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Autore forum: ROCCA - Data: 13/01/2012
Ciao a tutti, oggi mi è arrivato via mail quetso editoriale e mi faceva piacere condividerlo con voi. Raffaella (di Francesco & Raffaella Rocca + 7) -IL DONO PIÙ GRANDE? UNA FAMIGLIA APERTA ALLA VITA- Versione testuale Editoriale Lunedì 9 gennaio il Santo Padre, rivolgendosi agli ambasciatori di tutti i paesi del mondo presso la Santa Sede, ha parlato ancora una volta dei giovani ed, in particolare, dell’importanza della famiglia aperta alla vita, al dono dei figli. Il giorno precedente, domenica 8 gennaio, festa del Battesimo di Gesù ho avuto la gioia di essere il padrino di battesimo di un bimbo di 16 giorni, figlio di due miei cari amici; il bambino si chiama Nicolò, proprio come me, con una “c” sola; alcuni giorni prima ero stato a casa della giovane coppia per incontrare Nicolò; durante il nostro incontro la mamma teneva il figlio in braccio, il papà stava ritto in piedi a fianco della sua sposa; mentre giocavo con le mani di Nicolò mi sono sentito come se fossi alla grotta di Betlemme, stupito e in adorazione, un po’ come i pastori e come uno dei re magi. La stessa domenica, nella parrocchia confinante con quella di Nicolò, due miei carissimi amici hanno accompagnato con immenso amore al battesimo due loro figli adottivi; ho trascorso una buona parte di feste natalizie con una giovane coppia che, per ora, non riesce ad avere un figlio. La nascita di un bimbo è un avvenimento grande, una gioia per tutti, un meraviglioso dono di Dio. Sappiamo bene che nel corpo dell’uomo viene prodotto il seme che feconderà il terreno fertile che è il corpo della donna; il corpo stesso della donna sarà, per nove mesi, la prima culla di una creatura nuova; in questa culla il bambino sarà accolto e nutrito. L’importanza del corpo maschile e del corpo femminile per la generazione e la crescita di un bambino mi ha fatto pensare; l’importanza della bontà, della salute, della pulizia del seme e del terreno dovrebbe essere sufficiente per invitare ogni ragazzo ed ogni ragazza a condurre una vita sana, a eliminare dalla propria vita tutto ciò che inquina seme e terreno, che avvelena il corpo: sigarette, droghe, pillole, fumo, alcool dovrebbero essere totalmente assenti dalla vita di chi domani vuole diventare mamma o papà avendo fatto tutto il possibile per offrire al proprio figlio che verrà un seme, un terreno, una culla sana; non è mai troppo tardi per iniziare. Spero che questo semplice ragionamento possa toccare il cuore e la volontà di tanti giovani che, già ora, sognano con amore, di tenere presto fra le braccia un proprio figlio. San Giuseppe e la Beata Vergine Maria guardano con infinito amore i giovani e le giovani che desiderano costruire una famiglia aperta alla vita. Don Nicolò Anselmi
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Autore messaggio: Ocsaram - Data: 25/01/2015
Buona sera a tutti,
ho letto le parole del Santo Padre riguardo le famiglie numerose, e devo dire che non è stato facile gestire questa piccola delusione perchè come sapete meglio di me già nella vita di tutti i giorni abbiamo il mondo contro e ci pensano già in tanti a paragonarci a conigli e a dirci che siamo irresponsabili.
So che la stampa avrà riportato le parole del Papa in maniera imprecisa e ho letto che ha cercato di fare chiarezza sull'episodio, tant'è che l'amaro è andato via dopo la lettura di questo discorso fatto da Papa Pio XII ai rappresentanti delle associazioni famiglie numerose.
mi scuso per la lunghezza del testo che posterò ma ci tenevo tanto a condividere con voi
Un saluto a tutti e buona lettura!!


