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Bolzano: no alle aperture domenicali

Bolzano: no alle aperture domenicali

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Il direttore: “Sono avverse alle aziende familiari e mettono a repentaglio il commercio di vicinato”

“La domenica libera nell’interesse delle aziende familiari, dei collaboratori e dei consumatori”. Lo scrive in una nota la Unione commercio di Bolzano, che ha predisposto una serie di cartelli e adesivi: verranno esposti nei negozi contrari all’apertura domenicale.
In Italia, il commercio al dettaglio dimostra un interesse verso le aperture domenicali e festive assai ridotto, si spiega. Questo è il risultato che emerge da un vasto sondaggio condotto dall’Antitrust italiano in collaborazione con la Guardia di finanza tra le aziende commerciali di tutte le dimensioni. Un dato che l’Unione commercio turismo servizi Alto Adige commenta con soddisfazione, così come positivamente giudica la crescente posizione contraria alla totale liberalizzazione degli orari di apertura che sempre più sta prendendo forza tra associazioni ed organizzazioni di ogni genere.
“Un’apertura domenicale generalizzata è avversa alle aziende familiari e mette a repentaglio il commercio di vicinato e, in definitiva, la qualità della vita nei centri urbani”, ribadisce il direttore dell’Unione, la quale, con le debite eccezioni previste per i Comuni a vocazione turistica, si è da sempre espressa a favore del principio della chiusura domenicale.
Nel documento che l’autorità preposta alla vigilanza sulla concorrenza dedica alla liberalizzazione degli orari di apertura nel commercio al dettaglio si evince anche, tra le altre cose, che è soprattutto il settore del commercio al dettaglio tradizionale a non prendere in considerazione la possibilità di aprire la domenica su base regolare. Il prolungamento degli orari di apertura o le aperture domenicali, infatti, non portano di regola a maggiori incassi e a maggiore potere d’acquisto, ma semplicemente a un allontanamento delle piccole aziende familiari a favore delle grandi aziende e delle concentrazioni commerciali. Lo stesso identico fatturato viene semplicemente distribuito su sette giorni invece che su sei.
“L’Unione – spiega il direttore – si batte da sempre contro una liberalizzazione degli orari del tutto fraintesa, ed è anche convinta che una regolamentazione pubblica delle aperture sia nell’interesse sia delle aziende familiari che dei loro collaboratori che, anche, dei consumatori. In Germania o Austria, per esempio, gli orari di apertura dei negozi sono rigidamente regolamentati e prevedono il riposo domenicale – in Baviera, per esempio, sono concesse al massimo quattro domeniche di apertura all’anno”.
La domenica dovrebbe rimanere fondamentalmente un giorno dedicato al riposo: dare forza a questa teoria ci sono motivi sociali, familiari, tradizionali o religiosi. “Le piccole aziende a conduzione familiare – ricorda l’Unione – non sono in grado di tenere aperto 24 ore al giorno. Ciò è discriminante e, in definitiva, incentiva la formazione di concentrazioni commerciali che portano a una riduzione della concorrenza e mettono a rischio la stessa sopravvivenza di molte piccole aziende familiari”.
In merito a questo tema, l’Unione ha messo a disposizione delle aziende commerciali diversi cartelli e adesivi, grazie ai quali i commercianti possono esprimere il proprio appoggio alla chiusura domenicale o illustrare alla clientela le argomentazioni a favore della giornata di riposo. Il materiale può essere ordinato gratuitamente alla pagina www.unione-bz.it/ordine.

altoadige.gelocal.it

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Cartello delle motivazioni a favore della chiusura domenicale .png