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TOSCANA: La festa ?? Un successo !

TOSCANA: La festa ?? Un successo !

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TOSCANA, FAMIGLIE IN FESTA

Quanto costa crescere un figlio? Quale è il valore attribuito dallo stato ad ogni figlio? Come fermare l’inverno demografico che incombe sulla popolazione italiana? Sono queste alcune delle domande alle quali si è cercato di dare risposta nel corso della festa toscana delle Famiglie Numerose. Significativo il titolo scelto per l’incontro: «Cari figli….figli cari. Impagabili per mamma e papà. Futuro della società. Invisibili agli occhi dello Stato». Partner dell’iniziativa: il Forum regionale delle associazioni per i diritti della famiglia, il settimanale Toscana Oggi e l’associazione dei giornalisti cattolici Ucsi.

All’interno dell’oratorio Sant’Andrea Corsini di Montevarchi, famiglie provenienti da tutta la regione (ma anche dal Lazio e dall’Emilia) hanno partecipato ad un serrato talk show in cui Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle Associazioni per i diritti della famiglia, Mario Sberna, deputato family friendly e Alfredo Caltabiano, consigliere nazionale dell’associazione nazionale famiglie numerose, hanno offerto il loro punto di vista. Il talk-show è stato presentato dai giornalisti Andrea Bernardini ed Alessio Giovarruscio.

Il quadro emerso dal dibattito è poco confortante: le famiglie spendono in media 8 mila euro all’anno per figlio, cifra che raggiunge i 10 mila euro per i bambini con età inferiore ai tre anni. Il paradosso? A fronte di costi crescenti per i genitori, gli aiuti dello stato sono ridotti al lumicino. «The childfree life» («una vita libera dai figli») è il titolo emblematico di una recente copertina di Time – ha ricordato il presidente Francesco Belletti, sociologo, 56 anni, padre di tre figli – sottolineando il fatto che la denatalità non è solo «un problema economico ma anche culturale. Non esiste alcun sostegno alla nascita dei figli e i giovani, privati di futuro, hanno paura di mettere al mondo bambini. È in atto una trasformazione del senso comune, siamo immersi in un eterno presente, manca letteralmente la speranza e un qualche stabile progetto per il futuro».

Per il presidente del Forum la politica ha le proprie responsabilità se pensiamo alla logica deleteria di disfare oggi quello che è stato fatto ieri: «A Parma la precedente amministrazione aveva introdotto il quoziente familiare. È arrivata quella nuova e il provvedimento è stato cancellato. Questo modo di agire è molto deleterio per le famiglie, che hanno bisogno di regole certe e stabilità».

Al giornalista Andrea Bernardini, che snocciolava numeri impietosi, come i 12.400 bambini in meno nati nel 2012, Belletti ha risposto che ‘l’inverno demografico è una priorità per tutto il paese, ma è necessario prendere coscienza che la nostra è una testimonianza minoritaria rispetto a coloro che detengono le leve della comunicazione, del potere, delle amministrazioni locali. Il nostro compito è quello di raccontare la bellezza di essere famiglia e la responsabilità di un modo di vivere la cittadinanza intrisa di futuro”.

Per Alfredo Caltabiano, 51 anni, bancario, padre di sei figli ed uno degli estensori del Quoziente Parma (oggi, come scritto, abbandonato) «se i figli sono una bellezza su cui investire, per il nostro Stato sono invece da tassare. Infatti, quando si tratta di tassare (vedi l’esempio della Tares) lo Stato li sopravvaluta, arrivando ad assurdità logiche in cui il secondo figlio dovrebbe sporcare più del primo, mentre quando si tratta di riconoscere alle famiglie delle agevolazioni, allora i figli vengono ampiamente sottovalutati. In Italia, numeri alla mano, con il crescere dei figli le probabilità di finire nella soglia della povertà sono del 40%».

Non vuole essere chiamato «onorevole» il deputato bresciano Mario Sberna, componente della commissione finanze, per nulla tranquillizzato dalla riforma dell’Isee: «Contrariamente a quanto abbiamo letto su tutti i giornali, non è favorevole alle famiglie numerose. Si puniscono i figli per essere stati messi al mondo e i genitori per averlo fatto. Io presento l’Isee sei volte l’anno, molti miei colleghi non sanno neppure che cosa sia. Si sta facendo carta straccia dell’articolo 31 della Costituzione, quando i dati ci dicono che il 30% dei bambini italiani è sotto la soglia di povertà, mentre nel 2008 era il 10%».

Al termine del dibattito, Giuseppe e Raffaella Butturini, presidenti Famiglie Numerose hanno consegnato il premio «Due cuori e una tribù» a Natale e Maria Assunta Greco, genitori di 5 figli, di cui due adottati. L’ultima bambina entrata in casa, Silvia, è affetta da una malattia rarissima, curabile fuori Italia. A Natale e Maria Assunta, oltre alla targa, è stato donato un contributo per la prossima operazione e un bonus per un week-end in un agriturismo.

Grande successo nel pomeriggio per lo spettacolo di Sorella Fantasia, alias suor Linda Froli e per il ritrattista pisano Giovanni Giuliani che ha immortalato molti dei presenti alla giornata. E mentre i bambini venivano coinvolti dagli animatori della parrocchia di Riglione (Pisa) in giochi e tornei, i genitori partecipavano all’ultima parte della festa, un dibattito sul tema «Le famiglie extralarge. Da otto anni un’associazione le organizza. Con quali risultati?». Hanno partecipato all’incontro i presidenti nazionali Giuseppe e Raffaella Butturini, l’ex presidente Mario Sberna, i segretari nazionali Paolo e Laura Puglisi, i coordinatori regionali Luca e Lucia Gualdani. Alessio Bitozzi, coordinatore di Prato, ha presentato le misure adottate dal consiglio regionale della Toscana nel piano famiglia. Una buona notizia dopo tante – certo non positive – snocciolate durante la giornata.