Carissimo Filippo
questo testo ad alcuni di noi era già conosciuto ed è bello perchè sempre attuale.
Il pensiero di papa Francesco è sulla stessa linea come abbiamo avuto modo di sperimentare durante l'incontro a Roma dello scorso 28 dicembre ed in molte altre occasioni.
Un caro saluto Alfio


Tra le visite più gradite al Nostro cuore annoveriamo questa vostra, diletti figli e figlie, Dirigenti e Rappresentanti le Associazioni tra le Famiglie Numerose di Roma e d'Italia. Vi è infatti nota la viva sollecitudine che Noi nutriamo verso la famiglia, di cui non trascuriamo occasione per illustrare la dignità nei suoi molteplici aspetti, per affermare e difendere i diritti, inculcare i doveri, in una parola, farne un caposaldo del Nostro pastorale insegnamento. Per questa stessa premura verso la famiglia, acconsentiamo di buon animo, ove le occupazioni del Nostro Ufficio non si frappongano, ad intrattenerCi, sia pure per brevi istanti, coi gruppi familiari che convengono nella Nostra dimora, ed anche, ove sia il caso, di lasciarCi fotografare in mezzo a loro, per perennare in qualche modo il ricordo della Nostra e della loro letizia.
Il Papa in mezzo ad una famiglia! Non è forse questo un posto che ben gli si addice?
Non è egli stesso, con significato altamente spirituale, Padre della umana famiglia, rigenerata in Cristo e nella Chiesa?
Non si attua forse per tramite di lui, Vicario di Cristo sulla terra, il mirabile disegno della Sapienza creatrice, che ha ordinato ogni umana paternità a preparare l'eletta famiglia dei cieli, dove l'amore di Dio, Uno e Trino, l'abbraccerà con unico ed eterno amplesso, dandole Sè medesimo in beatificante eredità?

Ma voi non rappresentate solamente la famiglia, bensì siete e rappresentate le famiglie numerose, vale a dire, le più benedette da Dio, dalla Chiesa predilette e stimate quali preziosissimi tesori. Da queste infatti ella riceve più manifestamente una triplice testimonianza, che, mentre conferma dinanzi agli occhi del mondo la verità della sua dottrina e la rettitudine della sua pratica, ridonda, in virtù dell'esempio, a grande vantaggio di tutte le altre famiglie e della stessa civile società. Ove, infatti, si incontrino con frequenza, le famiglie numerose attestano : la sanità fisica e morale del popolo cristiano — la fede viva in Dio e la fiducia nella sua Provvidenza — la santità feconda e lieta del matrimonio cattolico.

1. Tra le aberrazioni più dannose della moderna società paganeggiante deve contarsi l'opinione di taluni che ardiscono definire la fecondità dei matrimoni una « malattia sociale », da cui le nazioni che ne sono colpite dovrebbero sforzarsi di guarire con ogni mezzo. Di qui la propaganda del cosiddetto « controllo razionale delle nascite », promossa da persone e da enti, talvolta autorevoli per altri titoli, ma, in questo, pur troppo riprovevoli. Se però è doloroso di rilevare la diffusione di tali dottrine e pratiche, anche nelle classi tradizionalmente sane, è tuttavia confortante di notare nella vostra patria i sintomi ed i fatti di una sana reazione, in campo sia giuridico che medico.
Come è noto, la vigente Costituzione della Repubblica Italiana, per non citare che questa sola fonte, accorda, nell'articolo 31, un « particolare riguardo alle famiglie numerose », mentre la dottrina più corrente dei medici italiani si schiera sempre più in disfavore delle pratiche limitative delle nascite. Non pertanto deve stimarsi cessato il pericolo e distrutti i pregiudizi, che tendono ad asservire il matrimonio e le sue sapienti norme ai colpevoli egoismi individuali e sociali. È da deplorarsi in particolare quella stampa, che di tanto in tanto ritorna sull'argomento col manifesto intento di confondere le idee del buon popolo e trarlo in errore con fallaci documentazioni, con discutibili inchieste e perfino con dichiarazioni falsate di questo o quell'ecclesiastico. Da parte cattolica occorre insistere per diffondere la persuasione, fondata sulla verità, che la sanità fisica e morale della famiglia e della società si tutela soltanto con obbedire generosamente alle leggi della natura, ossia del Creatore, ed innanzi tutto nutrendo verso di esse un sacro ed interiore rispetto. Tutto in questa materia dipende dalla intenzione. Si potranno moltiplicare le leggi ed aggravare le pene, dimostrare con prove irrefutabili la stoltezza delle teorie limitative e i danni che dalla loro pratica derivano; ma se manca il sincero proposito di lasciare al Creatore compiere liberamente la sua opera, l'egoismo umano saprà sempre trovare nuovi sofismi ed espedienti per far tacere, se possibile, la coscienza e perpetuare gli abusi.
Ora il valore della testimonianza dei genitori di famiglie numerose non solo consiste nel rigettare senza ambagi e con la forza dei fatti ogni compromesso intenzionale tra la legge di Dio e l'egoismo dell'uomo, ma nella prontezza ad accettare. con gioia e riconoscenza gli inestimabili doni di Dio, che sono i figli, e nel numero che a lui piace. Tale disposizione di animo, mentre libera gli sposi da intollerabili incubi e rimorsi, pone, a giudizio di autorevoli medici, le premesse psichiche più favorevoli per un sano sviluppo dei frutti propri del matrimonio, evitando nell'origine stessa delle nuove vite quei turbamenti ed angosce, che si tramutano in tare fisiche e psichiche sia nella madre che nella prole. A prescindere infatti dai casi eccezionali, sui quali avemmo altre volte occasione di parlare, la legge della natura è essenzialmente armonia, e quindi non crea dissidi e contraddizioni, se non nella misura in cui il suo corso viene turbato da circostanze per lo più anormali o dalla contrastante volontà umana. Non vi è eugenetica che sappia far meglio della natura, ed è buona solo quella che ne rispetta le leggi, dopo averle profondamente conosciute, sebbene in alcuni casi di soggetti tarati sia consigliabile di dissuaderli dal contrarre matrimonio (cfr. Enc. Casti connubii, 31 dic. 193o, Acta Ap. Sedis a. 22, 1930, pag. 565). Del resto, sempre e dappertutto il buon senso popolare ha ravvisato nelle famiglie numerose il segno, la prova e la fonte di sanità fisica, mentre la storia non erra quando addita nella manomissione delle leggi del matrimonio e della procreazione la causa prima della decadenza dei popoli.

