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Mamma Irene è partita per la vita eterna

Mamma Irene è partita per la vita eterna

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Condividiamo il ricordo di una “mamma numerosa” un po’ particolare.

La sera del 15 maggio 2016, nella solennità di Pentecoste, Irene Bertoni, prima mamma di vocazione e assieme a don Zeno cofondatrice di Nomadelfia, è partita per la vita eterna.
Irene nasce a Mirandola il 6 febbraio 1923.
Entra in Nomadelfia, allora Opera Piccoli Apostoli il 21 luglio 1941. Aveva 18 anni, al tempo era minorenne ed era studentessa liceale.
L’8 dicembre 1941, Irene, si presenta al Vescovo con due figli. Gli dice: “Non sono nati da me, ma è come se li avessi partoriti io”. Le sono stati affidati don Zeno. Il Vescovo benedice questa giovane, e in lei benedice una maternità virginea, non dalla carne o dal sangue, ma dallo spirito e dalla volontà.
La famiglia di Irene verrà benedetta poi nel giorno di Natale del 1941.
Sembra un fatto da poco, ma con Irene nasce nella Chiesa e nel mondo una nuova figura: vergini non consacrate, che rinunciano al matrimonio per accogliere figli abbandonati. Sono le “Mamme di vocazione”.
Altre donne la seguono. Dopo pochi anni si uniscono a loro anche famiglie di sposi, tutte disponibili ad accogliere figli che si trovino in stato di abbandono.
Questi figli vengono accolti in Nomadelfia, e sono affidati all’altare alle mamme di vocazione o alle famiglie di sposi con le parole che Gesù rivolse dalla croce alla Madonna e a S. Giovanni: “Donna, ecco tuo figlio. Figlio, ecco tua madre”.
Per oltre cinquant’anni circa Irene è a Roma e cura i rapporti con la S. Sede e con lo Stato Italiano. Ha incontrato in questo periodo sia i vari papi (Pio XII, Giovanni XXIII, in particolare Giovanni Paolo II e anche papa Francesco) che i Presidenti della Repubblica Italiana.
Nel corso della sua esistenza ha donato la maternità a 58 figli.

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Fonte: nomandelfia.com