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CRISTIANITA’ – Un giorno a RAI INTERNATIONAL

CRISTIANITA’ – Un giorno a RAI INTERNATIONAL

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Vi proponiamo la riflessione di Dino Cozzi, nostro papà numeroso di Roma che domenica 28 dicembre ha partecipato alla trasmissione Cristianità su RAI1, rinunciando ad essere peresente con tutti noi in sala Paolo VI.
In fondo alla pagina trovate anche il video della trasmissione.
A circa 11 minuti dall’inizio la testimonizama di Dino Cozzi e verso il 13° minuto la testimonianza della famiglia Bazzani.

A una settimana dall’incontro con il Papa con le famiglie numerose era già tutto organizzato: ci saremmo alzati all’alba preparando i più piccoli con i vestiti, già pronti dalla sera precedente, per evitare di fare confusione e disturbare il nostro “amato vicino” condomino che abita al piano inferiore.
Sì, ero convinto che avremmo trascorso domenica 28.12.14 in questo modo presentandoci quasi puntuali all’ingresso della sala Nervi.
Ma il 23.12.14 alle 11:06 ecco squillare il mio cellulare. Dall’altra parte era Angelo che mi chiedeva se ero disponibile a partecipare ad una trasmissione per dare la mia testimonianza sulla famiglia numerosa. Come sempre quando mi viene proposta una scelta, mi devo consultare con mia moglie e temporeggiando gli riferisco che la mia decisione sarebbe stata rinviata a breve. Chiamo Monica e dopo alcuni tentennamenti, sedati dalla mia insistenza spregiudicata, decidiamo per il SI.
Richiamo Angelo e confermo la nostra partecipazione. Mi dice che a breve saremmo stati richiamati per avere tutti i riferimenti e le modalità di partecipazione, mi invita a stare tranquillo e augurandoci a vicenda buon Natale ci salutiamo.
Ecco che la nostra prima domenica dopo Natale aveva subito una variazione di programma, ma eravamo contenti, la mia primogenita che doveva partecipare al campo del post-cresima mi chieve di andarla a prendere la mattina della domenica per essere presente insieme a tutta la famiglia, io mi riservavo di parlarne con il sacerdote e i catechisti che avevano organizzato il campo. In ogni modo i miei figli continuavano le vacanze ed io e mia moglie a lavorare. Il Natale lo viviamo con gioia e semplicità pur avvertendo la mancanza di mia madre, ricoverata all’ospedale per un’intevento e di mio padre, ovviamente vicino a lei. Nel pomeriggio andiamo a trovarla comunicandole questa esperienza che avremmo fatto come famiglia; ma ancora nessuno ci aveva ricontattato. A Santo Stefano, dopo il pranzo si avvicina la mia quintogenita Benedetta, dicendomi: “papà, ho le bolle!”; inizialmente ho pensato alla cioccolata ma, dopo aver visionato la sua schiena, la diagnosi era fatta: VARICELLA.
Dopo nemmeno 5 minuti dalla diagnosi ecco squillare il mio cell. Un numero non codificato nella mia rubrica: chi sarà? Qualcuno che fa gli auguri in ritardo? : “Sono Suor Myriam posso parlare con Monica?” Pensavo che Monica avesse dato il mio numero ad una suora incontrata al lavoro, subito passo il cell a Monica che dopo 30 secondi di “studio” mi ripassa il cell dicendomi che chiamavano da RAI INTERNATIONAL.
Io parlo con la “sconosciuta” Suor Myriam e riferisco subito che abbiamo un problema a partecipare in quanto Benedetta ha la varicella. Suor Myriam insiste e dice che avremmo potuto partecipare solo io e Monica, io riferisco che sarebbe stato difficile organizzarci, ma che le avremmo fatto sapere.
Dopo aver ricevuto l’email di Suor Myriam e dopo essermi consultato con Monica rispondo a Suor Myriam scrivendoLe che avremmo fatto il possibile per essere presenti, famiglia permettendo.
Comincio ad approfondire e informarmi sulla trasmissione CRISTIANITÀ trovando il nome Suor Myriam come la presentatrice; ………. cioè la mia famiglia é stata contattata direttamente dalla presentatrice!!! (incredibile), leggo qualcosa tra un pianto dei miei figli e un cambio di pannolini.
Ecco che il 28 mattina dopo un ultimo consulto con Monica optiamo per la sola mia presenza.
Arrivo a Saxa Rubra e all’ingresso ho alcuni problemi per il pass in quanto la macchina era prevista per Monica, ma prontamente rispondo di essere il marito è che per motivi di salute lei non é potuta venire. Entro e da solo mi dirigo a piedi verso la palazzina F primo piano e cerco la stanza 127.
Ecco sono arrivato. Entro e vedo un signore che mi dice un buon giorno con un accento straniero. Penso subito che sono di fronte a qualche pezzo grosso della Rai del quale però ….mi sfugge il nome. Dopo poco ecco sentire una voce femminile ed apparire un volto che il giorno prima avevo incrociato su Internet: era Suor Myriam vestita con un tailleur blu molto semplice ma molto lontano dai vestiti da suora.
