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Diario di maestra numerosa, compiti delle vacanze

Diario di maestra numerosa, compiti delle vacanze

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E ora, cari bambini, godetevi l’estate. Perché la scuola, anche quella a distanza, la DAD, è finita e le vacanze, già iniziate, vi aspettano con tutta la loro magia e il loro fascino che non è sospeso come il tempo che abbiamo vissuto negli ultimi mesi ma tremendamente suggestivo, incantato e seduttivo.
C’è forse qualcuno che farebbe a meno delle vacanze estive? Non credo, né adulti, né bambini. Accantonate il computer che vi è servito per le videolezioni, nascondete il tablet che vi ha offuscato la vista a forza di propinarvi decine di inutili serie televisive, riconsegnate ai genitori il cellulare con cui avete chattato all’infinito e svolto compiti in videochiamata WhatsApp con i compagni.
Dimenticatevi di tutta questa tecnologia, non imitate noi grandi che non riusciamo più a farne a meno e diamo un pessimo esempio. Ma cosa mai farete senza tecnologia? Che razza di domanda! I compiti delle vacanze, naturalmente. Quelli seri, sani, divertenti, istruttivi, esperienziali, riflessivi, ludici, disciplinati, organizzati, programmati.
Per esempio, raccogliete le noci per preparare il nocino di San Giovanni se siete in campagna con i nonni, pedalate su tutte le piste ciclabili che la vostra città offre se siete ancora rintanati a casa, giocate per ore con la sabbia sulla riva del mare e fatevi bruciare dai raggi del Sole se siete già partiti con la mamma, scalate montagne e appennini con lo zaino sulle spalle e gli scarponi ai piedi ed entrate in un ruscello ghiacciato per rabbrividire al contatto con l’acqua gelata se siete in montagna con il papà e stringetegli forte la mano per non rischiare di scivolare sui sassolini ricoperti di melma. Dovunque siate, arrampicatevi su tutti gli alberi maestosi che trovate lungo il sentiero e dall’alto di un ramo fatevi ammaliare dal volo degli uccelli che si librano nel cielo: immaginatevi con le ali e viaggiate con la fantasia di cui siete ricchi dentro.
Nel corso dei tre mesi estivi, trovate il tempo di fare compagnia ai nonni che sono stati isolati per lunghe settimane e, mentre cucinate con loro, ripassate le equivalenze, pesando farina e zucchero per torte e focacce, imparate a sgusciare le uova e a dividere tuorlo e albume che monterete schizzando finta neve dappertutto. Man mano esaurite gli ingredienti, suddividete i loro contenitori nei bidoncini della raccolta differenziata e raccontate ai nonni tutte le esperienze di sostenibilità ambientale che la scuola vi ha fatto vivere in questi anni. Dovunque dormiate, tenete pulita e ordinata la vostra camera perché la pulizia è un segno d’amore per voi stessi, per la vostra famiglia e per chiunque vi stia intorno: vi accorgerete che il sistemare si tramuterà presto in ordine interno, in quell’ordine mentale che vi permetterà di catalogare dentro di voi le conoscenze e le competenze acquisite negli anni della scuola elementare e che, tra meno di tre mesi, costituiranno il vostro trampolino di lancio. Scrivete lettere a chi vi manca, a chi volete bene, a chi vorreste vicino, a chi non fa più parte della vostra vita per i motivi più svariati. Dite loro quello che avete nel cuore, non tenetevelo dentro e ricordatevi che, con i dovuti modi e con la gentilezza, si può dire tutto. Non abbiate paura di essere presi in giro: la sincerità paga sempre.
Leggete tanto, svaligiate le librerie e le biblioteche e fate della lettura il vostro passatempo principale: distesi sull’amaca in giardino, coricati sul lettino in spiaggia,
seduti sulla sdraio in balcone, rannicchiati sul dondolo in terrazza. Sul divano, sul treno,
in macchina, in metropolitana… leggete, leggete e ancora leggete e sognate avventure
da brivido, paesaggi mozzafiato, amicizie incredibili. Anche da casa propria si può visitare e scoprire il mondo leggendo, provando emozioni estreme e conoscendo nuovi amici di carta. Coltivate il vostro sapere facendovi mille domande e trovando il doppio delle risposte chiedendovi sempre il perché di ogni cosa, non accontentandovi mai di ciò che non vi convince. Non tiratevi mai indietro di fronte a nuove sfide, che esse siano lanciare sassolini piatti in un lago per vederli rimbalzare o riuscire a leggere i sette volumi delle Cronache di Narnia fino ad arrivare con soddisfazione all’Ultima Battaglia. Riempite il vostro cuore di passione, entusiasmo, solidarietà, slancio, amore, desiderio: fate volare un aquilone più in alto che potete e affidategli i vostri sogni, rincorrete una farfalla, ascoltate il canto delle cicale alle due di un pomeriggio rovente, lasciatevi trasportare dal vento in una serata di brezza, giocate sotto la pioggia estiva fino a ritrovarvi bagnati fradici, perdetevi con lo sguardo immerso nel tramonto più bello del mondo e ritrovatevi dentro l’Orizzonte che vi accoglie nella sua Immensità.
Pregate, qualche volta, e ringraziate Dio per la vostra meravigliosa vita, per la famiglia che vi ama, per gli adulti che si prendono cura di voi, per i fratellini più piccoli a cui date l’esempio, per i più grandi che vi fanno arrabbiare perché sono gelosi di voi. Scrivete tutti i giorni, su un taccuino, una cosa bella che vi è successa e un gesto generoso che avete compiuto. Non andate mai a dormire senza averlo segnato, il che significa non andate a letto senza averlo compiuto. Avete percorso una lunga strada, i cinque anni della vita in cui si cambia radicalmente.
Questa è l’estate spartiacque. Godetevela e ringraziate per il fatto di poterla vivere.
A settembre comincerete a raccogliere una piccola parte dei frutti seminati: coglieteli, non lasciateveli sfuggire e, in contemporanea, continuate a piantare nuovi semi che daranno, sempre, nuovi frutti. Fatelo per tutta la vita, non è mai troppo tardi per niente. Buona estate a tutti gli scolari desiderosi di cominciare i compiti delle vacanze.

di Barbara Mondelli