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FAMIGLIE ANFN IN TELEVISIONE, TESTIMONIARE E’ IL NOSTRO COMPITO

FAMIGLIE ANFN IN TELEVISIONE, TESTIMONIARE E’ IL NOSTRO COMPITO

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Gentile segretario nazionale,

desidero avanzare una proposta: aprire un dibattito nell’ambito
dell’Associazione sull’opportunità, per le nostre famiglie, di
continuare a partecipare a questo tipo di trasmissioni.

Alcuni spunti possono essere:

– visibilità va bene, ma strumentalizzazione?
– la comunicazione va bene e basta o va valutato di volta in volta il
tipo di ambito ed il tipo di messaggio?
– Famiglia numerosa: è breve il passo da proposta gioiosa a fenomeno
da baraccone?
– la comunicazione va bene, ma il troppo non rischia di diventare
controproducente?

Grazie per l’attenzione, la saluto cordialmente

Tiziana Melloni – ANFN Trieste

La lettera di Tiziana riapre un dibattito che da sempre anima la nostra associazione. Ne abbiamo parlato anch esu test+, dopo la festa di Gardaland dello scorso anno: improvvisamente televisioni e gioornali hanno scoperto le famiglie numerose e hanno fatto a gara per intervistarle, per seguirle nei supermercati o mentre accompagnavano i figli a scuola. Ci chiedevano pareri sul caro vita e sui testi scolastici: ricordo la strana (piacevole? mah?!) impressione all’entrata del teatro di Gardaland dove si sarebbe svolta la nostra riunione. Cameramen con la macchina sulle spalle, signorine con microfoni ciondolanti in mano, giornalisti in attesa. Ricordo di avere pensato al festival di Cannes, all’ingresso dei vip atteso dalla stampa… e per una volta i vip eravamo noi famiglie normali…
L’interesse dei media é altalenante ma non é calato nei nostri confronti e spesso la segreteria dell’associazione é fatta segno di richieste di segnalazioni, famiglie disposte ad essere intervistate, ad aprire la loro casa, a partecipare a trasmissioni. Ultimamente ne abbiamo diverse, addirittura Superquark ci ha chiesto aiuto. Tra questi anche l’agenzia Magnolia, specializzata in programmi di intrattenimento del tipo L’Isola dei Famosi, l’Eredità e X Factor…
Come al solito in questi casi, il segretario manda una mail informativa in modo che chi lo vuole può rendersi disponibile e partecipare alla trasmissione. Dopodichè alla famiglia vengono spiegati alcuni accorgimenti, come evitare certe piccole trappole da giornalisti per farti dire cose che non pensi nemmeno, come continuare ad essere se stessi anche davanti a una telecamera. E soprattutto come non farsi manipolare per evitare di diventare quel fenomeno da baraccone a cui certi media pensano quando dicono famiglie numerose.
Ma sull’opportunità di apparire, ormai non si discute. O meglio si discute perché naturalmente siamo liberi di farlo, ma é innegabile che se vogliamo essere testimoni di un modello di vita ci dobbiamo esporre, anche mettere in vetrina. Questo é un concetto recepito anche dal mondo dei cattolici, dopo lunghi anni “persi” a rifuggire i riflettori con l’atteggiamento un po’ snob di chi non vuole “sporcarsi” con la terra.
Papa Giovanni Paolo II é stato in questo senso emblematico, mettendo addirittura la sua agonia al servizio (non mi viene altra migliore parola) dei media e quindi del mondo.
Il nostro amato Papa aveva così compreso l’importanza della comunicazione, anchequella che passa attraverso quella bestiaccia che é la televisione, da mettere a nudo e a disposizione di tutti le sue ultime ore di vita. Per questo in molti lo hanno criticato, ma la sua è stata una testimonianza totale che ha fatto del bene a tanta gente, che magari stava vivendo nella propria casa quello stesso dramma…
E cosi’ anche se si guarda ancora con una certa ironia, da parte di certa intellighentia laica, allo sbocciare di siti cattolici (in questi giorni anche il Corriere della Sera ha dedicato un’ampia indagine sull’argomento) , di televisioni, di radio (quanto é stata presa in giro la povera Radio Maria…eppure ha fatto scuola ed é un servizio utilissimo per tanti), il messaggio passa, viaggia, si amplifica, entra anche in quegli ambiti solitamente lontanissimi da certi discorsi…
Con le dovute proporzioni, il senso del comparire alle trasmissioni televisive o sulle pagine dei rotocalchi delle nostre famiglie é lo stesso: portare avanti la testimonianza di una una presenza (le famiglie numerose esistiono, ancora, nonostante tutto!), di una scelta possibile e perché no abbordabile, affrontabile da altri che ne avessero il desiderio o la vocazione, contribuire ad opporre al modello che passa in tv, quello della famiglia sfasciata, scassata, malata, violenta, quello della famiglia normale, fatta di papà mamma figli, delle loro piccole beghe, dei loro problemi quotidiani, degli affetti, delle gioie di tutti i giorni.
La famiglia esiste ancora e abbiamo il dovere di farlo sapere a chi é stato per troppo tempo male informato. Non possiamo perdere nessuna opportunità: a queste trasmissioni, anche la più sciocca, ci presentiamo per quello che siamo, non farci vedere quanto siamo belli bravi e buoni ( che non lo siamo nè più né meno degli altri), per guadagnarci qualcosina, per potercene vantare con gli amici. Se lo facciamo con spirito di servizio e di testimonianza anche la più stupida delle trasmissioni sarà una ribalta, un microfono, un megafono per fare sapere al mondo che la famiglia é vita.