Comincio a osservarla e tentare di seguirla nel suo espormi gli argomenti del programma che da lì a 30 minuti sarebbe andato in onda. Dopo un minuto entra un sacerdote che inizialmente avevo identificato come il cappellano della Rai. Viene velocemente presentato e capisco solamente che é argentino…ma il cognome ascoltato mi sembrava un po’ tedesco….vabbè sarà l’emozione. “Signore precedimi tu che non capisco nulla…”.
Suor Myriam mi domanda di Monica ed io le rispondo che non ci siamo potuti organizzare diversamente e che se ci fossero stati problemi avrei potuto anche solamente guardare e sarebbe stato bello ugualmente. Lei ribadisce che saremmo andati in onda coni tre Ospiti: il sacerdote argentino forse con un cognome tedesco, una giornalista di radio vaticana ed il sottoscritto.
Da lì a poco entra un’altra donna, appunto Angela Ambrogetti; conoscere una giornalista per me che avrei voluto fare anche il giornalista era un onore, comincio a riscaldarmi e cercare di far vedere di essere nel mio ambiente; chiedo, guardo, osservo ed ad un certo punto parlo con il sacerdote riferendogli di aver trovato conforto il 26 nella parole del Santo Padre laddove diceva di non pensare da cristiano e vivere da pagano ma pensare e vivere da cristiano annunciando GESÙ Cristo in ogni luogo.
Ecco che dopo questo mio pensiero comincia un dialogo con questo sacerdote al quale richiedo il nome che mi era sfuggito e mi dice che in Italia si dice Guglielmo. Lui mi da del tu ed io anche gli do del tu, facendogli vedere la mia famiglia sul telefonino. Lui rimane affascinato dalla visione della foto della prima comunione del mio secondogenito Giovanni. Non oso chiedere il cognome per evitare figuracce. Entra quindi la truccatrice, che si dirige prima da Angela che si stava rivelando in tutta la Sua simpatia poi verso il sacerdote…….che però viene chiamato Monsignore, cioè io ho dato del tu ad uno che viene chiamato monsignore, ed infine con un ritocco minimo dando risalto alla mia bellezza la truccatrice si rivolge a me dicendo che andava bene ” televisivamente” .
Incuriosito dal Monsignore gli chiedo che mansioni svolgesse nella sua vita e prontamente, con umiltà mi risponde che é vice direttore al protocollo del Vaticano.. Dentro di me comincia a sorgere qualche dubbio su quello che stavo vivendo …..dubbio che viene subito interrotto da suor Myriam che entra e ci dice di avviarci verso lo studio perché saremmo andati in onda tra sette minuti…. ANGELA dice: ” é un’ eternità, in radio ci fai una trasmissione.” Io:” perché hai fatto radio?” E lei: ” Si il mercoledì alle 21:00 ho un mio programma su Radio Vaticana” Dentro di me dicevo ma cosa ci faccio io qui, un po’ di radio l’ho fatta con mio cugino, qualche sacerdote vice direttore lo conosco ma qui siamo nelle alte sfere.
Comunque ci avviamo nello studio. Vengo folgorato dalla sobrietà di questo studio: una scritta CRISTIANITÀ sul fondo, un presepe piccolo al centro, uno sgabello, tre poltrone, tre telecamere, una televisione 16″ ed una da 42″…… “Ma qual’è il mio posto ?” mi domando dentro di me, ed ecco che il microfonista si avvicina, penso che dovrà microfonare la giornalista ed invece mi appunta il microfono sulla cravatta e mi indica il mio posto: al centro con a destra il sacerdote monsignore Guglielmo e a sinistra Angela.
Comincio a preoccuparmi, cosa devo dire, quale sono le domande, cerco lo sguardo di Suor Myriam che mi dribbla in quanto concentrata…”..un minuto e si va in onda” grida un cameraman.
Chiudo gli occhi chiedo al Signore che mi doni la semplicità, recito un padre nostro ed un’ ave maria. Comincia la trasmissione, sono uno degli ospiti. Suor Myriam mi presenta, dopo qualche minuto mi fa una domanda, il cuore batte forte rispondo;…… mentre rispondo cerco di vivere tutte le forti emozioni, cercando di dar corpo ad una mia risposta VERA. Gli occhi di suor Myriam non mi dribblano più, sono fissi su di me, trovo nel suo sguardo conforto ed approvazione, …. Ma cosa ho detto? …..non lo so, so solo che sono stato vero e questo mi basta, ho detto che aspettiamo il settimo figlio ma non ho detto che sarà il settimo cesareo, non importa …non serve oggi a chi ascolta, la trasmissione va avanti e si arriva al momento della messa che viene ripresa da un paese di cui ora non ricordo il nome, abbiamo 40′ di pausa. Torniamo in camerino e comincia un dialogo più caldo e confidenziale con gli altri due ospiti dei quali ora, grazie alle scritte “sottopancia” so anche il cognome Mons. Gullermo Karcher, Angela Ambrogetti.