Le famiglie numerose, lungi dall'essere la « malattia sociale », sono la garanzia della sanità di un popolo, fisica e morale. Nei focolari, dove è sempre una culla che vagisce, fioriscono spontaneamente le virtù, mentre esula il vizio, quasi scacciato dalla fanciullezza, che ivi si rinnova come soffio fresco e risanatore di primavera.

Prendano dunque esempio da voi i pusillanimi e gl'ingenerosi; a voi conservi la patria gratitudine e predilezione per tanti sacrifici, che abbracciate nell'allevare ed educare i suoi cittadini; come vi è grata la Chiesa, che può per mezzo vostro ed insieme con voi presentare all'azione santificatrice del divino Spirito schiere sempre più sane e folte di anime.

2. Nel mondo civile moderno la famiglia numerosa vale in generale non a torto come la testimonianza della fede cristiana vissuta, poiché l'egoismo, di cui parlavamo testé come massimo ostacolo alla espansione del nucleo familiare, non può validamente vincersi se non ricorrendo ai principii etico-religiosi.
Anche di recente si è visto come la cosiddetta « politica demografica » non ottiene notevoli risultati, sia perché sull'egoismo collettivo, di cui essa è spesso la espressione, prevale quasi sempre l'individuale, sia perché le intenzioni ed i metodi di quella politica avviliscono la dignità della famiglia e delle persone, pareggiandole quasi a specie inferiori. Soltanto la luce divina ed eterna del cristianesimo illumina e vivifica la famiglia, in tal modo che, sia nell'origine sia nello sviluppo, la famiglia numerosa è spesso presa come sinonimo di famiglia cristiana. Il rispetto delle leggi divine le ha dato l'esuberanza della vita; la fede in Dio fornisce ai genitori il vigore necessario per affrontare i sacrifici e le rinunzie che esige l'allevamento della prole; i principi cristiani guidano e agevolano l'ardua opera di educazione; lo spirito cristiano del l'amore veglia sull'ordine e sulla tranquillità, mentre dispensa, quasi enucleandole dalla natura, le intime gioie familiari, comuni ai genitori, ai figli, ai fratelli.
Anche esteriormente una famiglia numerosa ben ordinata è quasi un visibile santuario: il sacramento del Battesimo non è per essa un avvenimento eccezionale, ma rinnova più volte la letizia e la grazia del Signore. Non è ancora terminata la serie dei festosi pellegrinaggi al fonte battesimale, che comincia quella, sfavillante di pari candore, delle Cresime e delle prime Comunioni. Il più piccino dei fratelli ha appena deposto il vestitino bianco tra i più cari ricordi della vita, ed ecco fiorire il primo velo nuziale, che raccoglie ai piedi dell'altare genitori, figli e nuovi parenti. Seguiranno, come rinnovate primavere, altri matrimoni, altri battesimi, altre prime Comunioni, perpetuando, per così dire, nella casa le visite di Dio e della sua grazia.

