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Bergamo, Famiglia, via al Forum provinciale

Bergamo, Famiglia, via al Forum provinciale

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La decisione della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali Don Algeri: ora è importante stabilire i criteri di ammissione.
Dopo un processo preparatorio iniziato la primavera scorsa, sull’onda della riflessione innescata dal «Family Day», è nato ufficialmente a Bergamo il Forum provinciale delle associazioni familiari. La decisione è stata formalizzata venerdì, nel corso della riunione della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (Cdal).
Ambiziosi gli obiettivi: il Forum provinciale si pone nel solco di quello nazionale, costituito da 56 associazioni che, da Statuto, si pongono come finalità la promozione e la salvaguardia dei valori e dei diritti della famiglia come «società naturale fondata sul matrimonio»; il sostegno della partecipazione attiva e responsabile delle famiglie alla vita culturale, sociale e politica; la promozione di adeguate politiche familiari che tutelino e sostengano le funzioni della famiglia e i suoi diritti.
Un organismo da tempo caldeggiato dalla diocesi di Bergamo, come sottolinea il direttore dell’Ufficio per la pastorale della Famiglia don Edoardo Algeri: «Faccio i miei migliori auguri al Forum, che si appresta a divenire un riferimento importante e un interlocutore serio per le istituzioni». Proprio in vista del confronto con le realtà istituzionali, don Algeri ha messo in evidenza due questioni che il costituendo Forum dovrà chiarire in partenza: «È necessario precisare fin da subito la definizione di “famiglia” su cui ci si basa: quella fondata sul matrimonio, e sancita dalla costituzione agli articoli 29, 30 e 31. Si dovranno poi stabilire i criteri in base ai quali le associazioni sono ammesse a far parte del Forum: credo che ci si dovrebbe limitare alle organizzazioni che hanno la famiglia come focus principale della loro azione sociale. Altrimenti si rischia di creare un insieme con caratteristiche troppo generiche».
Sul secondo punto le posizioni non sono omogenee: alcune associazioni che ora fanno parte del Cdal rischierebbero infatti di vedersi escluse, non avendo, nel proprio statuto, un riferimento diretto al sostegno alla famiglia. Una soluzione possibile sarebbe quella di distinguere, sul modello del già esistente Forum di Como, lo status delle associazioni in «soci» e «osservatori».
Il compito di predisporre una prima bozza di regolamento, che delinei le finalità e le modalità di organizzazione interna del Forum, è stato affidato a un apposito comitato, formato dal presidente del Cdal e di Azione Cattolica Piergiorgio Confalonieri e da sette rappresentanti di associazioni familiari: Gerardo Veneziani e Silvio Petteni dell’Agesc, Umberto Reniero e Alberto Moncada di Alleanza Cattolica, Isabella Prometti dell’associazione Famiglie numerose, Sabina Greco dell’Agee e Gianluigi Ghirardelli, del gruppo famiglie della Parrocchia di Telgate. Il nuovo organismo sarà ospitato nella sede dell’Azione Cattolica, al quinto piano di Palazzo Rezzara. Le diverse cariche (presidenza, segreteria, organi amministrativi) saranno invece definite durante la prossima seduta, in programma per venerdì 11 gennaio.
Fausta Morandi, Eco di Bergamo