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LAVORATORI PRECOCI: IL MINISTRO E’ D’ACCORDO MA SE NE RIPARLA

LAVORATORI PRECOCI: IL MINISTRO E’ D’ACCORDO MA SE NE RIPARLA

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IL CASO DEI LAVORATORI PRECOCI/ IL MINISTRO GIOVANNINI: «GIUSTO PRESTARE PARTICOLARE ATTENZIONE PER CHI HA SCELTO DI ASTENERSI DAL LAVORO PER UN’ATTIVITA’ DALL’ALTO VALORE SOCIALE»

Soddisfatto Mario Sberna per la risposta data dal ministro del lavoro Enrico Giovannini alla interrogazione che il deputato bresciano gli aveva rivolto sul pasticcio normativo che coinvolge molti lavoratori precoci tanto da indurli a rimandare la richiesta di pensione, per non venire penalizzati dal mancato computo dei giorni non effettivamente lavorati per permessi di vario tipo, compresi la donazione di sangue, lo sciopero e l’astensione facoltativa per la maternità.

Nel question time di oggi il ministro Enrico Giovannini si è detto consapevole che sarebbe giusto prestare particolare attenzione verso chi, astenendosi dal lavoro per qualche giorno o un periodo più prolungato, lo ha fatto – questo il senso dell’intervento – dando priorità ai figli o a un parente disabile o perché doveva donare il sangue. Verso soluzione due dei casi citati da Sberna: la prima commissione del Senato ha approvato un emendamento per includere nelle prestazioni di lavoro anche le giornate di donazione di sangue. «Ieri – ha osservato Giovannini – ho dato parere favorevole alla Camera ad un altro emendamento, per estenderlo alle persone che si sono prese cura di disabili gravi».

Restano fuori, però, tutti gli altri casi. Uno, in particolare, è particolarmente caro a Mario Sberna: con la deroga alla riforma Fornero, infatti, restano fuori dal conteggio dei contributi utili alla pensione i mesi di maternità facoltativa chiesti da una madre lavoratrice. Di una vera e propria «discriminazione nei confronti delle madri» aveva parlato questa mattina Emanuela Garavelli Spitaleri, consigliere nazionale dell’associazione nazionale Famiglie numerose, che intende segnalare il caso al viceministro del lavoro e delle politiche sociali Maria Cecilia Guerra. Emanuela, madre di sei figli, dopo la nascita di ogni bebé ha usufruito anche dei mesi di astensione facoltativa della maternità. Di più: «ho scelto il part time, per garantire ai miei bambini educazione, assistenza e cura, senza pesare sullo Stato (asili nido, tempi prolungati a scuola). Questo è il riconoscimento?».

Mario Sberna ha promesso al ministro: «torneremo sull’argomento. Fiducioso di trovare un governo sensibile a questa istanza».