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NO ALL’ EUTANASIA INFANTILE IN EUROPA

NO ALL’ EUTANASIA INFANTILE IN EUROPA

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L’ultimo abominio culturale della nostra Europa è rappresentato dalla proposta di legge belgache intende legalizzare l’eutanasia infantile. Un provvedimento del genere, allucinante di per sé, è il risultato di una cultura della morte, in cui la dignità umana e l’inviolabilità della vita sono riservate a un gruppo di individui.

Il provvedimento di legge, già approvato in senato lo scorso novembre, ha causato lo sdegno e la contrarietà di tutti i maggiori gruppi religiosi del Paese, che in una nota congiunta hanno espresso la loro ferma opposizione a una proposta che condanna a morte chi è bisognoso di cure anziché farsene carico con responsabilità umana e politica.

Dopo l’estensione dell’eutanasia ai carcerati e ai disabili, questa proposta di legge mostra ancora più chiaramente come la “dolce morte”, presentata come un diritto del singolo di scegliere della propria esistenza, sia in realtà somministrata ai soggetti più deboli della società, a chi rappresenta un costo sociale ed economico che non si vuole più sostenere, a chi (secondo la raggelante ammissione di alcuni medici) è più utile da morto che da vivo. Si tratta di un evidente esempio di quella “cultura dello scarto” continuamente denunciata da Papa Francesco, di quel modo di pensare secondo cui chi non risponde a determinati parametri di “perfezione” (malati gravi, anziani, poveri, bambini non nati) viene automaticamente escluso dalla società.

Gli individui più deboli della società. e specialmente i bambini, hanno bisogno di assistenza e solidarietà e non di essere autorizzati a morire. Con questa petizione, vogliamo affermare che nessuno (nè i genitori, nè lo Stato, nè nessun altro) ha il diritto di decidere quale bambino deve vivere e quale deve morire.

L’iter parlamentare di questo disegno di legge è quasi concluso, e purtroppo i deputati belgi non sembrano intenzionati a ricredersi su questa proposta. Ma non possiamo arrenderci: le firme che stiamo ancora raccogliendo in tuta Europa verranno inviate al re Filippo del Belgio, con la richiesta di fermare questa legge agghiacciante rifiutandosi di firmarla.

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