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Famiglia peso o risorsa per la società

Famiglia peso o risorsa per la società

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Conclusi i lavori della Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia ci chiediamo cosa effettivamente ha smosso tale evento nel panorama civile/sociale italiano.
La famiglia è la cellula della società, ammortizzatore sociale, culla di civiltà italiana, unico garante per il futuro dello Stato italiano. Le tre forze presenti (politici, tecnici ed associazioni) convergevano su tutto e soprattutto sulla necessità di abbattere quelle iniquità che in Italia rendono la famiglia povera, riducono il suo potere d’acquisto, facendo acquisire ai genitori (specialmente se di famiglie numerose) competenze da equilibristi per garantire ai propri figli cibo e strumenti di apprendimento in modo da accompagnarli nel loro processo di crescita e sviluppo.

Il Governo ignora che ciò costa fatica, cosi tanta fatica da portare sempre più famiglie a rinunciare ai figli. Negli ultimi anni 100 mila aborti all’anno, la maggior parte per motivi socio economici. Molti i casi di donne sposate alla terza gravidanza. Un paradosso in uno Stato che si sta avviando a promuovere misure contro la denatalità.

Le associazioni chiedono da anni misure di politiche familiari. Politiche che dovrebbero sostenere l’agio famigliare, promuovere la possibilità alle giovani coppie di credere in un futuro insieme, e metterlo perfino al mondo questo futuro. Questo genere di politiche sono trasversali, sono attente a tutto ciò che impatta sulle famiglie e riescono a creare un ambiente favorevole ad accogliere e accompagnare, ad assistere e a curare, cose che i sociologi in questi due giorni hanno più volte menzionato come priorità per il nostro Paese. Le relazioni dentro alla famiglia si tramutano in relazioni fuori la famiglia e creano quelle reti che possiamo chiamare tessuto sociale, indispensabile per il progresso di una società civile basata sulla condivisione e non sull’assistenza.

Invece qui cosa succede? Si rendono povere le famiglie, con tasse inique e poi si spendono miliardi per “salvarle” dalla povertà.
Il primo intervento in agenda deve essere allora l’aspetto fiscale, rimediamo agli errori e diamo finalmente speranza ai nostri figli.
Rivendichiamo il diritto di essere risorsa per la società. Lo abbiamo dimostrato portando proposte concrete. Abbiamo solo bisogno dell’attenzione di quei governanti che purtroppo non hanno lo sguardo di un padre o di una madre, verso il popolo che governano.
Chiediamo all’Onorevole Boschi di non aspettare la prossima legislatura per iniziare a lavorare. Il primo tempo, come lo ha chiamato stamattina, è iniziato con la conferenza ma non deve esaurirsi con essa. Ci sono ancora mesi prima del termine del mandato, dove attraverso l’approvazione della finanziaria ed altro potrà dimostrare che quanto dichiarato in questi due giorni è davvero una priorità per coloro che si sono assunti il compito di guidare il paese.
Adesso fatti, non promesse.

Carlo, Alfredo, Alessandro, Paolo, Stefano e Emanuela