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Un’iniziativa in aiuto dei bisognosi della Caritas

Un’iniziativa in aiuto dei bisognosi della Caritas

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Alle volte basta poco. Anche solo dire: “Cosa possiamo fare?”.  Qualcosa da fare poi si trova sempre. Come l’iniziativa portata avanti da molte famiglie palermitane in aiuto della Caritas di Palermo

 

di Patrizia Carollo

 

Solo qualche giorno fà, il nuovo arcivescovo di Palermo, Mons. Corrado Lorefice insieme al direttore della Caritas di Noto, Maurilio Assenza, ha fatto un incontro di formazione per centinaia di operatori Caritas, presbiteri, diaconi, nonché col popolo dei fedeli presenti in Cattedrale, per un momento di condivisione e confronto delle iniziative da attuare.
‹‹È bello che le due Chiese sorelle di Palermo e Noto – ha detto, durante l’occasione, l’arcivescovo – condividano un servizio ecclesiale come quello della Caritas per una visione che parte dal Concilio. Con la Caritas andiamo al cuore della missione della Chiesa che deve essere un segno quanto più fulgido della cura che Dio ha per gli uomini segnati dalla fragilità e dalla povertà. Dobbiamo ripensare ad una Chiesa povera come al tempo di Gesù, e noi come comunità Eucaristica dobbiamo saper sfamare chi ha bisogno, senza attendere che sia solo la Caritas a pensare ai poveri. Pertanto le famiglie cristiane debbono saper aprire le loro case ai bisognosi, e sbracciarsi anche per loro. Devo saper camminare verso, e non aspettare che i fratelli ultimi siano costretti a chiedere l’elemosina, a chiedere aiuto”.

Molte famiglie palermitane, coordinate da Dario e Marina Micalizio, referenti per la Regione Sicilia dell’Associazione Nazionale Famiglie Numerose, non hanno perso tempo. Cogliendo al volo l’invito ad aprire gli orizzonti e a farsi coinvolgere dall’amore per i più deboli, hannodato vita ad un’iniziativa semplice quanto utile, da poter prendere a modello anche nelle altre Regioni d’Italia.

Hanno chiesto alla Caritas quale fosse l’emergenza del momento. E hanno organizzato, domenica 24 gennaio, una giornata di volontariato, presso la sede di Vicolo San Carlo a Palermo. Tanti genitori entusiasti e volenterosi, con bimbi al seguito, hanno dunque dato il loro apporto per una nobile causa: riordinare il marasma di vestiti (maglie, pantaloni, giubbotti) e accessori (sciarpe, scarpe) giunti alla sede per i poveri della città e i profughi che arrivano dopo i drammatici viaggi della speranza.

Nella “Chiesa-boutique” parte dei capi, ammassati alla meno peggio per terra, è stato così suddiviso nelle panche o in grandi sacchi, “per misura” per gli uomini e le donne, e “per età” per i più piccoli. Un lavoro che andrà sicuramente ripetuto più avanti, e con maggiori rinforzi. Per offrire ai poveri, che arrivano, bisognosi di tutto o di un capo specifico, una scelta guidata e facilitata.