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Ecco i Comuni «family friendly» Aiuti concreti a genitori e figli

Ecco i Comuni «family friendly» Aiuti concreti a genitori e figli

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Lettini con sbarre, scalda biberon, passeggini in alberghi, ostelli, bed & breakfast: sono ingombranti e, se il turista sa di averli a disposizione in loco, evita di portarseli in aereo o in auto. Menù per bambini, fasciatoi, seggiolini da tavolo, tavoli dagli angoli smussati, posate di plastica, angoli dei giochi nei ristoranti: perché i settanta minuti del rendez vous della famiglia a tavola trascorrano tra racconti, sorrisi e carezze. Laboratori didattici e percorsi tattili nei musei: perché puoi anche portare tuo figlio piccolo a vedere la Gioconda, ma se non gli dai la possibilità almeno di toccare una sua riproduzione – e gli spieghi con parole a lui comprensibili vita, morte e miracoli dell’opera e del suo autore – il pupo si annoierà dopo pochi secondi. Cercherà di fuggire e, una volta fermato, comincerà a piangere. Svilendo la sete di cultura dei suoi genitori. Talvolta bastano poche attenzioni per rendere una città a misura di famiglia. Ci stanno provando a Trento e dintorni, da quando, nel 2011, la provincia autonoma approvò una legge sul benessere familiare. In questi anni i collaboratori della Agenzia provinciale per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili hanno presentato a tutti i sindaci dei Comuni dei territori interessati una sorta di programma di governo. Promettendo loro che se avessero rispettato i punti previsti nel protocollo avrebbero potuto affiggere nel loro studio la pergamena che riconosce loro di essere primi cittadini di un Comune amico della famiglia.

Oggi almeno otto Comuni su dieci della provincia autonoma di Trento sono o stanno diventando amici della famiglia. I loro dipendenti usufruiscono di un orario più flessibile rispetto ad altri colleghi d’Italia e grazie al quale possono dedicarsi un po’ meglio ai propri figli e ai propri vecchi.

In queste città le famiglie con figli hanno sconti sulle addizionali Irpef e più in generale su tutte le imposte e tariffe che vengono decise dall’ente locale. Usufruiscono di sconti per i bus, per le cabinovie e le sciovie, per i musei. Le famiglie con più figli – almeno tre – hanno in tasca una familycard.

Sportelli dedicati danno informazioni a residenti e turisti su tutte le iniziative family friendly portate avanti da soggetti pubblici e privati. Le politiche familiari sono entrate nei piani strategici a lungo termine. Sono sorti gruppi di acquisto familiare. Alcune leggi, prima di essere portate in consiglio, sono valutate dalle famiglie riunite in associazioni e nel Forum. Oggi il ‘modello Trento’ è stato portato all’attenzione anche di altri Comuni d’Italia, grazie soprattutto agli ambasciatori dell’Associazione nazionale famiglie numerose. Giovedì pomeriggio, a Palazzo Geremia, sede del municipio di Trento, sindaci – o loro delegati in fascia tricolore – terranno a battesimo il network nazionale dei comuni family friendly.

Ne fanno parte, in rigoroso ordine alfabetico: Albignasego (Padova), Alghero (Sassari), Corsano (Lecce), Este (Padova), Ferrara, Gorizia, Leonforte (Enna), Nuoro, Perugia, Reggio Calabria, Tricesimo (Udine) e alcuni comuni della Bergamasca, con il capoluogo Bergamo anche Cerete, Fino del Monte, Onore, Songavazzo e Rovetta. Di questi Alghero ha già ricevuto la certificazione di Comune amico della famiglia, altri – ad esempio i Comuni della presolana – la otterranno durante il festival della famiglia di Trento, altri ancora hanno sottoscritto – o devono ancora scrivere – il patto con la provincia di Trento per ottenere la certificazione.

Una rivoluzione dal basso, cui stanno guardando con attenzione anche le Regioni Sardegna e Puglia. E pure il Dipartimento per le politiche per la famiglia (ora fa riferimento alla presidenza del Consiglio dei ministri), che ha inviato a Trento un suo funzionario, Alfredo Ferrante.

Tra i testimonial dell’iniziativa, il past president dell’Associazione nazionale famiglie numerose, il deputato Mario Sberna e gli attuali presidenti Anfn Giuseppe e Raffaella Butturini. Il sindaco di Alghero Mario Bruno, il sindaco di Perugia Edi Cicchi, presidente della commissione welfare dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), la vicepresidente dell’Elfac (la Federazione che riunisce le associazioni delle famiglie numerose in Europa) Regina Florio e il suo direttore generale, lo spagnolo Raul Sanchez. Coordinatori e anima del progetto sono Mauro e Filomena Ledda, genitori di prole numerosa, consiglieri nazionali Anfn, di Alghero. «Anni fa – raccontano – partecipammo ad un incontro di famiglie numerose a Pinzolo. Lì conoscemmo le mille iniziative family friendly portate avanti dall’agenzia per la famiglia della provincia autonoma di Trento. Tornati a casa, ci guardammo negli occhi e ci dicemmo: ‘O lasciamo l’isola e ci trasferiamo a Trento o portiamo il modello Trento ad Alghero’». Due anni fa il primo cittadino della loro città, Mario Bruno, ha affidato loro la gestione dell’Ufficio per le politiche familiari. Oggi Alghero sta cambiando volto. E potrebbero cambiarlo molti altri Comuni.

Fonte: avvenire.it di Andrea Bernardini