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No al “divorzio breve”, per difendere i figli di tutti e preservare...

No al “divorzio breve”, per difendere i figli di tutti e preservare il matrimonio

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Il 30 maggio 2014 la Camera ha approvato la proposta di legge sul divorzio breve, ora al vaglio del Senato. Se anche il Senato approverà il disegno di legge, i tempi per il divorzio si ridurranno drasticamente: 12 mesi in caso di contenzioso e 6 se consensuale. La presenza o meno di figli non influirà sui modi e i tempi della procedura.

Ridurre i tempi del divorzio avrà come conseguenza sociale lo svilimento del significato del matrimonio, ridotto ad essere un mero patto di convivenza.

Coerenti con la società liquida in cui viviamo a causa del pensiero debole dominante, siamo arrivati ad un matrimonio liquido tipico di una società che ha smarrito la bussola, dove anche il matrimonio è ridotto ad un semplice contratto che non richiede più un impegno di durata e stabilità, nemmeno in presenza di figli.

Ciò che più colpisce è l’assoluta mancanza di dichiarazioni volte a ricordare che prima di tutto il matrimonio è stabilità e progettualità e che lo Stato ha il dovere di creare dei luoghi in cui questa progettualità possa esprimersi e prosperare, mentre con l’istituzione del divorzio breve si sono completamente svuotati di significato gli istituti della promozione della mediazione e della consulenza familiare nonché la promozione, per le coppie, di meccanismi di prevenzione e di sostegno.

Un altro capitolo riguarda l’assoluta mancanza di considerazione per la situazione dei figli in caso di dissolvimento della famiglia di origine. Tra coloro che propongono questa petizione, vi sono persone che lavorano nel campo dell’educazione, e che hanno potuto ampiamente constatare che dopo una separazione o un divorzio è frequente che i figli mostrino gravissimi disagi sul piano comportamentale e affettivo. Tali conseguenze – come riconosciuto da esperti del settore – incidono profondamente sul loro stato di salute, sulla loro crescita e sul loro apprendimento. La conseguenza di tale situazione si traduce in un grave deficit nel momento della transizione alla vita adulta e nella costruzione di legami stabili, con la conseguenza di rendere le future generazionipiù esposte al rischio di divorziare una volta adulti.

Il matrimonio tra uomo e donna è ‘ un bene’ in sé, il suo orientamento intrinseco alla procreazione e all’educazione dei figli costituisce l’unico futuro per il Paese. Chiediamo ai Senatori di agire conformemente alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che definisce la famiglia “il nucleo naturale e fondamentale della società” che “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato” e di non assecondare le voglie di un relativismo culturale che non ammette l’esistenza di alcun bene al di fuori di quello individuale.

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