Ora grazie anche a quanto detto dai suoi interventi nella prima parte, so che il monsignore é vicino al Papa. Dopo qualche domanda mi accorgo che ho davanti non uno vicino al papa, ma uno che ci parla tutti i giorni, uno a cui si rivolge per chiedere consiglio, ma ancor di più colui che gli ha tenuto il microfono quando Papa Francesco, affacciandosi per la prima volta, ha salutato il mondo in piazza San Pietro.
E pensare che quando ho parlato prima della trasmissione del conforto trovato nelle parole del 26 ho confidato i miei sentimenti provati in quel “silenzioso silenzio” vissuto con Papa Francesco nel suo primo affaccio quasi ad indicargli l’esclusiva avuta nel viverla senza minimamente immaginare che da lì a breve quell’esclusiva sarebbe stata condivisa con chi l’esclusiva l’ha avuta veramente nel tenere quel microfono che ha portato al mondo le parole di amore del Santo padre. Rientriamo in trasmissione assistendo alla diretta dell’angelus e a due collegamenti internazionali con Sydney e Buenos Aires. Siamo chiamati a commentare e a dire di cosa dobbiamo ringraziare il Signore al termine di quest’anno. Gli occhi di Suor Myriam sono rivolti per l’ennesima volta a me. Faccio un rapido, televisivo esame di coscienza e chiedo al Signore che mi illumini la risposta: Grazie della vita. Questo rispondo e trovo Suor Myriam davanti a me che con i suoi occhi lucidi mi illumina, trovo il mio ormai amico monsignore che annuisce e trovo la giornalista che sussurra “eh si”. “Signore cosa ho detto? Non vedo l’ora di tornare a casa voglio ritornare ed abbracciare Monica che mi é mancata tanto, ma nello stesso tempo so che era lì vicino a me, con me. La trasmissione sta per terminare e chiedono a Mons. Gullermo Karcher di dare un augurio e lui dalla sua tasca sinistra della giacca tira fuori la benedizione di Papa Francesco che sapeva che stava lì e che concretamente dà a tutto lo studio. Il mio cuore si riempie di gioia, sto vivendo un momento unico irripetibile, subito il mio pensiero ritorna al Signore e lo ringrazio riconoscendo che non solo questo momento é irripetibile, ma ogni momento della mia vita, quel grazie della vita così spontaneo é ora consapevole e ricco di motivi, un grazie non solo quando le cose vanno bene ma anche quando non vanno bene, sono quei momenti che ci atterrano e ci permettono di non sciupare la vita, di AMARE e di viver per sempre.
Torno a casa contento e desideroso di raccontare a Monica quanto vissuto. Il giorno dopo, invio un ‘email il di ringraziamento a Suor Myriam e anche ai due ospiti con i quali ci siamo lasciati i recapiti. I due ospiti mi rispondono subito, suor Myriam dopo qualche minuto mi risponde così:”…….Ti garantisco, Dino, che le tue parole hanno fatto centro. Mi sono arrivate mail e telefonate soprattutto dall’America dove è piaciuta la tua testimonianza. Infatti i nostri italiani all’estero anche se hanno fatto fortuna e quindi sono diventati grandi imprenditori o grandi professionisti nell’ambito della cultura, amano e apprezzano quanto nel nostro programma viene testimoniato. L’ho appena appreso anche da un sacerdote docente in una Univ Pontificia a Roma che ha ricevuto ieri un bel messaggio da suo fratello da Washington che è un grande docente di lettere in quella università. Come vedi le cose vere toccano il cuore dei semplici e dei dotti……..”

Ho chiesto a Dio il perchè di tutto questo, il perchè di quest gioia, ho chiesto a Dio di rimanere con i piedi per terra, ho chiesto a Dio il coraggio di andare avanti e di poter essere sempre Suo testimone nella semplicità e nella Verità.

Appena ricevuta l’email ho subito aggiornato Angelo su quanto vissuto ed ora eccomi qui a raccontarlo a te che leggi, ma soprattutto a me per ricordarmi fra qualche tempo attraverso la lettura di queste righe di averlo vissuto.

E’ stato veramente bello, straordianriamente fantastico vivere questa esperienza; ora torno sicuramente con i piedi per terra a cambiare il pannolino a mio figlio Simone e a coccolare Benedetta che ha la varicella, ad aiutare a fare i compiti a Emanuele, Marta e Giovanni e ad aspettare il risveglio di Elena che ancora deve recuperare le energie del campo del Post Cresima, ma ancor di più ad aspettare mia moglie Monica che torna da lavoro……ed io che dopo questo racconto torno a lavoro.

Che bello aver ricevuto in dono la vita, che bello stare nella Chiesa, che bello….

Grato al Signore

Dino Cozzi