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DA UN MINISTRO TECNICO CI ASPETTIAMO SOLUZIONI TECNICHE


La Ministro Fornero scrive ad Avvenire in merito alle dichiarazioni rilasciate durante la Giornata Internazionale della Famiglie secondo lei "distorte" dalla stampa www.avvenire.it/Lettere/Pagine/marimoniogaynodirittideisingoli.aspx
Le sue puntualizzazioni sono commentate da Alessandro Soprana, responsabile politico di ANFN che ricorda: "Una ministra tecnica" dovrebbe "prendere atto delle iniquità segnalate e, essendo tecnica, valutare e modificare per rendere equo nelle sue competenze, nei limiti umani, tutto il sistema".



Ho letto la lettera che il ministro ha inviato ad AVVENIRE, pubblicata oggi domenica 20.05.2012.
Per cominciare una precisazione: è opportuno che ci mettiamo d'accordo sui termini. La famiglia o è o non è. Non si può distinguere la famiglia che tutti sappiamo essere uomo-donna ed eventuali figli chiamandola tradizionale perchè non si sa come chiamare ogni altro tipo di unione. Nel quotidiano, quando incontriamo una coppia che non è legata da nessun vincolo ufficiale, i due attori si definiscono, se legati da vincolo affettivo-sessuale, compagni e non marito o moglie e, comunque, in presenza di figli, si ritengono "famiglia" non specificando tradizionale o meno. Se abbiamo chiarito questo primo punto il citato superamento della famiglia "tradizionale" non può essere in quanto non esiste la famiglia "tradizionale". La famiglia è regolata dallo Stato per una necessaria tutela degli attori intesi come i coniugi e la prole.
La preoccupazione sulla possibile perdita di rilevanza della famiglia ha origine, a parte le coppie che per motivi di crisi di identità, di valori ed economici, al momento minoritarie, nella politica. Se a tutt'oggi, dopo le "pacche sulle spalle" e la conferma da parte delle istituzioni che bisogna fare qualcosa, la situazione dei nuclei con figli è solo peggiorata negli ultimi sessant'anni è "merito-colpa" della politica.
Quando la mia associazione di FAMIGLIE NUMEROSE chiede un incontro con il ministro ed il ministro non trova il tempo per l'incontro delegando persone di fiducia, peraltro preparate e corrette, ma comunque sempre vincolate alle decisioni del ministro, significa semplicemente che è il ministro che non apre gli occhi: non sulle diverse realtà che stanno emergendo, ma sulla realtà.
I diritti dei singoli individui partono dal loro concepimento e non dai comportamenti assunti nella loro vita.
Una ministra tecnica, come lei stessa si definisce, deve prendere atto delle iniquità segnalate e, essendo tecnica, valutare e modificare per rendere equo nelle sue competenze, nei limiti umani, tutto il sistema. So di dire una cosa scontata, ma lo ripeto: sono i figli i futuri cittadini.
Se l'ISTAT, ente dello Stato, certifica che più figli = più povertà e tutti i tecnici con cui abbiamo parlato, come ANFN, riconoscono che l'attuale sistema Italiano, nel suo insieme, penalizza tutti coloro che si azzardano a mettere al mondo dei figli, la politica, tecnica o meno, deve porre rimedio.
Con immutata stima al Ministro ed al Direttore di AVVENIRE e nella speranza di incontrare a breve il ministro stesso invio cordiali saluti
Alessandro Soprana
resp. politico ANFN

22/05/2012

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