Ma Dio visita altresì le famiglie numerose con la sua Provvidenza, alla quale i genitori, specialmente poveri, danno aperta testimonianza, riponendo in lei ogni loro fiducia, quando non bastasse la umana industria. Fiducia ben fondata e non vana!

Provvidenza — per esprimerCi con concetti e parole umane -- non è propriamente l'insieme di atti eccezionali della divina clemenza; ma il risultato ordinario dell'azione armoniosa della infinita sapienza, bontà e onnipotenza del Creatore. Dio non nega i mezzi di vivere a chi chiama alla vita. Il divino Maestro esplicitamente insegnato che « la vita vale più del nutrimento, e il corpo più del vestito » (cfr. Matth. 6, 25). Se singoli episodi piccoli e grandi, talora sembrano provare il contrario, è segno che qualche impedimento è stato opposto dall'uomo alla esecuzione dell'ordine divino, oppure, in casi eccezionali, prevalgono superiori disegni di bontà; ma la Provvidenza è una realtà, una necessità di Dio Creatore. Senza dubbio, non dalla disarmonia od inerzia della Provvidenza, bensì dal disordine dell'uomo — particolare dall'egoismo e dall'avarizia — è sorto e si mantiene ancora insoluto il cosiddetto problema della sovrappopolazione della terra, in parte realmente esistente, in parte irragionevolmente temuto come imminente catastrofe dalla moderna società. Con il progresso della tecnica, con la facilità dei trasporti, con le nuove fonti di energia, di cui si è appena cominciato a raccogliere i frutti, la terra può promettere prosperità a tutti coloro che ospiterà, ancora per molto tempo.

Quanto al futuro, chi può prevedere quali altre nuove ed impensate risorse racchiude il nostro pianeta, e quali sorprese, al di fuori di esso, contengono forse le mirabili attuazioni della scienza, appena ora iniziate? E chi può assicurare nel futuro un ritmo procreativo naturale, eguale al presente? È forse impossibile l'intervento di una legge moderatrice intrinseca del ritmo di espansione? La Provvidenza ha riserbato a sé il futuro destino del mondo. È intanto singolare il fatto che, mentre la scienza converte in utili realtà ciò che tempo addietro si stimava frutto di accese fantasie, il timore di alcuni trasforma le fondate speranze di prosperità in spettri di catastrofi. La sovrappopolazione non è dunque una valida ragione per diffondere le illecite pratiche del controllo delle nascite, bensì il pretesto per legittimare l'avarizia e l'egoismo, sia di quelle nazioni che temono dalla espansione delle altre un pericolo alla propria egemonia politica e l'abbassamento del tenore di vita, sia degli individui, specialmente dei più forniti di mezzi di fortuna, che preferiscono il più largo godimento dei beni terreni al vanto ed al merito di suscitare nuove vite. Si giunge in tal modo ad infrangere le leggi certe del Creatore col pretesto di correggere gli immaginari errori della di lui Provvidenza. Sarebbe invece più ragionevole ed utile che la società moderna si applicasse più risolutamente e universalmente a correggere la propria condotta, rimuovendo le cause della fame nelle « zone depresse » o sovrappopolate, mediante Un Più attivo uso a scopi di pace delle moderne scoperte, una più aperta politica di collaborazione e di scambio, una più lungimirante e meno nazionalistica economia; soprattutto reagendo alle suggestioni dell'egoismo con la carità, dell'avarizia con applicazione più concreta della giustizia. Dio non chiederà conto agli uomini del generale destino della umanità, che è di sua spettanza; ma dei singoli atti da loro voluti in conformità o in dispregio dei dettami della coscienza.
Quanto a voi, genitori e figli di famiglie numerose, continuate a prestare con serena fermezza la vostra testimonianza di fiducia nella divina Provvidenza, certi che ella non mancherà di ricambiarla con la testimonianza della sua quotidiana assistenza, e, se fosse necessario, con straordinari interventi, dei quali molti di voi hanno felice esperienza.

