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Assegno, il Forum scrive a Draghi «Più risorse o rischio distorsioni»

Assegno, il Forum scrive a Draghi «Più risorse o rischio distorsioni»

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La nota inviata al premier: preoccupano finanziamento insufficiente, fine delle detrazioni e riforma fiscale.
Tra le proposte una fase transitoria mantenendo il contributo temporaneo

Dal primo di gennaio, per effetto congiunto delle attuali insufficienti risorse a disposizione dell’assegno unico e dell’eliminazione delle detrazioni fiscali, «l’Italia sarà caratterizzata da un effetto distorsivo del sistema fiscale» che interesserà soprattutto le famiglie numerose e del ceto medio. Il fisco sarebbe così improntato «solo a criteri di equità verticale», cioè chi più guadagna più paga, ma «ignorerà ai fini della determinazione del carico fiscale qualsiasi criterio di equità orizzontale, che considera quante persone vivono con quel reddito prodotto».

È quanto scrive il Forum delle associazioni familiari in una nota tecnica inviata al presidente del Consiglio Mario Draghi in vista dell’approvazione nei prossimi giorni del decreto legislativo che istituirà definitivamente l’assegno unico, che entrerà a regime da gennaio ‘sostituendo’ in un sol colpo assegni familiari, assegno temporaneo, detrazioni e bonus vari (alle risorse provenienti da questi istituti si aggiungeranno 6 miliardi, meno di quanto necessari però perché ‘nessuno ci perda’). Dal governo non sono ancora arrivate risposte ufficiali se non la rassicurazione che i primi mesi di attuazione del nuovo ‘assegno unico’ saranno attentamente monitorati.

L’analisi parte dal regime attuale, che vedrà fino al giro di boa dell’anno la compresenza dall’assegno familiare tradizionale, l’assegno temporaneo (concepito per gli autonomi) e le detrazioni. E sulla scorta di simulazioni elaborate dal Forum, che sono sostanzialmente in linea con quelle di alcuni centri studi e dello stesso Mef, lancia l’allarme sull’effettiva capacità del nuovo sistema basato sull’assegno unico di raggiungere, con le risorse attuali, gli obiettivi. In particolare l’universalità della misura. Per questo il documento auspica alcuni interventi: dall’allocazione di più risorse all’eliminazione del limite Isee o a una sua riforma ‘formato famiglia’, altro fardello sulla strada dell’universalità, e una riforma fiscale che tenga conto del fattore famiglia.

Lo scenario che si prefigura, nota il Forum, va in direzione contraria rispetto a quanto avviene in altri Paesi europei che prevedono allo stesso tempo assegni universali e detrazioni fiscali, come il quoziente familiare francese. Da noi, invece, «avremo un fisco esclusivamente individuale che non considera il valore dei figli», dato preoccupante, vista la tendenza demografica negativa. Dal beneficio «saranno escluse le famiglie del ceto medio », prosegue il Forum, notando come queste siano state le più penalizzate dalla pandemia. Alcune fasce di reddito, poi, saranno escluse e altre riceveranno dall’assegno unico – al netto delle clausole di salvaguardia – un importo inferiore all’attuale sistema con le detrazioni.

Il Forum segnala poi all’attenzione del governo alcune criticità. Ad esempio, chiede che non superi il 20% la prevista riduzione dell’importo dell’assegno unico se i figli hanno tra 18 e 21 anni. Così come è «incomprensibile » la cessazione dell’erogazione al compimento dei 21 anni se i figli proseguono gli studi con regolarità. Il Forum ribadisce perciò la necessità di reperire nuove risorse attraverso il Pnnr, che nasce nell’ambito del Next generation Eu, «nome non casuale». Inoltre la richiesta è che arrivino segnali concreti sul fronte della riforma fiscale, nel momento in cui Parlamento dovrà decidere come indirizzare i 12 miliardi che la legge di bilancio destina al taglio delle tasse.

Per uscire dalla «trappola» della «distorsione» due le proposte dell’organismo. La prima, dotare l’assegno di risorse sufficienti per essere davvero ‘unico’ e ‘universale’. La seconda, in assenza di soldi, è una fase di transizione e gradualità mantenendo l’attuale struttura dell’assegno temporaneo, e con le attuali detrazioni da rivedere nell’ambito della riforma del fisco «in un’ottica di sostituzione con una no tax area per ogni figlio a carico: il fattore famiglia ». Il Forum indica, infine, la necessità di sburocratizzare il più possibile le procedure. L’Inps, «gravato da molteplici e compesse questioni», dovrà «attrezzarsi per assicurare la celerità dei pagamenti».

Fonte: avvenire.it di Gianni Santamaria