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Mario Sberna: i fondi contro la povertà e per le famiglie spariscono nel nulla

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Si parla di legge elettorale e vitalizi. Ma i fondi contro la povertà e per le famiglie spariscono nel nulla

Si parla di legge elettorale, di difesa dei vitalizi, di congressi di partito. E intanto le famiglie sono in affanno, con la povertà che aumenta e tante misure, peraltro già previste, che restano lettera morta. Anche sugli assegni familiari si staglia l’ombra di finanziamenti incompleti così come gli interventi straordinari a sostegno delle persone in difficoltà, tra cui la “carta famiglia”, bloccata dall’assenza del decreto attuativo nonostante la promessa di entrata in vigore a marzo dello scorso anno.

Opere e omissioni – Un caso eclatante è rappresentato dai 45 milioni di euro stanziati dalla Legge di Stabilità 2016. Ma solo 20 milioni e mezzo sono stati spesi dall’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps) per aiutare, con un assegno annuale da 500 euro, le famiglie con almeno 4 figli e un reddito Isee inferiore a 8.500 euro. Era giusto una piccola mano a chi era in forte difficoltà. Da luglio dello scorso anno, però, non si hanno più notizie dell’erogazione. Almeno stando alla documentazione in possesso del deputato di Democrazia solidale, Mario Sberna, che ha presentato più di un’interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti.

Cammino complesso – La misura ha avuto un iter travagliato. Era prevista dalla manovra del 2016, ma è andata vicina al dirottamento. Proprio Sberna sollevò la questione in Aula, favorendo il salvataggio in extremis del fondo. Maria Elena Boschi, all’epoca ministra delle Riforme, si impegnò infatti a conservare la norma nella Legge di Stabilità. Ma da allora si è andati avanti a singhiozzo: a luglio è stata ufficializzata l’erogazione dei 20 milioni e mezzo, lasciando in sospeso il resto. “Stiamo parlando di 500 euro, una cifra davvero risibile. E di fronte a questi casi emerge lo scarso interesse di Poletti”, attacca Sberna . E cosa dire degli assegni familiari? Il meccanismo prevede che l’Inps eroghi i fondi sulla base delle tabelle del ministero. Secondo i dati di bilancio del 2014, pubblicati dall’Istituto di previdenza, la spesa sostenuta per gli assegni al nucleo familiare è stata di 5 miliardi e 380 milioni di euro, mentre i contributi incassati nello stesso anno ammontano a 6 miliardi e 401 milioni. Un trend simile a quello del 2013. Con l’evidente discrepanza tra i prelievi dalla busta paga e le risorse impiegate a favore delle famiglie. “Già gli assegni familiari in Italia sono i più bassi d’Europa. Come se non bastasse si somma lo scandalo dei soldi, prelevati appositamente dalle busta paga di tutti lavoratori, finiti in altri capitoli di spesa. Così un miliardo di euro viene tolto dalle tasche dei bambini”, accusa Sberna. A completare l’opera c’è lo stop alla carta famiglia, che si poneva l’obiettivo di garantire sconti sull’acquisto di beni e servizi, e riduzioni tariffarie per alcune prestazioni. Era un modo per dare respiro alle famiglie. Ma, nonostante alcune alcune associazioni siano disposte a dare una mano sulla stesura del regolamento, il decreto non c’è. Perché manca prima di tutto la volontà politica, con i partiti tutti concentrati su loro stessi, tra legge elettorale e alchimie di alleanze future.

Fonte: lanotiziagiornale.it