riciclano gli avanzi, sfornano tortellini con la marmellata a merenda, trasformando in cultura ogni loro singola attività. Dopo tre anni spaventosamente indimenticabili, in questa torrida estate che vede tutti liberi malgrado l’alto numero dei contagi, i nonni sono, ancora, uno dei pochi punti fermi dei bambini, intervengono per non lasciarli tre mesi al centro estivo e indossano anche le vesti del maestro: chissà perché, quando i bimbi li vanno a trovare si portano sempre nello zainetto l’immancabile libro dei compiti delle vacanze. Senza sapere quasi nulla di obiettivi e competenze, si siedono accanto al nipote di turno e, mentre lo aiutano a risolvere una moltiplicazione a doppia cifra al moltiplicatore, trasmettono un senso di continuità e di appartenenza non unicamente alla famiglia ma alla comunità di cui tutti facciamo parte.
Nello stesso momento, contribuiscono a mettere le basi per un percorso vincente dei nipoti e regalano loro un senso di identità che rimarrà tutta la vita. Grazie, nonni di Francesca, Alessandro, Samuele, Claudia, Giulia, Beatrice, Luca, Marta, Filippo, Nicola, Anna, Elisabetta, Giovanni, Simone, Giada, Irene, Mia, Marco, Lucrezia, Marianna, Leonardo, Beatrice, Caterina, Gaia tanto per citare quelli che più mi ricordo degli ultimi
quindici anni, perché ci siete sempre stati, avete fatto collegare i bambini su classroom, li venite a prendere al pomeriggio, cucite i vestiti di Carnevale: a volte abbiamo anche discusso, ma avete fatto la vostra parte e, sempre, con il vostro stile di vita, ricordate alle nuove generazioni che i maestri sono persone a cui essere grati, di cui ricordarsi nelle festività, a cui scrivere una cartolina durante una lunga, assurda estate di cento
giorni di vacanza.
Grazie perché, appoggiandoci e parlando bene di noi malgrado ci possa capitare di sbagliare, trasformate i nostri comuni bambini in piccoli eroi che, a breve, cambieranno in meglio il mondo, dopo averne sperimentato la parte migliore: la condivisione che diventa collaborazione. Ed ecco che, non solo i compiti delle vacanze sono straordinariamente finiti, ma può capitare che se ne vogliano portare a termine addirittura degli altri.

Ah, dimenticavo… un saluto speciale ai nonni polacchi anche da parte mia.

Barbara Mondelli