3. Ed ora qualche considerazione sulla terza testimonianza, atta a rinfrancare i pavidi e ad accrescere in voi il conforto. Le famiglie numerose sono le aiuole più splendide del giardino della Chiesa, nelle quali, come su terreno favorevole, fiorisce la letizia e matura la santità. Ogni nucleo familiare, anche il più ristretto, è nelle intenzioni di Dio un'oasi di spirituale serenità. Ma vi è una profonda differenza: dove il numero dei figli non supera di molto il singolare, là quell'intimo sereno, che ha valore di vita, porta in sé un qualcosa di melanconico e di smorto; è di più breve durata, forse più incerto, spesso offuscato da timori e da segreti rimorsi. Diversa è, invece, la serenità di spirito nei genitori circondati da una rigogliosa fioritura di giovani vite. Il gaudio, frutto della sovrabbondante benedizione di Dio, irrompe con mille espressioni, con stabile e sicura perennità. Sulla fronte di questi padri e madri, benché gravata da pensieri, non vi è traccia di quell'ombra interiore, rivelatrice di ansie di coscienza o del timore di un irreparabile ritorno alla solitudine. La loro giovinezza non sembra mai appassire, finché perdura nella casa il profumo delle culle, finché le pareti domestiche riecheggiano delle voci argentine dei figli e dei nipoti. Le fatiche moltiplicate e i sacrifici raddoppiati, le rinunzie a costosi svaghi, sono largamente compensati, anche quaggiù, dalla copia inesauribile di affetti e di dolci speranze, che assediano i loro cuori, senza tuttavia opprimerli nè stancarli. E le speranze diventano presto realtà dal momento che la più grandicella delle figliuole comincia a prestare alla madre la sua opera nell'accudire l'ultimo nato; il giorno in cui il primogenito rientra per la prima volta, raggiante, col suo primo guadagno. Quel giorno sarà benedetto in modo particolare dai genitori, che ormai vedono scongiurato lo spettro di una possibile squallida vecchiaia e assicurato il compenso ai loro sacrifici. I numerosi fratelli, alla loro volta, ignorano il tedio della solitudine ed il disagio dell'essere costretti a vivere tra i più grandi. È vero che la loro numerosa compagnia può trasformarsi talora in fastidiosa vivacità, e i loro dissensi in passeggere tempeste; tuttavia, quando queste sono superficiali e di breve durata, concorrono efficacemente alla formazione del carattere. I fanciulli delle famiglie numerose si educano quasi da sé alla vigilanza ed alla responsabilità dei loro atti, al mutuo rispetto ed aiuto, all'apertura di animo e alla generosità. La famiglia è per essi il piccolo mondo di prova, prima che si affronti quello esterno, più arduo ed impegnativo. Tutti questi beni e pregi assumono maggiore consistenza, intensità e fecondità, allorché la famiglia numerosa pone a proprio fondamento e norma lo spirito soprannaturale del Vangelo, che tutto trasumana ed eterna. In questi casi, agli ordinari doni di provvidenza, di letizia, di pace, Iddio aggiunge spesso, come l'esperienza dimostra, le chiamate di predilezione, vale a dire, le vocazioni al sacerdozio, alla perfezione religiosa e alla stessa santità. Più volte, e non a torto, si è voluto mettere in risalto la prerogativa delle famiglie numerose nell'essere culle di santi; si citano, tra tante, quella di S. Luigi Re di Francia composta da dieci figli, di S. Caterina da Siena da venticinque, di S. Roberto Bellarmino da dodici, di S. Pio X da dieci. Ogni vocazione è un segreto della Provvidenza; ma, per quanto concerne i genitori, da questi fatti si può concludere che il numero dei figli non impedisce la loro egregia e perfetta educazione; che il numero, in questa materia, non torna a discapito della qualità, sia in rapporto ai valori fisici che a quelli spirituali.

Una parola finalmente a voi, Dirigenti e Rappresentanti le Associazioni tra le Famiglie Numerose in Roma e in Italia. Abbiate cura d'imprimere un dinamismo sempre più vigile e fattivo all'azione che vi proponete di svolgere a vantaggio della dignità delle famiglie numerose e della loro protezione economica. Per il primo scopo conformatevi ai dettami della Chiesa; per il secondo occorre scuotere dal letargo quella parte della società non ancora aperta ai doveri sociali. La Provvidenza è una verità ed una realtà divina, che, però, si compiace di. avvalersi della umana collaborazione. D'ordinario essa si muove ed accorre, se chiamata e quasi condotta con mano dall'uomo; ama nascondersi dietro l'umana operosità. Se è giusto riconoscere alla legislazione italiana il vanto delle posizioni più progredite sul terreno della tutela delle famiglie, particolarmente di quelle numerose, non bisogna nascondersi che ne esistono tuttora non poche, le quali si dibattono, senza loro colpa, tra disagi e stenti. Ebbene, la vostra azione deve proporsi di far giungere anche a queste la tutela delle leggi, e, nei casi urgenti, quella della carità. Ogni risultato positivo ottenuto in questo campo è come una solida pietra posta nell'edificio della patria e della Chiesa: è quanto di meglio si possa fare come cattolici e come cittadini.

