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IL TERRORE SFIORA L’ELFAC

IL TERRORE SFIORA L’ELFAC

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Grande spavento, tanta emozione, ma per fortuna nessuna conseguenza tragica: Iwona Sztajner e Raul Sanchez, rispettivamente segretaria e direttore dell’Elfac – la European Large Families Confederation – erano nella hall dell’aeroporto Zaventem di Bruxelles 10 minuti prima dello scoppio della bomba che ha causato 11 morti lo scorso 22 marzo.

“Avevamo partecipato a una conferenza della Piattaforma Europea contro la povertà e l’emarginazione sulla definizione dei fondamentali diritti sociali. Il nostro volo di lunedì era stato cancellato per uno sciopero dei controllori di volo francesi, ed è stato spostato alle 8.30 di martedì. Abbiamo lasciato l’area del check-in per andare al nostro gate dieci minuti prima dell’inferno- racconta Raul Sanchez- “E’ stato caotico, nessuno sapeva cosa fare ed eravamo tutti sotto shock. Alla fine ci hanno evacuato dall’aeroporto. Siamo riusciti a tornare a Barcellona solo tre giorni dopo.”

La notizia dello scampato pericolo ha suscitato forte sollievo nella comunità Elfac: “Il Signore vi vuole ancora qui a svolgere la vostra missione per la famiglia” ha commentato Joao Olivera, membro portoghese del direttivo Elfac. “Il terrore non è così lontano da noi – dice Regina Maroncelli, vicepresidente Elfac – ma la rete di famiglie numerose che si è formata in Europa con l’Elfac resta un segno di speranza su cui dobbiamo continuare a lavorare, per il bene dei nostri figli.”