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È IMPOSSIBILE VOLARE CON LE ALI APPESANTITE

SENZA UN ADEGUATA POLITICA FAMILIARE L’ITALIA SI AVVIA AL DECLINO
È IMPOSSIBILE VOLARE CON LE ALI APPESANTITE

www.sanpaolo.org/FC/1006fc/1006fc03.htm

Al Consiglio permanente della Cei, il cardinale Bagnasco, ha detto che occorre «ricentrare la politica, anche quella fiscale, sul perno delle famiglie, e in particolare di quelle con figli, perché diventino soggetto propulsivo di sviluppo».
L’Italia è un aereo con le ali appesantite. Le ali sono le famiglie, colpite fortemente dalla crisi economica. E, da sempre, frenate da politiche che le penalizzano, soprattutto se hanno figli. Il nostro sistema fiscale fa pagare più tasse a chi ha più figli. Come fossero un lusso, e non il nostro futuro. E quello del Paese intero. Chi pagherà le pensioni dei padri se si assottigliano le giovani generazioni?
Problema vecchio, che si aggrava nell’indifferenza della politica. «Da tempo», dice il presidente del Forum delle associazioni familiari, Francesco Belletti, «cerchiamo nelle istituzioni e nella politica una disponibilità a porre la famiglia al centro della politica fiscale. Disponibilità che appare e scompare, come un fiume carsico, e non approda mai a nulla».
Intanto, le famiglie impoveriscono. Sono aumentate, rivela l’Istat, quelle che arrivano a fine mese con molta difficoltà: in un anno dal 15,4 per cento sono salite al 17. Sono famiglie che faticano a pagare le bollette, ad acquistare gli abiti necessari, a sostenere le spese per i trasporti e a pagare il mutuo.
Ecco le "ali appesantite", quelle che davvero potrebbero far volare il Paese, se solo fossero alleggerite. Come ha invitato a fare il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Bagnasco, al Consiglio permanente della Cei, a fine gennaio. «È necessario», ha detto, «ricentrare la politica, anche quella fiscale, sul perno delle famiglie, e in particolare di quelle con figli, perché da elemento di risulta, che attenua i contraccolpi negativi, diventino soggetto propulsivo di sviluppo».
E ha aggiunto: «Occorre ragionare della famiglia per ciò che realisticamente essa è, ossia la più grande risorsa sociale e culturale del nostro Paese. Non applicarsi a essa, non darle forza e vigore, è come pretendere di volare continuando ad avere le ali appesantite. Bisogna invertire questa tendenza e farlo con la nostra tenacia migliore».
Lo strumento per invertire la tendenza ci sarebbe: il quoziente familiare. Il Pdl, oggi al Governo, lo prometteva al secondo punto delle "Sette missioni per l’Italia", intitolata "Sostenere la famiglia". Così recitava: «Graduale e progressiva introduzione del quoziente familiare che tiene conto della composizione del nucleo familiare».
Cioè, chi ha più figli paga meno tasse, com’è giusto. E come accade, da anni, per esempio in Francia. Da noi, invece, niente. Dicono che il quoziente familiare costa e non ci sono soldi. Solo che adesso non si può più andare avanti: le ali appesantite rischiano di spezzarsi.
Lo dicono bene i vescovi nel Messaggio per la 32ª Giornata nazionale per la vita: «Avvertiamo tutta la drammaticità della crisi. La povertà può abbrutire e l’assenza di un lavoro sicuro può far perdere fiducia in sé stessi e nella propria dignità. Si tratta di motivi di inquietudine per tante famiglie. Molti genitori sono umiliati dall’impossibilità di provvedere al benessere dei loro figli e molti giovani sono tentati di guardare al futuro con crescente rassegnazione e sfiducia».
Ecco perché quello delle politiche familiari non è solo un tema economico, ma soprattutto di giustizia e di futuro. Senza una ragionevole stabilità, le famiglie si ripiegano. E l’aereo cade.

06/02/2010



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