Invocando la divina protezione sopra le vostre famiglie e sopra quelle di tutta l'Italia, ponendole ancora una volta sotto l'egida celeste della Sacra. Famiglia di Gesù, di Maria e di Giuseppe, v'impartiamo di gran cuore la Nostra paterna Apostolica Benedizione.

Autore messaggio: miottina - Data: 24/01/2015
Sono giorni che penso e ripenso alle ultime parole di Papa Francesco; mi sono sentita sicuramente coinvolta e tirata dentro, diciamo così, nella questione e per questo mi sono affrettata il giorno dopo nell' aprire il sito delle famiglie numerose...mi sono detta: "Chissà, come lo avranno interpretato loro questo messaggio?".
Premetto che io sono di fede protestante, mio marito è cattolico e frequentiamo sia la chiesa evangelica battista che la parrocchia del paese, dove siamo peraltro ben inseriti. Ho letto le vostre opinioni che si rifanno ad una paternità responsabile, ad una genitorialità consapevole...Ho letto ancora di problemi economici, problemi psicologici, problemi lavorativi...Io credo di essere d'accordo con i coniugi Butturini che, con fede solida, hanno difeso fin da subito le parole di Papa Francesco interpretandole come monito alla grande presa di responsabilità alla quale si va incontro mettendo al mondo un figlio, figuriamoci più figli. Mi sono sentita almeno un po' "consolata" nell'apprendere che almeno il Papa è ancora dalla nostra parte e che valorizza e apprezza il nostro operare quotidiano come una missione educativa che ci coinvolge per l'intera esistenza terrena.
Mi sento però di dire che forse, trovando una spiegazione o un senso alla nostra vocazione, stiamo mettendo dei paletti, dei pre-requisiti, delle generalità che, personalmente, non mi sento di aver avuto dal primo giorno in cui ho guardato il mio primo figlio negli occhi.
Famiglia numerosa a volte si diventa strada facendo, imparando dagli errori del passato per non ricommetterli nel futuro, e nel mio caso, crescendo insieme ai miei bambini.
Qual'è allora la scelta responsabile di un padre e di una madre? Se passasse il messaggio che per problemi economici o precarietà sarebbe meglio non mettere al mondo dei figli, oppure che per scarsi strumenti culturali sarebbe meglio ravvedersi dal diventare madre, o ancora che i figli è bene che li facciano solo i genitori "martiri" che sono in grado di sacrificarsi fino all'esaurimento per i figli, oggi Manila non esisterebbe. La mia non vuole essere una polemica, ma solo uno spunto di riflessione alimentato dalla mia profonda ammirazione per lo spirito di accoglienza e di adattamento delle famiglie xxl; temo questa società che stenta a lasciarsi andare nelle mani del Signore e credo che ognuno di noi, ricco o povero, ha sperimentato cosa significa la Provvidenza più volte di quante, aprendo il frigorifero, lo ha trovato desolatamente vuoto. Qual'è oggi la vera causa delle culle vuote? Anzi, direi...che cosa ha fatto sparire la culla dalle liste nozze?
Non credo ai problemi economici, se non in casi sicuramente degni di riguardo e ascolto; sono spettatrice di ben altri vuoti, che vanno al di là del portafoglio e che rimangono spesso incolmabili anche se si lavora in due e si va in vacanza tre volte l'anno: è il vuoto dell'anima...laddove il Signore non è stato invitato a vivere con noi, con tutte le nostre debolezze e fragilità.

Autore messaggio: jorneruda - Data: 02/12/2014
Salve a tutti mi fa piacere far parte di voi, non ė semplice essere una famiglia numerosa ho 4 figli maschi con i quali se passano delle bellissime giornate, loro per me come mia moglie sono il carburante della mia vita mi spingono a credere e crescere!

Autore messaggio: rossilampo - Data: 25/09/2014
Ciao sono Rossella ho 53 anni e quattro figli. Volevo scrivere la mia esperienza di mamma che ha avuto la quarta figlia a 42 anni compiuti.
Anche se avevamo già tre ragazzi il cuore mi diceva che era giunto il tempo per essere inondati da un'altra grande gioia.
Non è stato facile perchè il tempo passava e la bella notizia non giungeva.
Poi quando avevamo di nuovo rimesso tutto in mano al Padre, i nostri desideri nonchè le paure e le ansie, ecco che benedetta si è fatta presente.
Quanta gioia, quanta felicità, quanto aiuto non posso descrivere.
Bebe inoltre ci ha permesso di entrare nell'associazione avendo raggiunto con lei il "minimo sindacale" per poter partecipare.
Non so se ho risposto alla domanda che si faceva Rocca, ma non credo proprio sia egoismo il desiderio di maternità ...o forse si. E' stupenda la vita con i figli.
Saluti cari a tutti da Milano
Autore messaggio: mara grasseni - Data: 18/09/2014
Ciao a tutti. Vorrei un consiglio/opinione/esperienza.....Si può avere il quarto figlio a 41 anni?!!!
Tutti mi dicono che sono troppo vecchia, che ho già tre figli e non posso rischiare....se fosse il primo figlio va bene ...ma il quarto!!
Sono un'egoista se desidero davvero un altro figlio?
Autore messaggio: miottina - Data: 27/04/2014
Ciao a tutti...vorremmo condividere con voi la nostra immensa gioia nel comunicare la nascita di Alice. La nostra piccola- nata il 4 aprile- era attesa da tutti noi con trepidazione ed ora possiamo abbracciarla...finalmente. Un caro e affettuoso saluto da Angelo Dell'Oro e Alessia con i nostri Michel Dorian Jonah Angelica Azzurra e Alice.
Autore messaggio: laurasarnella - Data: 15/09/2012
Io ho solo quattro figli (per fortuna) Lo dico perchè più crescono e più si palesano disagi da parte della seconda che non è più tra i piccoli ma non ha nemmeno il ruolo di prestigio del grande e cerca di farsi notare estraniandosi, chiudendosi in camera, studiando!! cosa che il grande odia, Ma soprattutto strillando e alzandosi da tavola quando c'è la solita bagarre a cena all'arrivo del piatto di portata. Non posso rimproverare continuamente i piccoli mortificandoli nè lalsciarla andar via da tavola (anche se si è fatta il panino prima) mi piacerebbe che si sentisse parte della famiglia. Questa estate è stata via due mesi a casa della zia che ha un bambino solo piccolo e mi è mancata....
Autore messaggio: p.pirri - Data: 16/05/2012
segnalo per approfondimenti e riflessioni il blog di Costanza Miriano: http://costanzamiriano.wordpress.com/
Autore messaggio: violadaprile - Data: 26/04/2012
Sono Donatella! Amo molto cucinare e non mi arrendo ai cibi pronti .Nella stagione fredda avete mai provato il risottino di rape?Basta lessare le rape crude (quelle con le sfumature violette) col brodo e procedere come per un normale risotto bianco da mantecare alla fine con burro e grana.Vi posso assicurare che i bimbi lo gradiscono!Proponete sempre molta verdura a tavola:i miei figli amano perfino i cavolini di bruxelles:li scotto pochi min.in pentola a pressione(col cestello)e al momento di servirli li riscaldo a bagnomaria e li condisco con olio e sale e aceto balsamico(o poche gocce di glassa balsamica).Una gustosa variante:dopo averli riscaldati(sempre a bagnomaria)conditeli con sale e poco burro crudo e del grana.ottimi!In ogni caso i genitori devono eliminare dalla tavola le bibite gassate e proporre cibi sani e casalinghi,piu' genuini.A presto!
Autore messaggio: violadaprile - Data: 07/04/2012
Ciao a tutti,sono Donatella(violadaprile).Siccome di recente ho messo l'apparechio ortodontico al figlio grande(12)e ho avuto un preventivo di 2.000 euro mi farebbe piacere sapere la spesa sostenuta da altri,pur tenendo conto di eventuali differenze di intervento correttivo;volevo inoltre sapere se ci sono agevolazioni in questo senso.Scrivetemi!E grazie al forum perchè pubblica ! violadimetaprile@libero.it
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